Hacker Russi danneggiano la pompa dell’acqua di un impianto idrico a Springfield, nell’Illinois
Si tratta di :Exploits
A Springfield, nell’Illinois, alcuni Pirati informatici hanno ottenuto la password del software per gestire un impianto idrico.
Non si capie l’utilità di tale azione, dato che il danneggiamento della pompa dell’acqua ha solo creato un disservizio. Probabilmente i pirati, di origine, Russa volevano attirare l’attenzione sulla vulnerabilità di sistemi che rappresentano delle “Infrastrutture critiche” anche negli Stati Uniti.
Di certo questo genere di attacco non ha nulla di Etico, poichè avere le chiavi di casa altrui non ci autorizza ad entrare e rompere tutto. Un hacker che si rispetti avrebbe scorrazzato un pò ma mai e poi mai avrebbe danneggiato il sistema, poichè lo spirito hacker vieta la distruzione di risorse collettive. Non è razionale comportarsi come criminali, un criminale è un delinquente sia che lo faccia nella vita reale sia che utilizzi internet.
Che senso ha istruire la pompa in modo tale da accendersi e spegnersi ripetutamente ? In genere, comunque non ha senso, aprire una infrastruttura del genere ad internet, basterebbe una rete privata. Di solito basterebbe maggiore attenzione a questi sistemi.
Truffa on line, denunciato 29enne
Si tratta di :Phishing e Truffe
AOSTA. Un emiliano di 29 anni, P.I., è stato denunciato dalla polizia postale di Aosta per una truffa su Internet. Il giovane è il titolare del conto corrente su cui un valdostano, aggiudicatario di un’asta virtuale, ha effettuato il pagamento senza però ricevere la merce acquistata.
Enna: denaro in cambio di immagini rubate su internet, arrestato 28enne
Si tratta di :News
Giovedì 13 Maggio 2010
ENNA – Era riuscito ad immettersi su Messenger e a rubare una serie di immagini ose’ che una coppia di coniugi ennesi scambiava in rete con altri cultori dell’”home video”, quindi aveva ricattato le sue vittime, chiedendo alcune centinaia di euro per la restituzione dei fotogrammi. Ad attenderlo all’appuntamento con la coppia ha trovato pero’ ad attenderlo la Guardia di finanza. In manette e’ finito D.R., 28 anni, di Alcamo. Nell’abitazione del giovane i militari hanno sequestrato computer e supporti di memoria.
Fonte: Italpress
il Decreto Romani e i contenuti audiovisivi sul web
Si tratta di :News
il primo marzo 2010 è stato approvato il Decreto Romani, ossia, secondo quanto comunica il Governo Italiano, “un decreto legislativo che recepisce la direttiva 2007/65 in materia di esercizio di attività televisiva, il cui obiettivo è creare un quadro moderno, flessibile e semplificato per i contenuti audiovisivi, anche attraverso una nuova definizione dei servizi di media audiovisivi, svincolata dalle tecniche di trasmissione”.
Ma entriamo nel dettaglio : L’art. 4 del provvedimento ( che non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale) fornisce la seguente definizione di “servizio di media audiovisivo”:
“1) un servizio, quale definito agli articoli 56 e 57 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che è sotto la responsabilità editoriale di un fornitore di servizi media e il cui obiettivo principale è la fornitura di programmi al fine di informare, intrattenere o istruire il grande pubblico, attraverso reti di comunicazioni elettroniche.
Per servizio di media audiovisivo si vuole dire o la radiodiffusione televisiva, come definita alla lettera i) del presente articolo (la televisione analogica e digitale) e la trasmissione continua in diretta quale il live streaming, (trasmettere in diretta su internet un video che si sta riprendendo) e la trasmissione televisiva su Internet come il webcasting e il video a richiesta (il near video on demand), o un servizio di media audiovisivo a richiesta, come definito dalla lettera m) del presente articolo”.
Quindi leggendo sempre il citato art. 4 non sono sussumibili alla definizione di “servizio di media audiovisivo”:
“- i servizi prestati nell’esercizio di attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse;
- ogni forma di corrispondenza privata, compresi i messaggi di posta elettronica;
- i servizi la cui finalità principale non è la fornitura di programmi;
- i servizi nei quali il contenuto audiovisivo è meramente incidentale e non ne costituisce la finalità principale,quali a titolo esemplificativo :
a) i siti internet che contengono elementi audiovisivi puramente accessori, come elementi grafici animati, brevi spot pubblicitari o informazioni relative a un prodotto o a un servizio non audiovisivo ;
b) i giochi in linea;
c) i motori di ricerca
d) le versioni elettroniche di quotidiani e riviste;
e) i servizi testuali autonomi;
f) i giochi d’azzardo con posta in denaro, ad esclusione delle trasmissioni dedicate a giochi d’azzardo e di fortuna ; ovvero
2) una comunicazione commerciale audiovisiva”.
Poi continuando per “fornitore di servizi di media”, secondo la disposizione citata, si deve intendersi : “la persona fisica o giuridica cui è riconducibile la responsabilità editoriale della scelta del contenuto audiovisivo del servizio di media audiovisivo e ne determina le modalità di organizzazione ; sono escluse dalla definizione di ‘fornitore di servizi di media’ le persone fisiche o giuridiche che si occupano unicamente della trasmissione di programmi per i quali la responsabilità editoriale incombe a terzi”.
il servizio di Qui UBI – Ricerca – Conti Correnti
Si tratta di :Phishing e Truffe
e-mail ai limiti della fantascienza, qui i truffatori si spacciano per la Banca Ubi e addirittura credendoci fessi patentati si inventano una storia qui si dice che la banca qui Ubi ci fa rispramiare l’invio postale e per comunicarci questa lieta notizia ha messo uno straniero dotato di scarsissima padronanza linguistica e carenze abnormi della lingua italiana nel front office ovvero nella parte cruciale cioè in due parole è assolutamente impossibile che la banca metta una persona che non sa nemmno scrivere in italiano!
ma poi ricerca conti correnti che cervellone questo phisher !!!
segue e-mail
Ricerca – Conti Correnti
“Le mie contabili” ? il servizio di Qui UBI che ti permette di ricevere la tua corrispondenza bancaria direttamente via internet, risparmiando i costi postali di invio.
Una volta attivato il servizio, le contabili relative ai tuoi rapporti bancari ti vengono inviate direttamente in Qui UBI in formato elettronico (pdf) ed hanno lo stesso valore di quelle che ricevevi per posta (se ne hai bisogno, puoi sempre richiedere alla tua filiale copia della documentazione in formato cartaceo).
Il servizio ? comodo e conveniente: in ogni momento hai la possibilita di consultare, stampare o salvare sul tuo pc le contabili relative, ad esempio, all’estratto di conto corrente o di deposito titoli, ai movimenti di conto, al pagamento delle rate del mutuo e alle note informative degli eseguiti di Borsa.
Attiva subito il servizio!
Fratelli gemelli
Si tratta di :Storielle e Aneddoti
Paola ci invia questa storiella
Una donna aveva due figli gemelli, ai quali aveva messo nome Lemba e Mavungu. Il giorno della loro nascita, uno stregone aveva consegnato alla mamma due pietre tonde e lisce.
- Questi saranno i talismani dei tuoi figli: – le aveva detto – appendili al loro collo e, quando saranno grandi, di loro che non se li tolgano mai.
Cosi la donna aveva fatto, e i ragazzi erano cresciuti ed erano diventati due bellissimi giovani. Un giorno, Mavungun, stanco della solita vita, decise di partire.
- Io non ho niente in contrario; – disse la madre – ma siamo talmente poveri, che non posso darti niente da portare con te.
- Questo non importa:- rispose il giovane – è ormai il momento di mettere alla prova la potenza del mio talismano.
Salutò la madre e il fratello e si diresse verso la foresta. Qui giunto, colse alcuni fili d’erba, li tocco con il talismano e…
- Che tu sia un cavallo! – disse, buttando per terra il filo più lungo.
- Che tu sia un coltello! – continuò, piegando un altro filo d’erba.
- Che tu sia un fucile! – comandò a un terzo filo d’erba.
Immediatamente un bel cavallo scalpitò davanti a lui, un coltello s’infilò nella sua cintura e un bellissimo fucile appeso alla sua spalla. Mavungun, tutto contento, salì sul cavallo e partì. Cavalcò per parecchio tempo, finché a un certo punto, si sentì stanco e affamato.
- Talismano mio, mi farai morire di fame? – disse, toccando la pietra.
Subito, davanti a lui, apparve un sontuoso banchetto. Il giovane scese da cavallo, mangiò e bevve a sazietà, poi tutto allegro riprese il viaggio.
Dovete sapere che, non lontano dal posto dove Mavungun si era fermato a mangiare, c’era una bellissima città. Essa era governata da un re che aveva una figlia, assai capricciosa. La fanciulla era in età da marito, ma, per quando già molti l’avessero chiesta in sposa, ella aveva rifiutato a tutti la sua mano. Mavungun giunse nella città e si fermò sulla riva del fiume. Qui c’era anche la fanciulla, con molte altre compagne; appena vide il giovane straniero, tornò di corsa dal padre e dalla madre e disse loro:
- Ho visto l’ uomo che voglio per marito e morirò se non lo sposerò!
Il padre mandò i suoi schiavi incontro al giovane straniero e lo invitò a banchetto nella sua casa.
Mavungun fece al re un’ottima impressione, tanto che, quando il giovane gli offrì molto doni preziosi, non esitò a proporgli di sposare la figlia. Così, con grande allegria e gioia per tutti, si celebrarono le nozze. Nella casa degli sposi c’erano tre grandi specchi accuratamente coperti.
Mavungun, preso da una grande curiosità, volle sapere perché fossero coperti. La moglie gli rispose che era molto pericoloso guardarvi, ma Mavungun insistette tanto che la fanciulla alzò la stoffa che ricopriva il primo specchio e… subito il giovane vide la sua città natale, con tutte le sue strade e la sue casa.
- Chi guarda in questo specchio, – disse allora la moglie – vede la città nella quale è nato. Nell’ altro specchio, ciascuno vede le città che conosce e che ha visitato nei suoi viaggi.
E così dicendo, scoprì il secondo specchio.
- E il terzo specchio?
- Il terzo non lo puoi scoprire perché vedresti l’immagine della città dalla quale non si torna.
- Fammela vedere ! – gridò Mavungun, e strappò la tela.
L’immagine che gli apparve era terribile, ma il giovane la fissò intensamente e si sentì preso da un grande desiderio di andare in quella città.
- Ti scongiuro, non andarci, perché non tornerai mai più! – lo implorò la moglie.
Ma il giovane era deciso; prese il suo cavallo e partì. Cavalcò e cavalcò per tanti mesi, finché un giorno, guardandosi intorno, vide una vecchia, che stava seduta presso un mucchio di sassi bianchi e neri.
- Vecchia, hai un po’ di fuoco per la mia pipa? – chiese Mavungun.
- Scendi da cavallo e avvicinati – rispose la donna.
Mavungun si avvicinò, ma appena la vecchia gli ebbe toccato la mano, il giovane fu trasformato in una pietra nera e il suo cavallo in una pietra bianca. Il tempo passava, e Luemba era molto meravigliato che il fratello non avesse mai mandato sue notizie; così un giorno; decise di andare alla sua ricerca. Se ne andò nella foresta, colse un pugno d’erba e, per opera del suo talismano, fece trasformare un filo in un cavallo, un secondo filo in un coltello e un terzo filo in un fucile e poi
partì. Dopo parecchi giorni arrivò nella città in cui Mavungun aveva preso moglie.
- E’ tornato Mavungun, lo sposo della figlia del re!
Appena sceso da cavallo, vide una bellissima fanciulla, che gli veniva incontro dicendo:
- Finalmente sei tornato.
Luemba cercò di spiegare che non era Mavungun.
- Vuoi scherzare, marito mio – lo interruppe la donna, e si mise a ballare per la gioia.
Luemba tentò invano di spiegare chi fosse, ma né la moglie del fratello, né il re, né gli altri abitanti vollero credergli; alla fine, anzi, nessuno stette più ad ascoltarlo. Perciò il giovane dovette tacere e indagare per conto suo, per scoprire che fine avesse fatto Mavungun. L’occasione si presentò subito, perché, quando Luemba entrò in casa, la moglie del fratello gli disse ridendo:
- Spero che avrai perso la voglia di guardare negli specchi!
- No, invece; – disse subito Luemba, – anzi, ti prego di farmeli rivedere.
Questa volta la giovane non si fece pregare e Luemba poté vedere la città dove era nato, poi i luoghi che aveva attraversati viaggiando, e infine guardò interessato la città dalla quale non si torna. Capì subito che quello era il posto dove il fratello era andato e dal quale non era tornato; perciò, senza perdere tempo, disse:
- Mi ricordo ora di aver lasciato laggiù una cosa molto importante. Vado e ritorno al più presto.
- Va pure, marito mio; sei appena arrivato, ma, se pensi di dover ripartire, io ti aspetterò. Ma fa presto.
Luemba montò a cavallo, prese il coltello e il fucile e corse via al galoppo. Cavalca cavalca, eccolo arrivare in vista del mucchio di pietre sbianche e nere; Accanto al mucchio, stava seduta la solita vecchia.
- Vecchia, hai un po’ di fuoco per la mia pipa? – domandò Luemba.
- Scendi da cavallo e avvicinati – rispose la vecchia.
Luemba scese da cavallo, ma invece di stendere la mano verso la donna, le scagliò addosso il suo talismano. Fu un attimo: il terreno si aprì e la vecchia scomparve mandando un grido terribile.
Subito Luemba si avvicinò al mucchio di pietre e cominciò a toccarle con il suo talismano: le pietre nere si trasformarono in tanti giovani e le pietre bianche in altrettanti cavalli. Naturalmente in mezzo agli altri, Luemba riconobbe subito Mavungun, e i due fratelli si abbracciarono con molta gioia. Poi rimontarono a cavallo e, senza indugiare, tornarono nella città dove la moglie di Mavungun aspettava pazientemente il marito. Potete immaginare quale fu la meraviglia di tutti, nel vedere i due fratelli così uguali l’uno all’altro. Vi furono grandi feste, che durarono tre giorni e tre notti e fu ordinato un sontuoso banchetto al quale parteciparono tutti gli abitanti della città. Poi Luemba ripartì e torno nel villaggio natale: la madre ansiosa gli corse incontro chiedendogli notizie di Mavungun; egli la rassicurò sulla sua salute e le raccontò quando era accaduto; poi la condusse nella città dove Mavungun era diventato l’erede del re e là ella trascorse felice i suoi ultimi giorni.
Nel frattempo Mavungun e la moglie entrati in casa s’accorsero che i tre specchi non c’erano più, infatti la magia aveva voluto che nello stesso momento in cui la vecchia era scomparsa, scomparissero anche le tre lastre lucenti. E così nessuno ha più saputo dove fosse la città dalla quale non si tornava più indietro.

















