Testo con Caratteri Strani
Testo Base
NEW: Flipped
Haxxoor
Breezah
Lord of the rings
Weird Old style
Cool style
Crazy style
Euro style
Reversed text
Testo Base
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Haxxoor
Breezah
Lord of the rings
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Euro style
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Non è una bufala.
Mi è giunta questa mail
Spero ancche questa volta si tratti di una bufala…
Nel anno 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, prese un cane di
strada, lo legò ad una corda corta ad un muro di una galleria d’arte e lo
lasciò morire lentamente di fame e di sete:
Per parecchi giorni, l’autore di questa orribile crudeltà e i visitatori di
questa galleria d’arte sono stati spettatori impassibili dell’ agonia del
povero animale, fin quando finalmente è morto per inanizione, dopo aver
passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario.
Ti sembra forte ???
Questo non è tutto: la prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte ha deciso,
incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo
individuo è arte, ed in questo modo tanto incomprensibile Guillermo Vargas
Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione in fortuna Biennale
in 2008.
OSTACOLIAMOLO!!!
Firmate qui: http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html, non bisogna
pagare, né registrarsi, né niente di pericoloso, e vale la pena, per inviare
una petizione e che questo uomo non sia apprezzato né chiamato ‘artista’ per
un atto tanto crudele, per simile insensibilità e piacere per il dolore
altrui.
È molto facile, tarda 10 secondi ed è sicuro, se perdiamo il tempo rinviando
sciocchezze in cui nessuno crede, possiamo allora dedicare un po’ di quello
tempo a cercare di evitare che un altro animale innocente soffra la crudeltà
di questo o di altri sadici e ripugnanti ‘esseri umani’:
RINVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI, PER FAVORE.
Ps: se metti il nome del ‘artista’ in Google escono le foto da questo povero
animale, e ti usciranno sicuramente anche pagine web dove potrai constatarlo e
vedere che è verità.
Riporto articolo tratto dal’ADNKRONOS
Roma. Biennale a rischio per Guillermo Habacuc Vargas, lo ‘’peudoartista’’ 50enne del Costa Rica che ha messo in mostra un cane randagio, legato in un angolo della sala, lasciandolo morire di fame e sete. Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione verso quella che, secondo loro, non può essere certo considerata un’opera d’arte.A quanto pare Vargas avrebbe pagato dei bambini affinché catturassero un cane per poi utilizzarlo come ‘opera d’arte’ che consisteva appunto nel guardare l’agonia e la sofferenza fino alla morte. Ai visitatori sarebbe stato vietato di portare cibo e acqua e chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l’animale veniva allontanato in malo modo con insulti. Sopra il cane morente, una scritta fatta di croccantini con la frase: ‘Eres lo que lees’ (‘Sei quello che leggi’). Secondo l’’artista’ lo scopo era quello di testimoniare l’indifferenza dell’essere umano nei confronti di altri esseri viventi. In un’intervista rilasciata a la ‘Nación’, ha dichiarato: “Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una strada”. Fatto sta che il cane, secondo quanto riferisce Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di ‘La Prensa’ in Nicaragua, sarebbe morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto. Diversa la versione della galleria nicaraguense che ha ospitato l’allestimento, secondo la quale l’artista avrebbe trovato il cane in un vicolo e l’avrebbe portato nella galleria senza che fosse previsto. Secondo loro, inoltre, sarebbe stato correttamente alimentato per tutto il tempo tranne le tre ore della mostra. Il cane non è poi morto ma secondo loro è “scappato” in un momento di disattenzione.Ma i dubbi restano. Come è possibile che la galleria non abbia imposto a Vargas di liberare il cane? E ancora: è possibile che nessuno sia andato lì con prepotenza – anche violenza – per portarsi via l’animale? Per di più l’artista è stato scelto per rappresentare il suo Paese nella ‘Biennale Centroamericana 2008’ che si terrà in Honduras. In quest’ultimo caso, almeno, qualcosa si è mosso. Le ire di associazioni animaliste e di cittadini di ogni parte del mondo hanno fatto sì che un rappresentante della Biennale abbia contattato Vargas, mediante lettera scritta in cui è stato espresso lo sconcerto riguardo la pubblicità negativa ricevuta da ‘Sei quello che leggi’ ed è stata messa in dubbio la legittimità dell’ammissione come eccellente artista e rappresentate. A questo punto l’artista ha chiesto pubblicamente scusa e promesso che non riproporrà mai più simili progetti. Vargas, in un comunicato diffuso via web afferma che ‘Sei quello che leggi’ non verrà più chiamata “opera d’arte”, in segno di rispetto verso quanti si sono sentiti offesi. Ha ammesso l’errore ed ha affermato che avrebbe dovuto salvare il cane invece di lasciarlo morire. E chiede a tutti di accettare le sue scuse.“Far soffrire e uccidere un cane lasciandolo morire di fame per far comprendere un problema come quello del randagismo è certamente un modo perverso per informare l’opinione pubblica – dichiara Massimo Comparotto, presidente dell’
OIPA Italia (Organizzazione internazionale Protezione animali) – In verità quest’opera ‘artistica’ è solo l’ennesimo esecrabile squallido tentativo per far parlare di sé per riempire una galleria d’arte. Josè Morales, vice presidente del ‘Special Unit for Animal Protection and Rescue’ ha commentato: “Il cane è stato legato senza cibo, non capisco come ciò possa essere considerato arte”. Raymond Schnog, presidente della ‘Humanitarian Association for Animal Protection’, ha condannato l’atto definendolo pura crudeltà, “non comprendo come un animale possa essere stato lasciato morire di fame sul pavimento mentre una frase sulle pareti era stata composta usando cibo”.Queste organizzazioni stanno studiando il caso per presentare un ricorso davanti al tribunale locale.
FIR Fuel Activator Bufala (grazie a ecoblog)
FIR Fuel ActivatorIl FIR è un oggetto che si mette su un condotto del
motore e permetterebbe di risparmiare il 15% del carburante e ben il 40%
degli inquinanti. E’ un materiale ceramico che, semplificando, converte
il calore del motore in fotoni infrarosso migliorando la combustione del
motore.
Io più che calore ho sentito puzza di bruciato, e mi è tornato in mente
il famoso tubo Tucker.
Il miracoloso apparecchio è stato presentato da un’associazione
ambientalista di nome Gaia, ed è commercializzato dalla Balos Tchnology
al prezzo di circa 100 €uro.
Secondo Mauro Tedeschini, direttore di Quattroruote, intervistato da
Caterpillar, che si è avvalso del suo pool di ingegneri che si occupano
spesso di queste faccende, è una bufala, una truffa ben organizzata alla
“supercazzola“.
Sul sito vengono messi insieme termini e dati corretti con altri
totalmente privi di fondamento ed un lettore poco esperto potrebbe anche
caderci.
Per il momento gli unici modi per risparmiare carburante ed inquinare
meno sono: non usare l’auto, andare piano. Se proprio la dovete comprare
prendetela piccola in attesa dell’auto elettrica da ricaricare con
energia pulita e rinnovabile.
tratta di un Appello su una ragazza di 16 anni scomparsa, in alcune e-mail addirittura ha 13 anni è
Ripeto non inviate ulteriori comunicazioni a nessuno
Altre varianti arrivano con allegato un file word dal nome disparitionIT.doc
Grazie
il testo della Bufala, della Falsa E-mail è il seguente

Mia figlia di 13 anni, Ashley Flores, est scomparsa da due settimane.
Può succedere che se tutti fanno girare questo messaggio, qualcuno vedrà questa bambina.
Così facendo una bambina scomparsa di Steven Point è stata ritrovata anche facendo circolare la sua foto alla televisione.
Internet circola anche oltre-mare, in Sud America, Canada ecc.
Per favore fate inoltrate questo messaggio a tutte le persone della vostra rubrica.
Grazie a Dio e a tutto ciò che di spirituale esiste, questa bambina sarà ritrovata.
Chiedo a tutti, supplico tutti, per favore, di far girare il più possibile questa immagine.
Non è ancora troppo tardi.
PER FAVORE AIUTATECI
Chiunque sia in grado di dare delle informazioni al riguardo, per favore mi contatti
Includo la foto di mia figlia. Tutte le vostre preghiere saranno preziose !!!
Sono sufficienti 2 minuti per far circolare il messaggio.
Se si trattasse di vostro figlio farete l’impossibile per ottenere dell’aiuto !!!
SI RINGRAZIA MD80.IT per la gentile concessione
LA COSPIRAZIONE DELLE SCIE CHIMICHE
>>> (clicca qui per scaricare la versione in PDF) <<<
Ma la rete è anche il regno in cui proliferano, a nostro parere, “cospirazionisti”, che si rivolgono alla massa, cercando di vendere tesi, riteniamo, favolistiche, che rappresentano l’estremo contrario della ragione, della fisica, della buona cultura tecnica, della verità scientifica, svolgendo questo compito con tale impeto e convinzione da rischiare di essere presi sul serio.
La diffusione della cultura aeronautica è il nostro imperativo: ne è prova l’enorme quantità (e soprattutto qualità) dei temi trattati dal nostro sito, considerato all’unanimità il portale n°1 dell’aviazione civile italiana, nonchè il più aggiornato e attendibile. Oltre a spaziare dall’accurata analisi degli incidenti alla paura di volare, approfondiamo le questioni più tecniche della tecnologia aeronautica e procedurale, il tutto grazie al contributo di persone – dai professionisti ai semplici appassionati – che però vantano anni di esperienza e conoscenza in materia aeronautica in tutte le sue sfaccettature.
Ed è proprio alla tesi cospirazionista delle “scie chimiche” che vogliamo dedicare questo speciale.
Uno speciale redatto NON da persone qualunque che parlano affermando delle verità che pensiamo non conoscono, magari reperite in rete senza prendersi il tempo e senza rifletterci sopra per vagliarne l’attendibilità, bensì da persone estremamente competenti in campo aeronautico:
- Esperti di meteorologia;
- Esperti di motori turbofan e turboprop;
- Esperti di meccanica aeronautica, avionica e idraulica;
- Esperti di procedure di volo;
- Esperti manutentori;
- Piloti professionisti con all’attivo migliaia di ore di volo su svariati velivoli di linea appartenenti ad illustri compagnie aeree nazionali;
- Semplici appassionati che, pur non lavorando nel settore aeronautico, hanno comunque ottime conoscenze in materia.
La community è fatta di queste persone e ne va orgogliosa.
Prima di cominciare, vogliamo comunque lanciare un importante messaggio:
Diffidate sempre di qualsiasi sito che tratta temi specifici di aeronautica reale o virtuale, senza essere un sito di aeronautica e senza essere amministrato e frequentato da esperti di aeronautica!
Questo è il primo consiglio che diamo al lettore per tutelarlo dalle fandonie visionabili sui siti cospirazionisti che cercano ogni giorno di infangare l’aviazione civile con un incredibile bagaglio di fandonie. Questi presunti esperti possiedono una retorica molto scaltrita, la loro arma preferita: il loro scopo principale è diffondere informazioni fasulle mettendo mano a fiumi di parole, falsi link internet, false testimonianze, false teorie, falsi concetti scientifici.
Non date loro retta! Non cadete nelle loro trappole! Il danno alla vostra cultura aeronautica e non sarebbe irreparabile!
Rivolgete ogni vostra domanda ad uno qualsiasi dei nostri piloti, tecnici e collaboratori: troverete risposte serie ed attendibili su tutto ciò che riguarda l’aviazione, con l’importante garanzia di anni di esperienza del settore.
Grazie.
Ed ora seguiteci, pagina dopo pagina, in questa analisi sulle presunte “scie chimiche”, per scoprire quande falsità sono state dette fino ad ora, secondo noi, su questo argomento…
Lo staff e la community di md80.it
2. METEO
L’atmosfera è la massa gassosa che avvolge la Terra e la segue nei suoi movimenti di rotazione e di rivoluzione. Essa è vincolata al pianeta dalla forza di gravità cui sono soggette anche le particelle gassose, che altrimenti tenderebbero a disperdersi nello spazio siderale. Di conseguenza, l’atmosfera ha densità decrescente dal livello del suolo fino ai limiti dell’attrazione terrestre. A causa della forza centrifuga generata dalla rotazione terrestre e delle differenze di temperatura – indotte dal diverso irraggiamento solare – , l’atmosfera subisce un continuo rimescolamento che porta le particelle d’aria a spostarsi sia orizzontalmente che verticalmente. I fenomeni meteorologici che si manifestano nell’atmosfera sono generati da questi moti dell’aria e dal fatto che quest’ultima contiene sempre una certa quantità di vapore acqueo, proveniente dalle superfici degli oceani e dai cicli vitali degli esseri viventi. Il vapore acqueo, pur essendo più leggero dell’aria, si trova solo negli strati più bassi dell’atmosfera poiché salendo condensa, per poi ricadere sulla superficie del pianeta sotto forma di acqua allo stato liquido o solido. In questa sezione verranno analizzati brevemente la composizione e la struttura dell’atmosfera e le grandezze fisiche che la caratterizzano: pressione, temperatura e umidità. La conoscenza di questi elementi e la corretta comprensione delle loro interazioni sono essenziali per capire come si manifestano e si evolvono i diversi fenomeni meteorologici che interessano il volo.LA STRUTTURA DELL’ATMOSFERA
L’aria è un miscuglio di diversi gas: tra essi l’azoto ( 78%) e l’ossigeno (21%) sono preponderanti. Come già detto, l’aria contiene inoltre una certa quantità di vapore acqueo, che va da percentuali trascurabili fino al 5% in volume. Al crescere della quantità di vapore presente nell’aria, le percentuali degli altri gas diminuiscono proporzionalmente (questo fatto assume particolare rilevanza nelle prestazioni dei motori, la cui capacità di erogare potenza è funzione della quantità di ossigeno disponibile per la combustione). L’atmosfera può essere divisa in diversi livelli verticali determinati dal verificarsi di determinati fenomeni o variazioni di grandezze fisiche. In base a quanto stabilito dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale o WMO (World Meteorological Organization), con cui l’ICAO opera in stretta collaborazione, l’atmosfera si estende verticalmente dalla superficie terrestre fino a circa 100 km.
Lo strato più basso, a contatto con la superficie terrestre, si chiama troposfera, e si estende per un’altezza variabile da circa 8.000 metri sulla verticale dei poli, fino a 20.000 metri sulla verticale dell’equatore. Caratteristica della troposfera è la diminuzione di temperatura che si verifica in modo più o meno uniforme dalla superficie terrestre fino alle quote sopra citate. La troposfera è una massa d’aria di forma ovale che circonda la Terra, contenuta da una sottile superficie chiamata tropopausa, lungo la quale la temperatura dell’aria cessa di diminuire dopo aver raggiunto il valore medio di -56,5°C, e si mantiene pressoché costante per buona parte dello strato superiore chiamato stratosfera.
L’altezza della tropopausa varia in funzione del calore posseduto dall’aria sottostante. Per questa ragione è maggiore d’estate che non d’inverno, ed è maggiore all’equatore che non ai poli. La maggiore altezza della tropopausa all’equatore è dovuta anche alla forza centrifuga generata dalla rotazione terrestre. Il comportamento dell’atmosfera negli strati che si trovano oltre la stratosfera non interessa i piloti, dato che i fenomeni meteorologici e i voli con gli aeromobili hanno luogo nella troposfera, e interessano solo marginalmente la porzione inferiore della stratosfera.LE NUBI
Le nubi e le nebbie sono masse di piccolissime goccioline d’acqua (o di aghetti di ghiaccio se la temperatura è sotto lo zero termico), che si formano per condensazione o per sublimazione del vapore acqueo presente nell’aria. La condensazione dà alternativamente luogo a nebbie o a nubi a seconda che il fenomeno si manifesti al livello del suolo oppure a una certa quota al di sopra di esso. Ogni gocciolina si forma intorno a un nucleo solido, detto nucleo di condensazione, che può essere un granello di polvere, di carbone proveniente da una combustione o un piccolo cristallo di sale sulla superficie del mare, ma che deve comunque essere presente, altrimenti la condensazione non può aver luogo. Se una massa d’aria povera di nuclei diventa satura senza che in essa possa aver luogo la condensazione, si dice che è sovrasatura.
Al contrario, se i nuclei di condensazione sono molto numerosi il valore minimo dell’umidità relativa necessaria perché abbia luogo la condensazione può scendere anche al 75%. Le goccioline e i cristallini che formano le nubi hanno dimensioni piccolissime, dell’ordine del centesimo, o al più del decimo di millimetro, e perciò riescono a “galleggiare” nell’aria, a essere respinti verso l’alto dalle correnti ascendenti oppure a rievaporare o sublimare scendendo a temperature maggiori. Essi cadono al suolo sotto forma di precipitazioni quando, per aggregazione, raggiungono dimensioni e peso che non permettono più il loro sostentamento.
Le nuvole vengono sostenute nell’atmosfera dai movimenti verticali dell’aria, si trasformano continuamente e si presentano in una lunga serie di forme e dimensioni.
Le quattro principali sono i Cirri, i Cumuli, gli Strati, e i Nembi, così come sono stati classificati dal naturalista britannico Luke Howard e ufficializzati nella conferenza meteorologica internazionale di Monaco di Baviera nel 1891.LE NUBI E LA NUVOLOSITA’
Le nubi si formano quando una massa d’aria sale e si raffredda fino a raggiungere la temperatura di rugiada in condizioni adatte alla condensazione. Le cause principali che possono indurre il sollevamento di una massa d’aria sono:
- il suo riscaldamento disuguale, come nel caso dei moti convettivi;
- il suo incontro con rilievi del terreno, come nel caso dello Stau e dell’onda stazionaria;
- il suo incontro con un’altra massa d’aria di temperatura diversa, come nel caso dei fronti.L’UMIDITA’
L’atmosfera terrestre è in continuo rimescolamento a causa delle diverse temperature a cui si trova l’aria che la compone. Però, oltre alle correnti verticali e ai venti, nessun altro fenomeno avrebbe luogo nell’atmosfera se essa non contenesse sempre, in quantità più o meno elevate, il vapore acqueo, cioè acqua nel suo stato aeriforme.
Come tutti gli elementi chimici e i loro composti, anche l’acqua si può trovare allo stato solido, liquido, e aeriforme. Causa dei cambiamenti di stato sono le variazioni della pressione e della temperatura: tutti sappiamo, per esempio, che alla pressione atmosferica esistente al livello del mare, l’acqua solidifica a 0°C e bolle a 100°C, mentre questi valori della temperatura variano al variare della pressione. I cambiamenti di stato sono la fusione (da solido a liquido), l’evaporazione (da liquido ad aeriforme), la condensazione (da aeriforme a liquido), la solidificazione (da liquido a solido), e la sublimazione (da solido ad aeriforme e viceversa). Durante ogni cambiamento di stato si verifica sempre anche uno scambio di calore, detto calore latente, fra l’elemento che cambia stato e l’ambiente circostante. Ciò che interessa particolarmente ai fini meteorologici è che, durante il passaggio da liquido a vapore, l’acqua assorbe dall’ambiente circostante una grande quantità di calore, il calore latente di vaporizzazione, pari a 589 chilocalorie per ogni chilogrammo d’acqua evaporato alla temperatura di 15°C. Questa energia calorifica immagazzinata dal vapore durante il cambiamento di stato, viene totalmente restituita all’ambiente durante il processo inverso, cioè durante la condensazione. Il vapore passa nell’atmosfera dalle superfici degli oceani e degli specchi d’acqua in generale, nonché dalla vegetazione e dagli altri esseri viventi sulla Terra. L’energia necessaria all’evaporazione viene naturalmente fornita dal Sole. Prima di proseguire, riteniamo necessario un chiarimento: il vapore d’acqua è un gas perfettamente trasparente alla luce, e quindi non si vede. Non si commetta pertanto l’errore, assai diffuso, di affermare che le nubi, o ciò che si vede uscire da una pentola in ebollizione, o da una vaporiera, siano vapore: si tratta invece di minutissime goccioline d’acqua già allo stato liquido e perciò visibili. L’umidità si misura mediante gli igrometri, che possono essere psicrometrici, o psicrometri, a capelli e a condensazione.
L’umidità può essere espressa in tre diversi modi: umidità assoluta, umidità specifica, e umidità relativa.
- L’umidità assoluta
È la quantità di vapore, espressa in grammi, contenuta in un metro cubo d’aria (gr/m3). Rappresenta la densità, o concentrazione, del vapore acqueo in un miscuglio di vapore acqueo e di aria secca.
E’ una grandezza poco usata in quanto, essendo funzione del volume, varia al variare dello stesso, ed è perciò in molti casi difficilmente misurabile e continuamente variabile.
- L’umidità specifica
È la quantità di vapore, espressa in grammi, contenuta in un chilogrammo di aria (gr/kg). Essendo ottenuta dal rapporto tra la massa di vapore acqueo e la massa di aria umida che lo contiene, rappresenta la concentrazione di massa, o contenuto di vapore.
Viene impiegata al posto di quella assoluta per esprimere l’umidità di una massa d’aria in movimento verso l’alto, quando la sua densità è in continua diminuzione, e perciò uno stesso volume contiene sempre meno aria, mentre un chilogrammo rimane sempre tale, qualunque sia la variazione della densità.
- L’umidità relativa
L’umidità relativa è il rapporto percentuale fra la quantità di vapore contenuto in una massa d’aria e la quantità massima che la stessa massa ne può contenere, a parità di temperatura e pressione. L’umidità relativa rappresenta perciò anche il rapporto espresso in per cento tra l’umidità specifica effettiva e l’umidità specifica massima dell’aria alla stessa temperatura.
Cerchiamo di chiarire meglio questo rapporto, che è fondamentale per comprendere il verificarsi di certi fenomeni meteorologici. Supponiamo di prendere una massa d’aria qualunque, per esempio quella contenuta in una stanza, e, mantenendone costante la temperatura, di immettervi vapore acqueo (usando, ad esempio, un vaporizzatore); si noterà che per un po’ di tempo l’aria continuerà ad assorbire il vapore immesso, ma ad un certo punto sulle pareti si formerà un velo d’acqua liquida e la stanza si riempirà di nebbia. Ciò avviene perché l’aria della stanza è diventata satura, cioè contiene tutta l’umidità che può contenere, e quella che si continua a immettere viene “espulsa” sotto forma di acqua allo stato liquido.
Quando una massa d’aria si satura, la sua umidità relativa è del 100%, in quanto il rapporto fra l’umidità contenuta e la massima contenibile è uguale a 1. La temperatura dell’aria alla quale si verifica la saturazione in condizioni di pressione e di quantità di vapore costanti, si chiama temperatura del punto di rugiada (td), o, più semplicemente, punto di rugiada. La temperatura di rugiada è tanto più bassa quanto più l’aria è secca. Se la temperatura di rugiada è al di sopra del punto di congelamento, quando l’aria si satura si ha condensazione in forma di nebbia o rugiada, mentre se è al di sotto si ha sublimazione in forma di cristalli di ghiaccio che danno origine alla brina.
Se ora torniamo alla stanza piena di nebbia e ne innalziamo la temperatura, notiamo che la nebbia si dissolve e l’acqua sulle pareti evapora. Ciò succede perché, innalzando la temperatura dell’aria, pur avendo lasciata invariata la quantità di acqua presente, si è accresciuta la capacità dell’aria di contenere vapore. In altre parole si è abbassata l’umidità relativa al di sotto del 100%, e l’aria non è più satura.
Concludendo, per far raggiungere la saturazione a una massa d’aria si possono seguire due vie.
La prima consiste nell’immettere nuovo vapore nell’aria, e in tal caso si aumenta il rapporto:
vapore contenuto
Ur = —————————————–
vapore massimo contenibile
facendo crescere il valore al numeratore.
La seconda consiste nel raffreddare la massa d’aria lasciando invariata la quantità di vapore esistente; in tal caso, siccome la quantità massima di vapore contenibile varia in modo direttamente proporzionale alla temperatura dell’aria, si fa raggiungere il valore 1 al rapporto, facendone diminuire il denominatore. Col seguente esempio numerico pensiamo di poter chiarire definitivamente il fenomeno. Un metro cubo d’aria alla temperatura di 20°C, contenendo 10 grammi di vapore, ha un’umidità relativa del 50%. Lo stesso metro cubo d’aria contenente gli stessi 10 grammi di vapore, se portato alla temperatura di 10°C diventa saturo, cioè la sua umidità relativa diventa del 100%, e la temperatura di 10°C costituisce la temperatura di rugiada (valori approssimati).
L’umidità relativa è chiamata anche stato igrometrico dell’aria, poiché ne rappresenta il grado di saturazione.
Quanto minore è l’umidità relativa, tanto più l’aria è secca, e quindi suscettibile di favorire l’evaporazione e ricevere altro vapore; viceversa, quanto maggiore è l’umidità relativa, tanto più l’aria è umida, e quindi tanto minore è la sua capacità di favorire l’evaporazione e di ricevere altro vapore.
LA COSPIRAZIONE DELLE SCIE CHIMICHE
il primo elemento che incontriamo è la PRESA D’ARIA, che, come dice il nome, ha il compito di captare l’aria esterna e convogliarla verso le altre parti del motore; al suo interno avviene già una prima piccola compressione per effetto dinamico. L’aria così aspirata viene inviata al COMPRESSORE (che può essere o centrifugo o assiale: il primo in uso nei piccoli motori e nelle turboeliche, il secondo è generalizzato su tutti i grossi motori), dove l’aria viene compressa fino a raggiungere rapporti di compressione molto elevati. In seguito l’aria viene inviata alle CAMERE DI COMBUSTIONE, dove viene iniettato il combustibile (kerosene) e si ha quindi la combustione. Non tutta l’aria uscente dal compressore viene bruciata nelle camere, la maggior parte di quest’aria non partecipa alla combustione: ad esempio, se la quantità di aria compressa è, in peso, 60 volte maggiore della quantità di combustibile, di queste 60 parti, 15 vengono utilizzate per la combustione (aria primaria e secondaria), le altre 45 parti in peso lambiscono esternamente la camera, raffreddandola, e si uniscono ai prodotti della combustione successivamente prima dell’entrata in turbina, diminuendo la temperatura del flusso. La turbina sfrutta l’energia dei gas (pressione e temperatura) per produrre il lavoro necessario all’azionamento del compressore, alla quale è collegata mediante un albero. I gas uscenti dalla turbina vengono poi avviati all’ugello di scarico, nel quale subiscono una ulteriore espansione, uscendone ad elevata velocità andando a costituire il getto.F=m(U-V)
dove m è il flusso massico in uscita, U è la velocità di uscita del getto e V è la velocità di volo dell’aeromobile.
Da un punto di vista termodinamico, queste macchine, come tutte le turbine a gas, utilizzano il ciclo Brayton.

Contrariamente al ciclo del motore alternativo (ad esempio quello che equipaggia le normali automobili, che si basa sul ciclo Otto oppure Diesel), che si svolge in un unico contenitore (il cilindro), il ciclo delle turbine a gas, di cui il motore a reazione fa parte, si svolge in quattro elementi: compressore, camera di combustione, turbina, ugello terminale con lo scarico in aria libera.
Riportando il ciclo su un diagramma p-v (pressione-volume) avremo (riferendoci al ciclo teorico):
-Una compressione adiabatica, 1-2, durante la quale l’aria, ricevendo il lavoro W12 dal compressore, passa dalla temperatura T1 e dalla pressione p1 alla temperatura T2 e alla pressione p2.
-Una trasformazione (combustione) a pressione costante 2-3, durante la quale viene ceduta al fluido la quantità di calore Q23, nelle camere di combustione: alla fine (punto 3), il fluido avrà una temperatura T3 (maggiore naturalmente di T2, ma minore della temperatura di combustione, perché comprende anche l’aria del raffreddamento che non ha partecipato alla combustione) e la pressione p2.
-Una espansione 3-4 che si divide in due tratti: il primo (3-3’) avviene nella turbina (al termine il fluido avrà temperatura T3’ e pressione p3’), e il lavoro prodotto dal fluido durante questa prima espansione serve ad azionare il compressore ed è uguale al lavoro W12 assorbito dal compressore nella trasformazione 1-2.
Il secondo tratto (3’-4), avviene nell’ugello ed in questa seconda espansione il fluido subisce una forte accelerazione che lo porta alla velocità di uscita U.
Da ultimo avviene lo scarico 4-1 che avviene all’aria aperta, a pressione costante.
Nel caso di un motore turboelica, l’espansione 3’-4 avviene sulla turbina che darà il moto all’elica.

Il rendimento teorico di questo ciclo dipende principalmente dal rapporto di compressione, ed aumenta all’aumentare di esso. Chiaramente il ciclo teorico non è realizzabile nella realtà; ad esempio nel ciclo reale le compressioni non sono adiabatiche e inoltre bisogna tenere conto delle varie perdite all’interno del motore. Il rendimento termico del ciclo reale cresce quanto maggiore è la temperatura a cui vengono portati i gas durante la combustione, prima dell’espansione. Questo valore naturalmente non può aumentare all’infinito, dato che la temperatura deve stare entro i limiti imposti dai materiali con cui sono costruite le turbine (i materiali moderni, i miglioramenti delle tecniche metallurgiche e i sistemi di raffreddamento in uso oggi hanno comunque permesso di innalzare molto le temperature a cui le turbine possono resistere).
Abbiamo fin qui considerato un motore a getto in cui tutta l’aria aspirata passa nel compressore per poi proseguire il ciclo. Un tale motore viene detto a flusso singolo, è cioè un turboreattore puro. Ci si è accorti però che questo tipo di motore offre rendimenti molto buoni solo a velocità e quote elevate: le sue prestazioni a bassa velocità sono scarse. In particolare il rendimento propulsivo, che dipende dal rapporto U\V, alle velocità di volo normali dei jet civili rimane basso. Per aumentarlo è necessario diminuire U, ma per far ciò senza che avvenga una diminuzione della spinta ( che ricordiamo essere data da F=m(U-V) ), occorre aumentare la massa dei gas espulsi.
Si sono quindi realizzati i turboreattori a doppio flusso: presentano una ventola in ingresso (fan) che accelera una gran quantità d’aria, ma solo una parte è avviata nel compressore, la restante viene inviata direttamente allo scarico, dove si può unire al flusso dei gas combusti, oppure essere espulsa da un ugello separato.
L’aumento della massa totale espulsa mantiene alto il prodotto m(U-V), anche al diminuire di U, la spinta rimane alta e il rendimento propulsivo aumenta. Si hanno rendimenti maggiori nelle condizioni di utilizzo tipiche dei jet civili rispetto al turboreattore puro, diminuisce molto la rumorosità a causa della minore velocità del getto (e la rumorosità dipende in gran parte dal getto), cala l’inquinamento prodotto e diminuisce il consumo specifico.
Schematizzando si può dire che per funzionare con alti rendimenti propulsivi e quindi bassi consumi specifici, i motori devono produrre la spinta imprimendo piccole accelerazioni a grandi masse d’aria (il che si ottiene con propulsori a grande rapporto di by-pass). I turboreattori puri o a basso rapporto di diluizione rimangono adatti ad esempio per applicazioni militari, dove le alte velocità permettono comunque rendimenti propulsivi soddisfacenti.
Al giorno d’oggi la stragrande maggioranza dei motori in uso nell’aviazione civile è rappresentata da motori a doppio flusso, detti anche turbofan.
I compressori assiali dei grossi motori hanno molti stadi di compressione, ognuno formato da una parte fissa (statore) e una rotante (rotore). Anche le turbine possono essere a più stadi. Nei motori moderni il compressore è stato sdoppiato, in modo da formare un compressore di bassa pressione e uno di alta pressione, ognuno azionato dalla rispettiva turbina tramite alberi coassiali. Questa soluzione permette un miglior rendimento e una maggior flessibilità del compressore in tutti i regimi di funzionamento a cui è chiamato, tenendosi più agevolmente lontano dalle condizioni di instabilità, potendo operare ognuno alla velocità più consona a realizzare le migliori efficienze.

Come abbiamo già accennato, nei turbofan i primi stadi del compressore di bassa pressione hanno diametro molto elevato, costituendo la ventola che accelera il flusso.
Nel disegno sottoriportato, che si riferisce ad un motore Pratt&Whitney JT8D, si vedono bene il compressore di bassa pressione, di cui i primi due stadi fungono da fan, seguono gli altri quattro stadi del compressore BP, il compressore AP a sette stadi, le camere di combustione, la turbina ad alta pressione monostadio e la turbina di bassa pressione a tre stadi. Intorno al cuore del motore si nota chiaramente il condotto di By-pass del flusso freddo, che si ricongiunge al flusso caldo proveniente dalle turbine nell’ugello di scarico.

Nella figura seguente invece possiamo vedere lo spaccato di un Turbofan ad alto rapporto di by-pass PW4000: ha un fan di ben 2,84 metri di diametro, un compressore BP a sei stadi e uno AP a undici. Le turbine sono rispettivamente a due stadi quella di alta e a sette quella di bassa. E’ interessante notare le camere di combustione di tipo anulare: questo tipo di camera, in cui si ha un unico tubo di fiamma, permette un ottima combustione. Insieme all’evoluzione degli ugelli del combustibile e ai sistemi di controllo elettronico, oggi si possono ottenere combustioni sempre più efficienti, quindi più pulite e con minori emissioni di agenti inquinanti.

Per completezza di informazione, è doveroso riportare che esistono anche Turbofan a tre alberi, come i Trent della Rolls Royce, in cui è presente anche un gruppo a pressione intermedia, oltre ai classici gruppi ad alta e bassa pressione.
Le camere di combustione possono essere di tre tipi: Multiple, Tubo-Anulari o Anulari. Le camere Tubolari (o multiple), presentano più elementi tubolari singoli, di cui ognuno è una camera di combustione completa. Oggi è quasi totalmente caduta in disuso, e si adattava bene ai compressori centrifughi.

Le camere Tubo-Anulari hanno diversi tubi di fiamma racchiusi in un unico carter esterno:l’aria di raffreddamento fluisce tra i tubi di fiamma e il carter esterno.

Le camere anulari invece sono costituite da un unico tubo di fiamma disposto ad anello intorno al carter di passaggio dell’albero turbina compressore. Sono quelle più moderne e che permettono la migliore combustione.

Come abbiamo accennato all’inizio il rendimento dipende anche dalla temperatura T3 che hanno i gas prima di investire le turbine, temperatura che non si può aumentare all’infinito, perché bisogna tenere conto della resistenza dei materiali. I materiali con cui sono costruite le turbine sono frutto delle più moderne tecniche metallurgiche: pensate che, per ottenere rendimenti elevati, le estremità delle palette della turbina di alta pressione devono sopportare velocità periferiche dell’ordine dei 450 m/s, mentre vengono investite da un flusso di gas a temperature prossime ai 1000 gradi centigradi e dotati di velocità di deflusso dell’ordine dei 750 m/sec: enormi sollecitazioni sia termiche che meccaniche! La possibilità di ottenere turbine capaci di rendimento e durata adeguati a soddisfare le esigenze dei moderni motori, è perciò subordinata all’impiego di speciali procedimenti costruttivi (come la tecnica monocristallo) e di materiali dotati di particolari caratteristiche di resistenza al calore e alle sollecitazioni meccaniche (come le leghe Nimonic, usate anche per le camere di combustione). Importante è poi il sistema di raffreddamento, che utilizza aria spillata dal compressore del motore: indirizzata opportunamente, essa raffredda i dischi e inoltre provvede anche al raffreddamento interno delle palette, da cui esce tramite sottilissimi fori, creando uno strato isolante che tiene separato il flusso caldo dei gas dal metallo.

Un problema che si pone è il controllo del franco esistente tra carter e turbina: esso deve essere il più piccolo possibile, ma non deve azzerarsi se non si vuole che le palette “grippino” contro il carter. I motori moderni utilizzano un sistema di controllo attivo del franco sia sui compressori che sulle turbine: esso mantiene sempre il gioco tra paletta e carter al valore ottimale, modulando il raffreddamento esterno del carter a seconda delle condizioni.
I propulsori aeronautici a turbina, utilizzano come combustibile il Cherosene. In particolare il combustibile usato da tutta l’aviazione civile nel mondo, e quindi reperibile in tutti gli aeroporti, prende il nome di JET A-1. Esso è rigorosamente standardizzato nelle sue caratteristiche, uguale in tutto il mondo. Oltre alla base di Cherosene, contiene alcuni additivi, come un anticongelante, per evitare che l’acqua in sospensione congeli e un elemento che impedisce la formazione di microrganismi e muffe (comunque il combustibile viene di solito riscaldato prima di essere inviato al motore, ad esempio tramite scambiatori olio-combustibile).
Con queste brevi note si è voluta dare una piccola introduzione sul funzionamento dei motori a reazione e dei fenomeni fisici e termodinamici che ne permettono il funzionamento. Lo scopo è principalmente quello di far capire quanta tecnologia e quanta ricerca stanno dietro a questi propulsori.
Essi oggi rappresentano delle macchine perfette, capaci di assicurare in totale sicurezza migliaia e migliaia di ore di funzionamento; l’accuratezza progettuale e le prove a cui sono sottoposti garantiscono totale affidabilità in ogni condizione di utilizzo.
Rispetto agli anni passati, si sono avute notevolissime riduzioni delle emissioni rumorose e delle emissioni inquinanti. In particolare queste ultimo obiettivo si è potuto raggiungere grazie al passaggio ai motori ad alto by-pass (che come sappiamo sono anche molto silenziosi), grazie all’evoluzione delle camere di combustione e degli ugelli del combustibile, ai controlli elettronici del motore e a una progettazione accurata per ottimizzare i flussi interni al propulsore. Grazie a tutti questi accorgimenti un moderno turbofan inquina pochissimo e mantiene alti rendimenti in tutte le condizioni, arrivando a produrre, per i motori più grossi, spinte superiori ai 25.000 kg.
EMISSIONI DA TURBINE A GAS
1. Generalità
I problemi di inquinamento da turbine a gas aeronautiche si risentono specificamente in zone aeroportuali e nella stratosfera. I principali agenti inquinanti sono:
- Fumo e particolato
- Monossido di Carbonio (CO)
- Idrocarburi incombusti (HC)
- Ossidi di Azoto (NOx= NO, NO2)
- Biossido di Zolfo (SO2)
Vi sono inoltre prodotti della combustione non inquinanti in senso stretto come CO2 ed H2Oche possono contribuire al cosiddetto “effetto serra” (riscaldamento terrestre).
Esistono in campo aeronautico regolamenti che impongono le massime emissioni ammesse in relazione ai tipi di motore ed ai cicli di funzionamento.
Premessa: come funziona una camera di combustione

Approfondiamo brevemente il funzionamento di una camera di combustione, già accennato nella parte precedente (le percentuali d’aria riportate sono puramente teoriche, a scopo didattico: chiaramente poi ogni motore potrà avere caratteristiche diverse). L’aria proveniente dal compressore, nonostante il rallentamento subito nel diffusore, si presenta comunque con una velocità troppo elevata per una combustione corretta. Per prima cosa quindi, la camera provoca, attraverso il passaggio dell’aria nella sezione iniziale divergente, un ulteriore diminuzione della velocità, e naturalmente il conseguente aumento di pressione.
Il Cherosene brucia in maniera ottimale quando il rapporto aria-combustibile (titolo della miscela) è vicino al valore stechiometrico di 15:1. Nel tubo di fiamma vero e proprio entra solo il 20% circa della massa d’aria totale, mentre il restane 80 % è convogliato nell’intercapedine tra tubo di fiamma e carter esterno della camera. All’imbocco del tubo di fiamma si trova un vorticatore e uno schermo di lamiera perforata, attraverso il quale l’aria entra nella zona di combustione primaria: quest’aria viene detta aria primaria. Poco più della metà dell’aria primaria passa attraverso il vorticatore, la restante attraverso lo schermo perforato. Nelle pareti adiacenti la zona primaria si trovano ulteriori fori, attraverso il quale entra un ulteriore 20% d’aria (proveniente da quell’80% che non è entrato subito nel tubo), chiamata aria secondaria. Questa, interagendo con la primaria dotata di moto vorticoso, crea una zona di circolazione a basa velocità, un vortice toroidale che ha la funzione di stabilizzare la fiamma. L’ugello spruzza il combustibile proprio nel centro di questo vortice. Le goccioline di combustibile possono così miscelarsi intimamente con l’aria, favorendo una corretta combustione. La temperatura rilasciata dalla combustione è eccessiva per l’entrata in turbina, quindi si provvede a far entrare un’altra parte di aria, aria terziaria, che entrando progressivamente nel tubo di fiamma diminuisce la temperatura. La combustione però deve essere completata prima dell’ingresso dell’aria di raffreddamento, altrimenti l’ingresso dell’aria terziaria “bloccherebbe” la combustione, favorendo l’uscita di gas ricchi di depositi carboniosi e facendo calare il rendimento del motore. Circa un 20% dell’aria terziaria viene fatto entrare nel tubo (nella zona di diluizione), il resto provvede a raffreddare le pareti del tubo di fiamma stesso. Alla fine anche quest’aria si unirà al flusso, abbassando ulteriormente la temperatura fino a valori accettabili dalla turbina.
2. Meccanismi di formazione degli inquinanti
Analizziamo ora brevemente i meccanismi di formazione dei principali inquinanti.
Monossido di Carbonio
In genere si forma dove manca O2 (miscela ricca) o dove c’è scarso mescolamento. Si forma anche per dissociazione di CO2 ad alta temperatura.
Idrocarburi incombusti
Sono costituiti da combustibile che non reagisce o da prodotti di rottura delle molecole più grandi. La loro formazione dipende da inadeguato mescolamento o cattiva atomizzazione del combustibile. In genere diminuiscono all’aumentare della pressione e della temperatura (aumenta la velocità di reazione).
Ossidi di Azoto (NOx)
Gli ossidi di Azoto si formano in zone ad alta temperatura (>1500 °C) con disponibilità di O2. Il processo di formazione è endotermico ed il composto predominante è NO che si può ossidare a NO2 ( NO + NO2 = NOx).
Fumo
E’ costituito da particolato in genere molto fine. Si origina in zone di fiamma ricca o dove non c’è buon mescolamento (zone fredde, mancanza di O2). Nei combustori in genere si forma al centro, in corrispondenza della zona più densa dello spray di combustibile (scarso O2). Parte del fumo (soot) formatosi qui viene poi bruciato nella zona a valle intermedia e/o di diluizione. Quello che non viene bruciato è scaricato.
Nel caso di combustori per turbogetti i parametri che maggiormente influenzano la produzione di fumo sono:
- Proprietà del combustibile.
- Pressione e temperatura di combustione.
- Rapporto aria-combustibile .
- Polverizzazione del combustibile (gli air-blast sono preferibili agli atomizzatori a pressione)
- Tipo di iniezione
Biossido di Zolfo (SO2) ed SO3
Praticamente quasi tutto lo Zolfo contenuto nel combustibile viene ossidato ad SOx ( SO2 + SO3, SO2>> SO3 ) per cui anche le tecniche di controllo si riconducono ad eliminare per quanto possibile lo Zolfo dal combustibile.
Emissioni di NO2
NO si ossida ad NO2 a bassa temperatura. In genere questa ossidazione avviene quando i gas di scarico lasciano il motore ma NO2 può anche parzialmente formarsi nel motore in zone a bassa temperatura con eccesso d’aria.
4. Metodi per la riduzione degli inquinanti
Monossido di Carbonio (CO)
Le tecniche per ridurre CO sono le seguenti:
- Migliorare l’atomizzazione per ottenere maggiore omogeneità (ad esempio: airblast atomizer)
- Riduzione dell’aria di raffreddamento specie in zona primaria
- Distribuzione opportuna del combustibile tra i vari iniettori, bloccandone alcuni in modo da incrementare le prestazioni degli altri in condizioni di carico parziale
In generale tutte queste tecniche hanno lo scopo di migliorare l’efficienza di combustione (particolarmente critica al minimo).
Idrocarburi incombusti (HC)
Seguono un comportamento analogo a CO.
Ossidi di Azoto (NOx)
Il fattore di maggiore importanza per la formazione degli NOx è la temperatura (oltre ai tempi di reazione ed alla disponibilità di O2).
Temperatura e tempo di residenza nella zona primaria si possono ridurre aumentando il flusso di aria, ma questo incrementa CO ed HC.
Le tecniche che vengono in genere usate per la riduzione di NOx sono le seguenti:
- Zona primaria magra in modo da ridurre la temperatura Questo fa aumentare HC e CO per cui non si può smagrire oltre un certo limite (anche problemi di accendibilità)
- Zona primaria ricca in modo da diminuire temperatura e disponibilità di O2. Ci sono però problemi per la ossidazione di CO ed HC
- Aumento della omogeneità della miscela con migliore atomizzazione e mescolamento. Si evitano zone più calde della media e si ottengono buoni risultati con miscele mediamente povere
Fumo
La formazione di fumo (soot) è controllata più da parametri fisici (atomizzazione e zone di miscela ricca) più che dalla cinetica. Si può iniettare più aria nella zona primaria ma questo aumenta in genere CO ed HC. L’uso di air-blast aiuta a limitare il fumo (migliora l’atomizzazione).
In genere comunque per mantenere le emissioni di CO, HC ed NOx entro limiti ragionevoli (limiti imposti) è necessario tenere la temperatura di combustione (in particolare nella zona primaria di combustione) tra i 1600 °K ed i 1750 °K circa in tutto il campo di utilizzo del motore.
Da quanto detto risulta evidente quanto sia importante ai fini della riduzione degli inquinanti una combustione efficiente, ottenuta con un mescolamento perfetto tra aria e combustibile; le camere anulari di ultima generazione permettono un elevatissima efficienza di combustione. I composti inquinanti come gli idrocarburi incombusti e il fumo si producono nella zona primaria, dove in alcuni punti la combustione avviene a titoli eccessivamente ricchi: la maggior parte viene poi eliminata nella zona di diluizione, dove l’eccesso d’aria permette l’ulteriore ossidazione degli idrocarburi. Gli ugelli di tipo più moderno offrono il vantaggio di eliminare le zone ad alta concentrazione di combustibile che invece si formano in prossimità dei getti degli altri tipi di ugello, riducendo la presenza di fumo e depositi carboniosi negli scarichi. Tutto ciò permette ai motori attuali di rientrare ampiamente nei limiti stabiliti. E’ da considerare poi che l’inquinamento, dagli inizi della propulsione a getto, si era già notevolmente abbassato per l’entrata in linea in modo pressoché generalizzato, nell’aviazione civile, dei turbofan con rapporto di diluizione sempre più alto.
4. LE SCIE DI CONDENSAZIONE
Si tratta di nuvole a forma di linee che sono prodotte dalle emissioni vaporose emesse dai motori degli aerei, sia a pistoni, sia a reazione, che operano ad alta quota, o comunque ad una quota nel quale la temperatura e la conformazione dell’aria, dell’umidità, e della temperatura, ne favorisce lo sviluppo spontaneo.
I primi seri studi sulle scie di condensazione avvennero nel 1920 e si intensificarono negli anni a seguire durante la seconda guerra mondiale. Dal punto di vista strategico, infatti, le “contrails” (nome tecnico che identifica le scie di condensazione) erano un aspetto altamente negativo che vanificava totalmente l’effetto sorpresa derivante dalla guerra aerea. I bombardieri ad alta quota venivano avvistati con grande anticipo proprio a causa delle scie di vapore prodotte dai loro motori. Questo problema, fonte di numerosissimi studi, non è mai stato risolto, dal momento che esso scaturisce da un evento fisico naturale dei gas caldi e della combustione a cui non è possibile far fronte in alcun modo. Le scie “contrail” sono composte prevalentemente da acqua sotto forma di minuscoli cristalli di ghiaccio. Il motore (parliamo di quello a reazione, il più usato) emette durante il suo funzionamento un grande quantità di vapore acqueo nell’aria circostante. Questo vapore d’acqua è prodotto durante la combustione del carburante. Vengono anche emesse dal motore particelle minuscole (aerosol), che formano una superficie sulla quale possono formarsi le piccole gocce d’acqua. Si tratta comunque di una dose minima. Le contrails si formano quando queste gocce d’acqua gelano all’istante formando una lunga scia formata da aghi di ghiaccio. Un altro fattore che influisce sulla formazione delle scie è l’umidità atmosferica. Se c’è poca umidità le scie evaporano rapidamente; queste si chiamano scie di corta durata. Se c’è molta umidità, la scia continuerà a crescere: queste si chiamano scie persistenti. Queste ultime possono resistere per parecchie ore e possono crescere notevolmente in larghezza ed altezza. Possono anche espandersi notevolmente per effetto dei venti alla quota di volo, e quando succede queste scie divengono in seguito impossibili da distinguere da un Cirro naturale.
Le contrails, anche nella loro massima espansione e/o diffusione, sono comunque nuvole esigue che non hanno la capacità di trasformarsi (meglio dire “sostituirsi”) a un vera e propria formazione nuvolosa. In sostanza anche se fosse possibile saturare il cielo con migliaia di contrails non si innescherebbero mai fenomeni metereologici tipici dei fronti nuvolosi reali, quali perturbazioni, pioggia, neve, temporali, grandine, fulmini, raffiche di vento.
L’unico “pericolo” tra virgolette rappresentato dalle contrails è riassumibile in due voci:
- lieve schermatura della luce solare a svantaggio del calore respinto.
- difficoltà nella navigazione aerea a vista.
Nel primo caso, le contrails, soprattutto quelle che hanno molta persistenza e subiscono un grande dilatazione a causa dei venti in quota, contribuiscono ad abbassare lievemente il livello luminoso del sole sulla Terra. Ma non solo. Esse riflettono meno luce solare rispetto alla quantità di calore che trattengono, e il bilancio tra la luce solare che giunge sul pianeta e il flusso energetico uscente risulta leggermente alterato, per cui inducono un aumento della copertura nuvolosa a livello globale che contribuirà al cambiamento a lungo termine del clima terrestre. Detto in parole povere svolgono lo stesso identico effetto di qualunque altre nuvola di tipo Cirrostatico (tipica nuvola formata da cristalli di ghiaccio, velata, e lievemente schermante). Tuttavia va considerata l’esiguità delle contrails rispetto all’enorme spazio del cielo. Per quanto esse possano persistere o dilatarsi si comporteranno esattamente come qualunque altra nuvola in cielo, evaporando, dissolvendo, cambiando forma e dimensioni secondo quanto l’aria impone di fare, e non rappresentano in alcun modo un danno ambientale così catastrofico come si è soliti pensare con troppa leggerezza. Un’industria elettrica funzionante a carbone produce per ogni ora di funzionamento migliaia di volte più inquinamento da gas tossici ed effetto serra di un moderno aeroplano civile.
Un vulcano in eruzione addirittura inquina ogni ora miliardi di volte più di un’intera flotta aerea. Per fare un esempio concreto e ampiamente documentato, l’esplosione del vulcano Pinatubo del 1991 ha rilasciato nell’atmosfera una tale quantità di cenere, polveri, e gas tossico-velenosi, da modificare l’intero clima mondiale per i successivi 3 anni, tanto che i più autorevoli scienziati climatologi del mondo hanno attribuito proprio all’eruzione del Pinatubo l’incremento dell’oscillazione artica responsabile del riscaldamento di alcune zone dell’emisfero settentrionale; un catastrofico danno ambientale tutt’ora presente anche se in minor quantità, ma che rende bene l’idea della micidiale “potenza inquinante” che alle volte (più di quanto si creda) madre natura è in grado di scatenare in pochissime ore ai danni del nostro pianeta. Al confronto, i nostri aeroplani sembrano dei giocattoli.
Il secondo punto, quello riguardante la navigazione aerea è del tutto ininfluente ai giorni nostri. Gli aerei di linea non operano in VFR (tranne in casi particolari) bensì in IFR e le contrails sono talmente irrisorie da non essere neppure viste dai “radar meteo” a bordo degli aerei.
A questo punto è doverosa una precisazione di fondamentale importanza. Il lettore ha già capito da solo il significato di “contrails”, ma per chiarezza è bene risottolinearlo di nuovo.
Le contrails, ossia le scie bianche che vediamo in cielo, non è fumo!
Sono semplicemente nuvole bianche di vapore!La piccola percentuale di fumo di scarico presente in esse non si vede minimamente. Tutto ciò che il nostro occhio vede, è solo, e ribadiamo – solo – una nuvola di vapore bianco. In una parola, acqua!
Acqua cristallizzata che dà luogo a una nuvola a forma di striscia, e che a secondo del punto in cui si forma potrà apparire, a tratti, frastagliata, a pallini, filamentosa, spumeggiante, a cometa, etc etc, esattamente come fa qualunque nuvola fatta di vapore condensato. Non si commetta pertanto l’errore di osservare un aereo ad alta quota e credere che quella scia sia fumo. Il fumo, o gas di scarico dei motori a reazione, lo si può osservare solo recandosi in un aeroporto ed assistere ai decolli e agli atterraggi dei liners. Noterete che tale fumo (di colore marrone-nero) è molto diradato, tanto che su alcuni aerei propulsi con moderni turbofan ad alto rapporto di diluizione, neppure lo si vede. Quello è il gas di scarico del motore. Le contrails No. E’ vapore condensato, solo vapore.
VORTICI, STRATO LIMITE, ONDE D’URTO.
Durante il volo, un aeroplano è in grado di generare anche fenomeni di condensazione che non hanno attinenze con la combustione. Per far sì che questi fenomeni si verifichino è necessaria la presenza di umidità nell’aria e come l’aria stessa “reagisce” al passaggio dell’aeromobile. Il più noto tra questi fenomeni è il vortice (nella foto reso visibile tramite fumi colorati).

Qui sotto, altro esempio di vortici di estremità e di alone vaporoso su un Boeing 757 della compagnia civile Thomas Cook.

I vortici si formano soprattutto durante decolli e atterraggi, e sono quasi sempre causati dai bordi dei flap che durante queste manovre sono abbassati. Ricordiamo al lettore che un aeroplano produce SEMPRE dei vortici durante il volo, e la loro visibilità o meno dipende dallo stato dell’aria. Diventano visibili solo in particolari condizioni atmosferiche, e in linea di massima possiamo affermare che più l’aria è umida più i vortici saranno meglio visibili.
Oltre ai vortici, l’aeroplano può produrre in determinate circostanze anche “scie nebbiose” o “aloni vaporosi”. Anche in questo caso per far sì che il fenomeno si veda è necessario che l’aria sia molto umida. Le “scie nebbiose” o “aloni nebbiosi” si verificano anch’essi prevalentemente durante il decollo e l’atterraggio, e a differenza delle scie da vortice non si generano necessariamente alla fine dell’ala e/o alla fine della spaccatura dei flaps, bensì su tutto l’estradosso alare, fusoliera compresa. Non solo, capita spesso che un aeroplano in volo ad alta quota lasci dietro di sé una scia nebbiosa lunga e persistente molto simile a una contrails (tanto che si fondono insieme). Per far capire al lettore il perché si genera questa scia da non combustione, basta pensare a un motoscafo che corre sull’acqua ad alta velocità. L’acqua, proprio come l’aria, è un fluido, e quando un corpo si muove all’interno di questo fluido “perturba” il fluido stesso. La punta del motoscafo pertanto spezza in due il fluido, lo costringe ad accelerare lungo i bordi, e questo processo dà origine a schiuma, ossia alla tipica scia bianca che un motoscafo si porta dietro. Quella scia è dovuta in parte all’elica del motore e in parte anche al movimento del mezzo attraverso il fluido (l’acqua). Infatti esistono dei motoscafi “da palude” che non usano eliche o motori in acqua, bensì sono propulsi da motori ed eliche d’aereo posti SOPRA lo scafo. Tuttavia non appena questi mezzi accelerano sull’acqua emettono una scia vistosissima. Questa scia è provocata solo ed esclusivamente dal passaggio del motoscafo nel fluido, non certo dal motore o dall’elica. Un aeroplano fa esattamente la stessa cosa. Se si ritrova a volare ad alta velocità in un’aria molto umida, lascia dietro di sé una traccia vistosissima del suo passaggio. Non una contrails, notate bene, ma un’altra scia che non ha nulla a che vedere con la contrail. L’aria che colpisce il bordo d’attacco dell’ala si spezza in due parti ed accelera sulle superfici aerodinamiche dell’aereo. L’umidità contenuta nell’aria condensa all’istante diventando visibile, e ciò causa un bellissimo effetto di “scia vaporosa da pressione” ben visibile in questa foto:

Notare come le due scie (contrails e alone vaporoso alare) si fondono insieme dando origine a un’unica scia bianca di vapore condensato.
Notevole è anche la somiglianza di questo fenomeno con il suo relativo “marittimo”. Togliendo dalla foto l’aereo e mettendoci al suo posto una barca, l’analogia tra i due fenomeni è stupefacente (dopotutto entrambi sono fenomeni che si originano in un fluido).

Questi aloni alari di condensazione avvengono anche con determinati “angoli di attacco” dell’ala rispetto al fluido, e sono particolarmente frequenti soprattutto negli aeroplani ad altissime capacità di manovra quali i caccia.
Un F14 Tomcat genera vortici di estremità e un alone di condensazione.

Un F18 Hornet delle forze svizzere genera vortici di estremità e un alone nebbioso provocato dal distacco dello strato limite durante una virata ad alto angolo di attacco. Notare il bellissimo effetto della luce solare che filtrando attraverso l’alone gli conferisce un aspetto “infuocato”.

Oltre a questi fenomeni c’è n’è uno più raro ma non meno spettacolare. Riuscire a vederlo coi propri occhi è un’impresa difficile se non impossibile. Stiamo parlando dell’onda d’urto che si produce quando si infrange la barriera sonica la quale provoca un alone perfettamente circolare intorno all’aereo, e che successivamente si contrae all’indietro a forma di cono man mano che l’aereo “vince” la barriera sonica.

Siamo arrivati alla conclusione di questo paragrafo. Tutti questi “fenomeni vaporosi” hanno un comune denominatore. L’acqua!
E’ l’acqua, o meglio, l’umidità a renderli visibili. Non c’è proprio nulla di chimico.
Le contrails sono vapore acqueo condensato prodotto dai motori.
I vortici, gli aloni alari, i coni sonici, sono anch’essi provocati dall’umidità condensata, ma contrariamente alle contrails, si formano a causa di pressioni ed eventi fluidodinamici. Si tratta di fenomeni naturali, tutti di colore bianco come le nuvole, a testimonianza della loro innocua provenienza acqueo-vaporosa.
E credeteci, non siamo noi a dirlo. E’ la scienza!
AEROMEXICO (Boeing B767) ID 0438894
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DELTA AIRLINES (Boeing B767) ID 0804679

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EMIRATES (Airbus A340) ID 0915585

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JAPAN AIRLINES (Boeing 747) ID 1020252

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LUFTHANSA (Airbus A321) ID 0864390

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NORTH WEST AIR (Airbus A330) ID 0786536

QANTAS (Boeing B747) ID 1011340

RYANAIR (Boeing B737) ID 0360889

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SCANDINAVIAN (Airbus A340) ID 0220130

SWISS (Airbus A340) ID 0657124

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TURKISH (Airbus A340) ID 0722802

VIRGIN ATLANTIC (Boeing B747) ID 0952193

Conclusioni: Il 90% delle scie che vediamo nei cieli è opera di aerei civili.
Non aerei militari !!
Chi afferma pertanto che tutte le scie che si vedono in cielo sono opera di velivoli militari assassini, sta dicendo una menzogna sacrosanta, nonché un’accusa priva di qualunque fondamento.
Tenete presente che la raccolta fotografica qui sopra rappresenta solo l’1% del reale traffico di linea che ogni giorno si svolge nei cieli di tutto il mondo. Infatti ci sono altre decine e decine di compagnie aeree civili di cui non abbiamo trovato fotografie in volo, e che operano anch’esse nei regolari voli di linea. Ma non solo. Le fotografie mostrano generalmente UN solo modello aereo di queste compagnie, quando in realtà gli aerei in servizio per ogni compagnia sono davvero moltissimi. Per fare un esempio concreto, vi abbiamo mostrato solo una foto di un aereo Alitalia. Ebbene, sappiate che Alitalia ha in servizio una flotta composta da ben 179 aeromobili, (visionabili al sito ufficiale Alitalia http://corporate.alitalia.it/it/fleet/index.htm).
Tradotto, significa che ogni giorno ci sono letteralmente decine e decine di aerei Alitalia che solcano i cieli europei, soprattutto italiani. Se a questi aggiungete anche le altre decine di aerei appartenenti ad altre compagnie che operano in Europa e sul nostro territorio (British, Meridiana, AirOne, Lufthansa, Air France, Swiss, Iberia, Ryanair, Scandinavian, giusto per citarne qualcuna) è facile comprendere il perché si vedano così tante contrails in cielo. Non c’è trucco ne inganno, è l’evidenza dei fatti. Tutte quelle scie appartengono a regolare traffico di linea, non a traffico militare!
SMENTITA: Quelle appendici sono semplici Winglet, non spruzzatori. Le Winglet sono particolari superfici aerodinamiche progettate per minimizzare i vortici di estremità, ridurre la resistenza all’avanzamento, e di conseguenza favorire anche il risparmio di carburante.
SMENTITA: Questa affermazione (per non parlare della foto complottistica!) non andrebbe neppure commentata, tanto si tratta di una sciocchezza inaudita!Ndr. Per la cronaca, la foto complottistica ritrae un normalissimo ammasso nuvoloso formato da altrettanti normalissimi cumuli che di “elettromagnetico” non hanno proprio niente di niente.
Nel riquadro a destra c’è il commento della foto, di cui riportiamo una parte, nel caso si leggesse male:Frasi come questa sono proprio in diretto contrasto con le contrails. Dato che le contrails SI VEDONO, non si dovrebbero produrre per nessuna ragione al mondo, altrimenti in guerra si è spacciati!
In quest’altra foto, fotocopiata sempre dalla medesima enciclopedia, si vede un altro esempio concreto di contrails.

Il commento è chiaro e sin troppo eloquente. Le scie sono vapore acqueo condensato. Punto. Per cui niente “spruzzatori” o altre stupidaggini che si leggono in giro per la rete.
Come dicevamo, le contrails sono un grave difetto per un aereo militare. Per contrastarle sono stati fatti lunghi studi, ma nessuno veramente efficace. Essendo le contrails un fenomeno del tutto naturale, è praticamente impossibile ingannare la fisica e madre natura oltremodo, per cui finché ci saranno motori a combustione a spingere gli aerei ci saranno sempre contrails di vapore condensato dietro di essi. Le alternative strategiche hanno quindi portato i progettisti a dedicarsi alla costruzione di aerei particolari che svolgono missioni particolari con profili di volo altrettanto particolari. I problemi da affrontare erano essenzialmente di tre tipi, ma che si rifanno sempre alla medesima filosofia (…“Non si può abbattere ciò che non si vede”…), per cui tutta la ricerca aereo-militare si è sempre spinta in questa direzione.
Far sì che il nemico non veda mai il mio aereo in anticipo, altrimenti sono morto.
I tre punti da affrontare erano pertanto:
1- Come evitare l’intercettazione radar.
2- Come evitare la traccia infrarossa, e di conseguenza la sua intercettazione.
3- Come evitare la traccia ottica lasciata dalle scie di vapore condensato.
Per far fronte al primo problema si è optato per tre soluzioni sia distinte, sia “All in One” (dipende dal tipo di aereo):
1- Sono stati costruiti aerei stealth radar invisibili capaci di volare ad alta quota senza essere avvistati.
2- Sono stati progettati ugelli di scarico che grazie a speciali accorgimenti raffreddano il più possibile il flusso caldo che esce dai motori, così da abbassare notevolmente la loro traccia infrarossa.
2- Sono stati costruiti aerei non stealth capaci però di volare a bassissima quota dal terreno seguendone il profilo automaticamente grazie a un sofisticato radar dotato di una modalità chiamata “Terrain Follow” (uno tra i più famosi, il Panavia “Tornado”).
Tuttavia per uno stealth che vola ad alta quota, il fenomeno delle contrails era sempre presente e andava preso in seria considerazione. A poco infatti serve avere uno stealth che vola ad alta quota, se lo si fa volare in pieno giorno! Verrebbe inesorabilmente avvistato, non certo col radar, bensì proprio a causa delle scie di condensazione ben visibili da chiunque stia a terra con gli occhi rivolti in cielo. Non è quindi un caso se gli aerei stealth compiono le loro missioni esclusivamente di notte tenendo addirittura conto della Luna. Solo in quel modo le capacità furtive di uno stealth sono veramente complete ed efficaci. Totale invisibilità radar, totale invisibilità infrarossa, e totale invisibilità ottica (di notte, e senza luna piena, le contrails non si vedono).
In sostanza, effetto sorpresa totale. Proprio la cosa che un aereo militare deve assolutamente possedere!
Tutti gli altri aerei invece che operano di giorno e NON hanno capacità stealth, hanno un solo modo per essere altrettanto “furtivi”. Volare bassi, molto bassi, così da schermarsi ai radar nemici usando gli ostacoli naturali del terreno. Così facendo hanno una buona possibilità di successo, e contemporaneamente volando bassi evitano il formarsi delle famigerate scie di condensazione che ne tradirebbero la loro presenza al nemico, anche se quest’ultimo dovesse avere il radar rotto o distrutto.
Bene, senza dilungarci oltremodo, crediamo di avervi fatto ben capire il perché la tesi cospirazionistica è una bugia. Gli aerei civili possono emettere tutte le contrails che vogliono. Non hanno “nemici” da cui nascondersi. Non hanno bisogno di “furtività”. Al contrario invece devono essere ben visibili da chiunque, sia otticamente, sia ai radar civili e militari. Gli aerei militari, no! Devono essere il più invisibile possibile, metaforicamente parlando, perché QUELLO è il loro scopo: non farsi vedere! Non è un caso infatti se tutti i veicoli militari seguono la stessa filosofia. Avete mai visto un carroarmato dipinto di colore rosso Ferrari? State tranquilli, non lo vedrete mai. Tutto ciò che è militare deve seguire l’ennesimo requisito, essere mimetizzato il più possibile per evitare di essere visto. La stessa cosa avviene per le camionette, gli indumenti, gli elmetti, e non per ultimo gli aerei militari. Non vedrete mai dei CACCIA dipinti come la QANTAS AIRLINES. Non li vedrete mai volare in pieno giorno ad alta quota su territori nemici lasciandosi dietro scie di condensazione. Chi afferma pertanto che gli aerei militari rilasciano scie di proposito non ha veramente la più pallida idea di che cosa sta dicendo, e soprattutto dimostra la sua assoluta ignoranza in temi di strategia aerea militare.
Veniamo ora alla questione dei “Tanker”, tanto cari ai cospirazionisti. I Tanker sono anch’essi aeroplani, e spesso sono una versione “militarizzata” di un normale aereo civile. Il loro scopo è tutto racchiuso all’interno del nome stesso. Sono aerei cisterna che servono a rifornire in volo di altri aerei. Questo, e solo questo, è quello che fa un Tanker, per cui non esistono Tanker che “spruzzano” chissà che cosa o che sganciano bombe. Come si diceva, questi aeroplani non si sottraggono certo alle leggi fisiche degli altri aerei. Se volano ad alta quota o comunque in condizioni atmosferiche idonee alla formazione di scie di condensazione, emettono anche loro le loro belle scie bianche di vapore condensato.
Nella foto, un tanker KC135E in volo ad alta quota. Si nota bene nella parte posteriore dell’aereo la sonda per il rifornimento, e le scontatissime contrails, le stesse scie di vapore prodotte da tutti gli aerei.

Durante le fasi di rifornimento, le contrails possono disturbare non poco le operazioni.
Infatti gli aerei che si avvicinano al Tanker rischiano di essere investiti dalle contrails, e i piloti si ritrovano a volare alla cieca all’interno di queste nubi fastidiosissime (ricordiamo che il rifornimento in volo si effettua a vista pilotando manualmente fino all’aggancio col ricettacolo). Le contrails sono quindi un grosso pericolo durante le fasi di “refueling” perché rischiano seriamente di far perdere contatto visivo con l’aereo cisterna, come se il pilota si trovasse a volare dentro una fitta nebbia. Con gli aerei così vicini, un rischio di collisione per “annebbiamento” porterebbe a una catastrofe (il Tanker è pieno zeppo di carburante), per cui si cerca di evitare quasi sempre, per motivi di sicurezza, il rifornimento in volo a quote dove si generano scie di condensazione.
Nelle immagini qui sotto si vedono operazioni di rifornimento in volo. Notare in tutte le immagini l’assenza di scie di condensazione, a testimonianza che queste delicatissime operazioni vengono effettuate possibilmente a quote più basse tali da non permettere il formarsi di contrails fastidiose.


Per concludere il tema Tanker, vorremmo sensibilizzare il lettore su una questione quanto mai paradossale a cui il “cospirazionista tipo” non pensa minimamente prima di professare le sue panzane. Da che mondo è mondo, se proprio si vogliono fare danni criminali alle persone (in tempo di pace), li si fa di nascosto!
Se veramente qualcuno stesse compiendo un gesto criminale contro l’umanità cospargendoci con aerei caricati di elementi tossici, non lo farebbe MAI e poi MAI in pieno giorno. Neppure il più imbecille degli imbecilli degli strateghi, sarebbe tanto idiota da compiere un simile gesto (badate bene) ogni giorno, per 365 giorni all’anno, e alla vista di tutti!
Non bisogna essere scienziati per intuire una cosa tanto ridicola quanto mai banale. Basta veramente un minimo di intelligenza e far girare le rotelle del cervello dalla parte giusta. Non siamo in guerra. Viviamo le nostre vite tutti i giorni nella regolarità del nostro lavoro, dei nostri hobby, dei nostri divertimenti. Passeggiamo per strade e piazze tutti i giorni. Osserviamo il cielo tutti i giorni!
Ebbene, vogliamo veramente credere che ci sia un “nemico” (!) che ci passa sopra la testa TUTTI I SANTI GIORNI dicendoci:
Ehilà laggiù, un attimo di attenzione prego.
Vorremmo che alzate tutti gli occhi al cielo, per favore.
Ci vedete bene?
Folla: Siii !
Tutti quanti?
Folla: Siii !
Fantastico.
Avete portato la vostre macchine fotografiche?
Folla: Siiiii !
Benissimo, oggi in questa tersa giornata di sole abbiamo preparato per voi uno spettacolo davvero indimenticabile.
Siete pronti?
Folla: Siiiii !!
Ok, e allora partiamo con lo show!
Ora per favore restate lì che diamo inizio alle attività di SPRUZZO CHIMICO ai vostri danni, e siccome vogliamo anche delle belle fotografie da appendere nella nostra bacheca militare, abbiamo deciso di mostrarvi bene i veleni sottoforma di splendide e lunghe SCIE BIANCHE.
Avvisiamo inoltre che chi non avesse potuto assistere al nostro spettacolo REPLICHEREMO l’intero show tra un quarto d’ora, stavolta con TRE aerei di seguito, dopodiché continueremo a replicarlo per….udite udite….365 GIORNI ALL’ANNO per tutti i giorni della vostra vita!!
Folla: EVVIVAAAAAA !!!!!
Vi auguriamo una buona giornata, e vi ringraziamo per esservi aspirati tutti i nostri veleni.
Ops, vogliate scusarci, ma per disposizione delle autorità aeronautiche, voi ovviamente…NON CI AVETE VISTO.
Come dite?
Perché allora questi spettacoli non li facciamo di notte?
Assolutamente no, è fuori discussione. Di notte non li vedrebbe nessuno. Noi invece VOGLIAMO avvelenarvi in pieno giorno, e vogliamo che voi tutti VEDETE per benino quello che stiamo facendo ai vostri danni.
Chiaro?
Folla: Siiiii !!
Grazie ancora per la collaborazione e buon proseguimento di giornata.
P.S. le foto migliori potete inviarle ovviamente al nostro concorso “Strage di Civili Innocenti perpretata in pieno giorno”.
In palio ci sono nuove macchine fotografiche per fotografarci meglio, il nuovo tabulario con tutti gli orari in cui passiamo a spruzzarvi, e per i più piccini le nuove caramelle a base di composti psicoregolatori della mente.
Bene, se questa non è la più assurda delle teorie strategico-militari, ci manca veramente poco!!
Neppure un ubriaco sarebbe tanto impedito da attuare una cosa del genere. Figuriamoci rifarla tutti i giorni sperando che nessuno se ne accorga e non scoppi un putiferio a livello mondiale!
Sarebbe alla stregua di andare all’ora di punta in piazza Duomo, armati fino ai denti, e gridare alla gente con un megafono:
“Ehilà, sono qui. Mi vedete tutti? Prego avvicinatevi, anche voi là in fondo perché devo dirvi una cosa molto importante, e voglio che voi tutti la sappiate. Ok, adesso che mi avete VISTO sappiate che tra un minuto mi metto a sparare all’impazzata contro di VOI perché ho deciso di fare una strage di civili!”
Complimenti. Veramente una strategia ineccepibile, non c’è che dire. Un esempio di altissima segretezza assassina come ogni operazione criminale dovrebbe possedere.
Chissà, magari ci scatta anche l’applauso della folla. Che ne dite?
Mig 29
Quelle scie sono banalissimi vortici che si producono in particolari circostanze di umidità, resistenza, configurazione aerodinamica, angoli di manovra dell’aeromobile. Alle estremità alari, esiste un passaggio di aria dal ventre dell’ala al dorso (che durante il volo è in depressione rispetto al ventre). Questo passaggio, combinato con il moto dell’ala, provoca dei vortici, i cosiddetti vortici di estremità. Come detto, in determinate condizioni atmosferiche diventano visibili, sotto forma di scie, dette anche “Trecce di Berenice”. Esse, oltre che alle estremità, si possono rilevare anche ai bordi dei flap abbassati.
MARTINAIR in atterraggio (McDonnell Douglas MD-11) ID 0907796

5. ACCUSE E SMENTITE (PARTE 2)
Notare il numero spropositato di incroci tra le aerovie, nonché l’enorme quantità di rotte, sia parallele, sia simil parallele. Ricordiamo che questa carta mostra un’estensione di circa 180 miglia orizzontali x 240 miglia verticali, per cui a un osservatore a terra risulta praticamente impossibile stabilire a vista se due scie sono veramente parallele tra loro, oppure si convergono o divergono dopo molte miglia nautiche. E in ogni caso vi abbiamo dimostrato che le aerovie parallele e soprattutto gli incroci esistono eccome, per cui chi afferma che le contrail che si incrociano o procedono affiancate sono una cosa “anomala”, sta dicendo l’ennesima sciocchezza priva di qualunque fondamento reale.

Boeing B747 ID 0392881
Gli edifici bianchi diventano sempre più azzurri man mano che si allontanano dall’osservatore.

Il panorama sottostante l’aereo appare vistosamente azzurrato a causa dell’atmosfera.

Naturalmente ogni aereo quando viene osservato volare ad alta quota appare per forza azzurro, e con tutta onestà siamo letteralmente stupiti che dobbiamo essere NOI a spiegare una simile sciocchezza. Ma oramai ci siamo abituati, e per la verità non ci stupiamo più se un giorno un cospirazionista dovesse pubblicare la foto di un “misterioso aereo arancione” che vola mimetizzandosi ad alta quota, e poi venissimo a scoprire che lo ha fotografato col sole al tramonto!
Secondo voi di che colore potrebbe apparire?

Altro eccezionale arcobaleno “La Gloria” che mostra chiaramente il concetto sopra espresso. Il sole come notate è dalla parte opposta all’arcobaleno, e proietta l’ombra del velivolo su di esso. Anche questo spettacolare arcobaleno NON è un fenomeno chimico.

Il Leggendario “Flash Verde”. Questa fotografia è stata ripresa in Finlandia nel 1992. Essa rappresenta il leggendario raggio verde, detto anche flash verde che viene prodotto dal sole un attimo prima di tramontare, e dura solo pochissimi secondi. Il bellissimo fenomeno è dovuto alla dispersione dei raggi solari da parte dell’atmosfera, che agisce come un prisma, poiché lo strato di aria che la luce deve attraversare è più spesso al tramonto. Si tratta di un fenomeno naturale e NON chimico.

Il “pilastro solare”. Jim Kirkpatrick ha scattato questa veduta del lago Tahoe in Nevada nel febbraio 2000, “catturando” un altro impressionante e molto raro gioco di luce nel cielo. Un pilastro solare è un fenomeno dovuto alla riflessione dei raggi solari su lontani cristalli di ghiaccio che piovono dalle nubi. Complimenti al fotografo che ci ha regalato questa stupenda immagine di questo rarissimo fenomeno naturale. Ovviamente non si tratta di “chimica”!

Tromba d’aria. Fenomeno atmosferico affascinante quanto terribile in cui (ancora una volta) la parola “chimica” non ha nulla a che vedere.


Nubi lenticolari. Si tratta di semplici nuvole che a causa dei venti possono assumere forme alquanto stravaganti e spettacolari. Niente di “chimico”.

Cirri. Semplici nuvole da alta quota composte prevalentemente da microscopici aghetti di ghiaccio e che a causa dei venti di quota assumono forme simili a veli.

Contrails Cirrus. Scie di vapore condensato (ossia NUBI) formate da microscopici aghetti di ghiaccio che a causa dei venti di quota possono persistere, allargarsi, plasmarsi, sino ad assumere l’aspetto di cirri naturali.

Bene. Tralasciando i temporali, gli uragani, i tornado, vi abbiamo dato prova dell’assoluta estraneità alla “chimica” da parte di questi fenomeni naturali, comprese naturalmente le CONTRAILS in quanto scie di vapore condensato, e non scie fatte di “robaccia chimica” come stupidamente i cospirazionisti insistono a voler sostenere! Ma c’è ancora un fenomeno naturale che merita di essere messo al primo posto della classifica per via della sua assoluta spettacolarità, soprattutto perché a differenza di tutti gli altri fenomeni è l’unico ad emettere luce per proprio conto e ad assumere forme e colori veramente da mille e una notte.
Parliamo ovviamente delle Aurore boreali. Esse si discostano da tutti i fenomeni naturali tipici dei corpi formati da gocce d’acqua o cristalli di ghiaccio perché le aurore boreali non sono nuvole né fenomeni di rifrazione luminosa (tipo gli arcobaleni), bensì sono entità a sé stante che traggono la loro energia dal cosmo. In sostanza non si tratta di fenomeni letteralmente metereologici. Sarebbe più appropriato chiamarli “fenomeni extra atmosferici” in quanto si generano ad altezze che variano dai 200 km ai 1000 km. Naturalmente chi non è a conoscenza delle aurore boreali può facilmente cadere nell’inganno di interpretare le aurore come “nuvole anomale”, quando invece sono fenomeni assolutamente naturali che non vanno mai interpretati con la fisica meteorologica tradizionale, o peggio ancora, con tesi di pura fantasia. Le aurore boreali possono assumere forme a volte veramente incredibili simili a tubi al neon, a pennellate nel cielo, a virgole, a fiumi ondulati, e persino a cerchi o spirali. Non esiste limite alle meraviglie che può assumere un’aurora boreale.
Consigliamo al lettore la visita di questo sito che mostra questi stupendi fenomeni osservati anche nei cieli italiani durante un periodo di intense eruzioni solari. http://aac.sunrise.it/aurora.htm
Come potrete vedere, queste nubi elettroluminescenti (che però ribadiamo, non sono nubi!) possono assumere qualsiasi forma e colore, tanto da essere scambiate effettivamente per nuvole anomale. Peccato che invece non lo siano nel modo più assoluto e molti siti cospirazionistici fanno letteralmente a gara a chi posta più foto di “nubi insolite” che poi si dimostrano essere il più delle volte nuvole normalissime, oppure aurore boreali.
Tutte le immagine che seguono sono AUTENTICHE al 100% e non è stato applicato nessun fotoritocco.
E’ con grande piacere che vi presentiamo le tanto chiacchierate e INESISTENTI “nuvole elettromagnetiche” o “scie elettromagnetiche” (chiamatele come volete, tanto non esistono).
Le meravigliose Aurore Boreali.























Non sono una meraviglia? Aurore a forma di scie, di spirali, di nuvole, di fuoco etereo, di fantasmi alati. Aurore visibili persino all’alba o al tramonto quando il cielo non è ancora buio. Aurore che si confondono con le nuvole di vapore. E tutto autentico, tutto ad opera della natura. Altro che “scie chimiche” o “nubi elettromagnetiche”!!
Come dicevamo, l’atmosfera è un immenso palcoscenico naturale. In essa prendono forma eventi bellissimi e/o, all’occasione, inquietanti e pericolosi (vedi gli uragani, i tornado, e le forti tempeste in genere). Tra le cose bellissime vanno annoverate anche le nuvole iridescenti, gli sky hole, i pilastri solari, gli aloni solari, e le nubi nottilucenti (nubi formate da cristalli di ghiaccio che si spingono fino a 80 km di altezza).
Trovate una splendida panoramica fotografica di tutti questi stupendi fenomeni atmosferici su questo sito: http://epod.usra.edu/query.php3?topic=Clouds.
Naturalmente i cospirazionisti non perderanno tempo per attribuire a questi fenomeni l’appellativo di chimico, militare, anomalo, assassino, e via dicendo. Spiacenti per loro. E’ tutta “madre natura”, e non c’è un benché nulla di chimico.
(ingrandimento)

5. ACCUSE E SMENTITE (PARTE 3)
La nuvola è ovviamente bianca, ma la parte sotto è grigio scuro. Significa forse che la parte di sotto è formata da fumo nero? No, semplicemente assume un colore diverso perché è in ombra, secondariamente perché è formata da gocce d’acqua più spesse che tendono ad avere colori più grigi. Notate anche l’ombra dell’intera nuvola proiettata a terra sulle colline.Ora, supponete di creare una nuvola a striscia (una contrail) illuminata dal sole, e al di sotto stendete un mare di nuvole bianche e velate. Cosa otterrete? Otterrete l’effetto della foto qui sotto. La contrail proietta la sua ombra addosso alla copertura nuvolosa creando l’illusione che ci siano di due contrails distinte, una bianca, e una nera. Ma in realtà la contrail è una sola e non esiste affatto una seconda “scia nera”. Questa foto è particolarmente bella perché si può notare in prossimità dell’aereo di destra un accenno di effetto “arcobaleno circolare” dovuto alla vaporizzazione della contrail.

SMENTITA: Persino un ragazzino che passa troppo tempo davanti alla televisione a guardare cartoni animati giapponesi non avrebbe il coraggio di scrivere una simile stupidaggine.

SMENTITA: Queste foto sono state mostrate sul nostro Forum e a detta dei cospirazionisti sarebbero una prova schiacciante che quegli aerei sono tanker.
L’aereo ritratto nella foto n° 1 di colore bianco o grigio, sarebbe un Boeing 707-321B tanker, oppure un Airbus A310-300 tanker.
Per “dimostrarcelo”, i cospirazionisti ci hanno “regalato” le due graziose foto qui sotto.
Boeing B707-321B

Airbus A310-300 tanker

Gli aerei delle foto 2, 3, 4, sarebbero invece tutti quanti degli A330-300 tanker. Le differenze di colore tra le foto amatoriali vengono sottolineate dai cospirazionisti come “insignificanti” (!!) e non andrebbero prese alla lettera perché (secondo loro) tutti quegli aerei sarebbero comunque gialli.
A quel punto ci hanno mostrato (visto che noi queste cose non le sappiamo!) com’è fatto un A330-300 tanker, e hanno pubblicato la foto qui sotto.
Airbus A330-300 tanker

Bene, letta così, l’accusa cospirazionistica sembra non fare una grinza. Se lo dicono loro, beh, allora è vero! Peccato però che noi a dispetto di loro conosciamo gli aerei a menadito e li sappiamo riconoscere come nessun altro. Ne diamo prova.
Cominciamo dalla foto amatoriale n°1.
I cospirazionisti indicano quell’aereo come un potenziale B707-321B tanker. Peccato però che nella foga di reperire foto di tanker dappertutto che giustifichino la loro assurda causa, i cospirazionisti ci abbiano mostrato una foto “prospetticamente” sbagliata che li ha mandati completamente fuori strada (poveri loro!). Infatti si sono totalmente dimenticati che un B707 possiede quattro motori, mentre nella foto che ci hanno mostrato se ne vedono solo due. Chi di spada ferisce, di spada perisce! La foto amatoriale n°1 pertanto non potrà mai essere un B707-321B tanker, perché raffigura un bireattore. Come pegno di solidarietà, omaggiamo a nostra volta i cospirazionisti con una bella foto di un B707-321B (almeno vedono che ha quattro motori, anziché due!).


Appurato quindi che non è un B707 tanker, deve trattarsi per forza di un A310-300 tanker; o almeno questa è la seconda ipotesi dei cospirazionisti. Peccato che anche questa volta si sbagliano di grosso, e solo il nostro occhio attento lo può notare. Confrontate bene la foto di un A310-300 civile (qui sotto) con la foto n°1 complottistica.


Vi sembra uguale? Probabilmente sì, ma non è così. Provate ad appoggiare allo schermo un pezzo di carta, tracciate l’apertura alare di ogni aereo, e confrontatela con la sua lunghezza di fusoliera. Visto? L’aereo della foto 1 ha la fusoliera più lunga del nostro A310-300 civile, nonché i piani di coda più stretti. Si tratta pertanto di un altro modello, non certo un A310 tanker.
Se a questo aggiungiamo che gli aerei civili sono in maggior parte bianchi e che tutti, nessuno escluso, rilasciano CONTRAILS (come vi abbiamo stradimostrato), non si capisce proprio come faccia un fotografo amatoriale per nulla esperto di aviazione a sindacare con tanta convinzione che si tratta assolutamente di un aereo tanker [!].
Solo perché “gli assomiglia”?
Bene, se allora questa è la logica, seguendo lo stesso criterio, chiunque fotografasse una Audi nera in lontananza potrebbe dire di avere immortalato l’auto presidenziale di Berlusconi che va a fare la spesa.
L’auto è identica, è nera, quindi non può essere che quella!
Passiamo alle altre foto amatoriali, cominciando dalla n°2. Sempre secondo i complottisti quella foto ritrarrebbe un A330-300, ovviamente tanker. Cominciamo col mostrare al lettore alcune foto di com’è fatto un A330-300 civile, correlato da alcune brevi informazioni.
Airbus A330-300

L’A330-300 è un aereo a lungo raggio caratterizzato da una lunga fusoliera (tanto lunga da apparire quasi snella), da due motori molto efficienti, affidabili, e parchi nei consumi, a da un’apertura alare veramente estesa. Quest’ultima è una delle caratteristiche visive più evidenti di un A330-300 ed è impossibile non notarlo.
L’A330-300 non solo ha un’apertura alare notevole, ma soprattutto l’ala è molto snella e unica nel suo genere, tanto da assomigliare a quella di un aliante.


Vi sembra uguale a questa qui sotto? Vi sembrano le stesse ali, lunghe, snelle, e ribadiamo inconfondibili per chi è un attento osservatore di aeroplani?
(N.d.r: l’A330 qui sotto è di colore assolutamente BIANCO e appartiene alla compagnia civile DRAGONAIR, ma essendo stato fotografato col sole al tramonto appare, ovviamente, giallo).
Airbus A330-300 (compagnia civile DRAGONAIR)

Cosa ritrae dunque la foto complottistica N°2? Ci è bastato un attimo per capirlo. Quello è un Boeing B737-400 appartenente alla compagnia civile VIRGIN, caratterizzata dalla tipica fusoliera color rosso vivo. Vi mostriamo la foto originale, e la stessa foto ruotata e ridotta in stile “foto amatoriale”. Complimenti al fotografo che anziché ritrarre un tanker, ha immortalato….un banalissimo B737 civile della Virgin!



I complottisti faranno sicuramente notare che il “nostro” B737 Virgin e quello amatoriale non hanno lo stesso identico colore. Il motivo lo abbiamo già dettagliatamente spiegato. Qualunque aereo che vola ad alta quota subisce un deterioramento cromatico dovuto alla dominante azzurra causata dalla densità dell’aria che si interpone tra l’osservatore e l’oggetto distante che si vuole fotografare. Non parliamo di 100 o 200 metri, bensì di qualche chilometro, e scusate se è poco! Un aereo perfettamente rosso, quindi, assume una colorazione più spenta simile al rosa. Un aereo giallo pallido diviene invece bianco; un aereo bianco/grigio chiaro diviene azzurrognolo; un aereo arancione diviene giallo,… e via discorrendo. Infatti basta osservare la foto amatoriale n°2 per vedere chiaramente come le ali siano azzurrognole, anziché bianche, e vi garantiamo che in TUTTI gli aerei che fotograferete le ali appariranno di colore azzurrognolo nonostante gli aerei hanno ali color bianco/grigio chiaro.
Facciamo una prova in “digitale”.
Inseriamo prima la dominante azzurra, e infine sgraniamo e sfuochiamo il tutto. Ecco a voi il 737 complottistico!

Passiamo ad analizzare ora la foto n°3.

Anche questo dovrebbe essere un A330-300 tanker, e in effetti il colore “sembra” confermarlo. Abbiamo scritto “sembra” tra virgolette perché ciò è in contrasto con quanto viene esposto dai cospirazionisti, mentre è in perfetta armonia con quanto NOI abbiamo esposto nel caso del Boeing B737. L’aereo ritratto dai cospirazionisti, infatti, è troppo giallo per essere veramente giallo! I casi quindi sono due: o quell’aereo è stato fotografato col sole al tramonto (il che gli conferirebbe una dominante cromatica gialla molto accesa), oppure quell’aereo NON è giallo, bensì arancione. La foto è davvero molto sgranata ed in pessime condizioni, ma è sufficiente per farci notare particolari molto evidenti al nostro occhio esperto.
1) Se l’aereo fosse stato fotografato al tramonto, le ali non sarebbero azzurrognole. Se tornate ad osservare l’Airbus A330-300 della DRAGONAIR (fotografato appunto al tramonto) vedrete che tutto l’aereo si tinge di giallo, ali e motori compresi, non solo la fusoliera. La foto n°3 pertanto è stata fatta di giorno e lo testimonia l’effetto azzurrato presente sulle ali.
2) Appurato che l’aereo è stato fotografato di giorno si evince che è solo la fusoliera ad essere gialla. Questo nella foto, ma non nel reale. Infatti, a causa dell’effetto cromatico dovuto all’atmosfera, quella fusoliera è invece di colore arancione vivo, non gialla come compare sulla foto.
3) Le ali di questo aereo non sono affatto lunghe e snelle come quelle di un A330-300.
4) Se osservate la lunghezza della fusoliera che va dalla attaccatura alare al muso vedrete che è corta! Un Airbus A330-300 invece ha una fusoliera molto lunga.
Paragonate la foto n°3 a queste foto di A330-300.
(notare la fusoliera lunga)

(notare l’inconfondibile ala, lunga, stretta, snella)

Cosa ritrae dunque la foto cospirazionistica n°3? Di sicuro è più facile dire cosa non ritrae. Quello non è assolutamente un A330-300 tanker, dato che non ha proprio nulla dell’A330-300. Ha invece tutte le forme caratteristiche per essere un A320-200 civile appartenente alla compagnia tedesca CONDOR (compagnia che opera anche sui cieli italiani) e che è caratterizzata dall’avere aeroplani dipinti di arancione vivo sotto la fusoliera. Facciamo presente che alcuni aerei della Condor (di cui purtroppo non abbiamo trovato foto) hanno gondole motori bianche anziché arancioni, il che si sposerebbe benissimo con la foto cospirazionista che mostra per l’appunto delle gondole motori bianchi. Tuttavia ribadiamo che la foto è davvero troppo sgranata per permettere un’analisi veramente precisa, ma in ogni caso il dato importante che volevamo raggiungere non era dire “cosa è quell’aereo”, bensì dire cosa non è!
Questo è quello che conta, e il risultato è che quello non è un A330-300 tanker come affermano i cospirazionisti, ma sembrerebbe un A320-200 della Condor.
Airbus A320-200 (CONDOR)

Infine, passiamo all’ultima foto cospirazionista, la n°4. Anche in questa foto si farnetica che quell’aereo è un A330-300 tanker. Sempre lo stesso ossessivo tanker. Osserviamola.

Beh, crediamo che a furia di citare le caratteristiche di questo benedetto A330-300, il lettore oramai sarà già in grado da solo di capire se quello è davvero un A330-300.
Comunque non preoccupatevi, vi aiutiamo noi.
L’aereo della foto n°4 presenta una fusoliera abbastanza lunga, ma non lunga e snella quanto quella di un A330-300. Le ali poi sono lampanti. Non sono quelle di un A330-300. L’attaccatura posteriore dell’ala-fusoliera non prosegue la freccia (cosa invece ben visibile nell’A330-300). Vi mostriamo la precedente foto dell’Airbus A330-300 della DragonAir, girata a a mò di foto cospirazionistica.

Notare nell’A330-300 l’assenza di ala dritta all’attaccatura ala-fusoliera (l’ala rimane a freccia)….

…cosa non presente invece nella foto cospirazionista (l’ala interrompe la freccia prima di congiungersi alla fusoliera).

In questo disegno schematico potete vedere meglio di cosa parliamo:
A sinistra l’ala dell’aereo complottistico, a destra l’ala dell’A330-300.

Ma non è ancora finita. Osservate le gondole motori sempre nella foto n°4. Sono blu, non bianche. Soltanto la parte frontale del motore è bianca, ma la rimanenza della gondola è blu. Siccome tutto l’aereo è ben illuminato dal sole (persino sotto le ali), se avesse avuto gondole color bianco si sarebbero viste benissimo. Invece si intravede solo la presa d’aria di colore bianco (che poi non è bianco, ma argenteo). Ci sono diverse compagnie che hanno gondole motori dipinte in quel modo, e tutte operano regolarmente sui cieli italiani ogni giorno.
Esse sono, la BRITISH AIRWAYS.

La FINNAIR

La THOMAS COOK

La CYPRUS

La EGYPT AIR

….. e altre ancora. Pubblicarle tutte sarebbe sconveniente, per cui ci fermiamo qui.
Bene, siamo arrivati alla fine di questa ennesima accusa complottistica. Come dite? Cosa ritrae la foto cospirazionista n°4?
Di certo non è un A330-300 tanker, questo è poco ma sicuro. L’ala di quell’aereo non è per niente l’ala di un A330-300, il colore delle gondole motore non sono quelle del tanker A330-300 che ci hanno mostrato, e ciò basta e avanza per affermare che i cospirazionisti si sono presi un altro granchio colossale.
Sicuramente il fotografo ha immortalato l’ennesimo (nonché scontato) aereo di linea che vola ad alta quota intento a portare i passeggeri in tutta sicurezza e confort da un posto all’altro, e soprattutto che emette contrails di vapore condensato, non “spruzzate chimiche”.
Poveri cospirazionisti, su quattro fotografie non ne hanno presa una. Altro che tanker militari!
Speriamo che dopo questa lezione la smettano di vedere tanker dappertutto dove non ci sono.
SMENTITA: Le contrails seguono ogni andamento della fisica meteorologica. Temperatura, umidità, fronti caldi o freddi, turbolenze, venti di quota, etc etc, contribuiscono a plasmare, dissolvere, allungare, estendere, interrompere a tratti, ogni contrail vaporosa. Non c’è niente di strano in tutto questo, è banalissima metereologia di tutti i giorni. Non crederete davvero che un “cielo a pecorelle” che esisteva già ai tempi di Cristoforo Colombo sia una… anomalia chimica!
SMENTITA: Le carte nautiche sono diverse dalle carte stradali. Sulle carte stradali le curve sono disegnate effettivamente come curve, mentre sulle carte nautiche non esistono “curve”, bensì intersezioni tra aerovie. Tutte le aerovie sono disegnate a linee rette, e le intersezioni tra le aerovie sono tutte ad angoli retti. E’ ovvio che un aereo non può virare ad angolo retto, per cui inizia la virata prima dell’intersezione, fino ad intercettare la nuova aerovia. In sostanza “arrotonda” l’intersezione. Questo fa sì che tutte le virate e le contrails appaiano (ovviamente) arrotondate rispetto alle carte nautiche.
SMENTITA: Questa foto non mostra assolutamente alcun tipo di bombardamento chimico. L’aereo ritratto è un Hercules C-130 che esegue un decollo “mozzafiato” (notare il rateo di salita) con l’ausilio di RAZZI di propulsione addizionali. Questa tecnica è stata usata sin dalla seconda guerra mondiale e permetteva maggiori capacità di decollo con velivoli incapaci di particolari prestazioni. Questi razzi a propellente solido hanno una durata breve e solitamente si esauriscono subito dopo il decollo, dopodiché vengono sganciati e lasciati cadere a terra. Naturalmente questo tipo di decollo non viene mai eseguito in prossimità di centri urbani, o sopra le abitazioni, proprio per evitare che dopo lo sgancio, i razzi possano andare a finire nel cortile di qualcuno!
Inquietanti vero? Ora le commentiamo in puro “stile cospirazionistico”. 
Come vedete non c’è niente di catastrofico. Si tratta del solista delle gloriose Frecce Tricolori (a cui rivolgiamo i nostri più Cordiali Saluti) mentre esegue una manovra altamente spettacolare durante un airshow avvenuto in Svizzera. Si tratta di una foto scattata durante uno spettacolo bellissimo, in una bella giornata di sole, dove non c’è nulla di anomalo e di catastrofico.
Passiamo alla seconda foto. Anche qui abbiamo giocato d’azzardo ritagliano solo la parte che ci interessava per farvi cascare nel tranello. Guardate un po’ cos’era!

Ancora loro, le favolose Frecce Tricolori. La famigerata “nube scura” è il residuo delle scie lasciate durante i precedenti passaggi. Inutile sottolineare che i fumogeni usati dalla PAN e da tutti gli altri aerei da esibizione acrobatica sono totalmente innocui alla salute, altrimenti sterminerebbero migliaia di persone ad ogni esibizione.
Infine passiamo alla foto dei “fuochi di DDT”. Qui vi assicuriamo che non abbiamo fatto nessun fotoritocco, bensì ci siamo presi soltanto la leggerezza di commentare quella foto con una bugia spudorata.
Non si tratta infatti di “fuochi di DDT” fotografati durante un’operazione segreta a tarda sera, bensì di una banale esibizione fatta da un C130 della Raf durante l’ennesimo airshow. La foto è stata reperita da questo sito:
http://www.steehouwer.com/nlbeach/beach.html
Per la cronaca, quei “fuochi anomali” sono dei FLARE. Si tratta semplicemente di bengala (fuochi d’artificio) che vengono rilasciati dall’aereo quando vuole eludere i missili a ricerca calore; i cosiddetti “missili all’infrarosso”. Essendo i FLARE molto caldi (ovvio, bruciano di fiamma viva) creano una traccia infrarossa molto più intensa di quella provocata dai motori dell’aereo. Il sensore del missile pertanto “aggancia” questa traccia, e il missile comincia a rincorrere questi bengala lasciando all’aereo tutto il tempo per andarsene indisturbato senza essere colpito. Insomma nulla di anomalo. Niente scie chimiche o DDT.
Vi abbiamo dimostrato quanto sia facile sceneggiare foto truffa, soprattutto fotografie che non hanno commenti attendibili dell’autore, non si sa da dove provengono, chi le ha fatte, quando, in che occasione, cosa ritraggono, se sono ritoccate o no. Insomma niente di niente! Tutti dati importantissimi che se non ci sono lasciano il tempo che trovano ai cospirazionisti, i quali non perdono tempo per condirgli sopra le loro favolette da quattro soldi (la loro tecnica preferita).
Detto questo facciamo una rapida carrellata di fotografie prese direttamente dal sito chemtrail central, uno dei tanti siti bufala e racconta burle presenti in rete. Naturalmente, com’è tradizione dei siti bufala, le foto vengono sparpagliate dappertutto senza tanti convenevoli o spiegazioni. Nessuno sa chi le ha fatte, quando, cosa mostrano, chi è l’autore, che attendibilità hanno, etc etc. La tipica macedonia del “tutto un po’”, buttata lì nel marasma e lasciata in balia dei commenti di fantasia dei cospirazionisti i quali godono un mondo a vedere chi si inventa la panzana migliore. Ad ogni foto segue naturalmente il nostro (nonché REALE) attendibile commento.

Un banalissimo incrocio di due contrails lasciate da aerei di linea.

Possibile effetto di diffrazione solare o da arcobaleno prodotto da nubi sottili e composte prevalentemente da acqua e ghiaccio in sospensione. Trovate la spiegazione a questo sito:
Nulla di cui preoccuparsi. Basta osservare da dove le abbiamo prese. L’ennesima esibizione delle nostre Frecce Tricolori, reperibili su questo sito: 
Ma non è finita. Giocando con photoshop, tagliando e filtrando, si può creare veramente di tutto per poi commentare in modo fasullo. Guardate!
“Scie elettroluminescenti fotografate nel Dakota la notte del 18 aprile 2004.

Ci credete? Contenti voi. Ecco invece che cos’era: una aguglia! L’originale a questo sito:
http://www.virtualelba.it/sub/foto-02.htm

Altra foto strana. Il fotografo ha catturato in cielo questo strano oggetto circolare (probabile UFO) mentre rilascia una strana scia.

Vi siete bevuti (in tutti i sensi) anche questa? Male. Ecco da dove l’abbiamo presa: http://www.recal.it/sudan00.htm (foto12).

Altro misterioso fenomeno. Il “mare elettromagnetico” fotografato in Scandinavia nell’inverno 1999.

Ma che sarà mai quella schifezza? Nulla di cui preoccuparsi, e soprattutto sappiate che non esiste nessun mare elettromagnetico fotografato in Scandinavia!! Si tratta invece dell’ennesima foto commentata con una bufala! La verità è invece che questa foto è una delle tante opere d’arte che i fotografi di professione creano usando tutta la loro sapienza sui tempi di esposizione, diaframmi, etc etc.
La foto è stata presa da qui: http://www.icoloridellanotte.it/main4.html
Falsificare un foto del cielo è la cosa più facile al mondo. Basta un minimo di fantasia e i risultati sono sorprendenti.
Altri esempi.
“Scia chimica sopra Rimini”

E come no! Peccato che la scia è un filo da pesca, e le nubi siano mucillagini.
L’originale a questo sito: http://www.mondomarino.net/articoli/index.asp?p=61&view=dett

Come potete vedere, ogni foto “anomala” che vi abbiamo mostrato potrebbe essere usata benissimo per essere pubblicata su chemtrail central con tanto di commento falso. L’importante è costruire per bene la messinscena in modo da darle un’apparente somiglianza con tutto ciò che può rappresentare il cielo.
La foto cospirazionistica che vi abbiamo mostrato all’inizio, non si discosta da questa prassi! E’ una foto piccola, che non mostra niente di veramente (e correttamente) identificabile, per cui potrebbe essere qualunque cosa. Potrebbe essere un pezzo di una foto qualunque, un disegno fatto a mano, un fotoritocco, dei fumi colorati, una diffrazione…..insomma tutto, e NESSUNA riconducibile per forza ad una ANOMALIA di chissà quale tipo, come i cospirazionisti insistono a sostenere senza prova alcuna. Oltretutto, lo ribadiamo nuovamente, non c’è garanzia sulla provenienza della foto, chi è l’autore, dove è stata fatta, qual’è il sito (a parte quello bufala) da cui è stata presa. Noi, a differenza dei cospirazionisti, vi mostriamo SEMPRE la provenienza delle foto, l’autore, il sito autentico, e chi più ne ha più ne metta, a garanzia dell’autenticità dell’immagine mostrata.
Per finire, vogliamo mostrarvi l’incredibile potenza che photoshop mette a disposizione per falsificare le fotografie, e se tanto ci dà tanto, chissà quanti cospirazionisti usano questo VILE TRUCCO per farvi cascare nel tranello. Osservate bene.

Questa foto è una delle tante (autentiche!) che mostrano l’esibizioni delle Frecce Tricolori. Notate il bellissimo effetto sull’obbiettivo sulla destra che crea un “anomalo” raggio di luce nella fotografia. Useremo proprio questo riflesso per generare una inesistente scia chimica a prova di scettico. Impossibile? Non per chi sa smanettare con photoshop!
Cominciamo ritagliando la parte nel riquadro e girandola di 180°.

Regoliamo il bilanciamento colore con i valori -100, 0, +100 in modo da ottenere un effetto cielo azzurro.

Usando il filtro “distorsione curvilinea” spostiamo l’asse in alto verso sinistra e quello in basso verso destra. Infine spuntiamo l’opzione “ripeti pixel del bordo”. Il risultato è questo:

Trasformiamo ora la scia in “nuvola anomala”. Entriamo nei filtri e selezioniamo “bagliore diffuso” impostando questi valori: 0, 7, 20. Ecco il risultato.

Infine diamo alla nube anomala un aspetto leggermente contorto che aiuterà in seguito i complottisti ad affermare che una simile scia non può essere prodotta da un normale aereo di linea. Per ottenere questo effetto usiamo un bel “filtro spirale” e lo settiamo a 35 gradi. Il piatto è servito! Una bella scia anomala nata dal nulla e che non è mai esistita. Il tutto partendo da un banale RIFLESSO sull’obbiettivo.

Provate a smentirci ora, se ci riuscite!
Altra foto strana presa da chemtrail central. Attenzione, dire strana non significa affatto dire chimica! Significa solo che è strana in quanto fa terribilmente schifo, è sgranata, non è chiara, non si capisce da che prospettiva è stata presa, non si capisce se è una foto aerea (cioè presa in volo) oppure se è una ripresa fatta da terra con le scie in cielo. In questi casi quindi la logica impone di andare SOLO per supposizioni, e MAI per certezze assolute come fanno stupidamente i cospirazionisti. Loro sicuramente diranno che è robaccia chimica. Noi diciamo di no in quanto non c’è nessunissima prova che lo dimostra. Potrebbe trattarsi benissimo dell’ennesimo airshow fotografato da terra, anzi, ne ha veramente tutte le sembianze. Ma potrebbe anche essere una foto aerea scattata dall’alto sopra una foresta in fiamme, e che ritrae aerei dell’antincendio che girano in tondo sul fronte della montagna. Insomma, qualsiasi cosa sia un indizio è sicuro al 100%: quella foto non è in grado di dimostrare NULLA, per cui chi afferma che è assolutamente una scia chimica sta mentendo spudoratamente. 













Le onde elettromagnetiche consistono in oscillazioni del campo elettrico e del campo magnetico che sono sempre perpendicolari l’una rispetto all’altra.
Queste onde, che sono descritte matematicamente dalle equazioni di Maxwell, si propagano nel vuoto con una velocità sempre pari alla velocità della luce c.
Il diagramma esemplifica per chiarezza un caso particolarmente semplice (onda polarizzata piana) ma in generale la direzione del campo elettrico E e quella del campo magnetico B cambiano nel tempo e nello spazio.
In termini energetici, si può pensare l’onda elettromagnetica come un flusso di energia, che nel vuoto si propaga alla velocità della luce, sotto forma di campi elettrici e magnetici. Ciascuna delle due componenti dell’onda elettromagnetica, elettrica e magnetica, trasporta la stessa quantità di energia.
Caratteristiche delle onde elettromagnetiche.
Le onde elettromagnetiche si propagano in linea retta (in mezzi omogenei).
Vediamo ora in maggior dettaglio la velocità delle onde elettromagnetiche, la lunghezza d’onda, la frequenza, l’ampiezza e l’intensità.
Velocità delle onde elettromagnetiche nel vuoto.
La velocità delle onde elettromagnetiche nel vuoto è una quantità molto importante in fisica ed essa è denotata con un simbolo speciale: c , il cui valore numerico è appunto pari a circa 300 000 km/s, cioè 3 · 10(8) m/s, in notazione scientifica. Per essere proprio precisi, la velocità della luce è pari a 299 792 458 metri al secondo.
Velocità delle onde elettromagnetiche in mezzi materiali non conduttori.
La velocità delle onde elettromagnetiche in un mezzo omogeneo non conduttore e non ferromagnetico è minore di quella nel vuoto: cm = c/n , dove n è il cosiddetto indice di rifrazione. Maggiore è l’indice di rifrazione, minore è la velocità di propagazione.
L’indice di rifrazione, di norma di valore superiore a 1, dipende dalle proprietà del mezzo, ma può assumere valori diversi al variare della frequenza dell’onda. Un’applicazione che sfrutta gli effetti del diverso indice di rifrazione in sostanze diverse si ha nelle fibre ottiche.
Lunghezza d’onda.
Per lunghezza d’onda si intende la distanza spaziale occupata da un ciclo di un’onda ad un dato istante. In altre parole è la distanza fra un punto in un ciclo e il punto corrispondente nel ciclo successivo.

Il diagramma illustra la definizione dell‘ampiezza e della lunghezza d’onda (cioè la distanza tra due creste oppure tra due valli consecutive) di un’onda sinusoidale.
Una forma d’onda di questo tipo può rappresentare per esempio il suono puro di un diapason; in tal caso sull’asse verticale si misura la pressione dell’aria e sull’asse orizzontale il tempo.
L’ampiezza determina allora l’intensità del suono, cioè il suo volume, mentre la lunghezza d’onda (o equivalentemente la frequenza, vale a dire il numero di onde per secondo) determina l’altezza del suono, ossia quanto esso è acuto oppure grave.
Le lunghezze d’onda delle onde radio vanno dal millimetro (microonde) a parecchi chilometri (ELF).
La lunghezza d’onda di solito si denota con la lettera greca ? (lambda) e si misura in metri.
Frequenza.
Il numero di lunghezze d’onda o di cicli che passa per un dato punto nell’unità di tempo è la frequenza. La frequenza si denota con la lettera f oppure con la lettera greca ? (nu) e si misura in hertz (Hz).
È chiaro da quanto è stato detto sopra che la frequenza e la lunghezza d’onda non sono indipendenti, ma sono legate tra loro attraverso la velocità dell’onda:
?f = c nel vuoto e
?f = cm nei mezzi materiali.
Quindi:
· a frequenze maggiori corrispondono lunghezze d’onda minori.
· a frequenza fissa, la lunghezza d’onda varia passando da un mezzo a un altro con indice di rifrazione diverso.
Ampiezza.
Abbiamo visto che le onde elettromagnetiche sono costituite da un campo elettrico e un campo magnetico mutuamente perpendicolari che oscillano in fase fra loro perpendicolarmente alla direzione di propagazione.
Per ampiezza si intende il valore massimo che viene raggiunto dall’oscillazione.
Per esempio, nel caso di un’onda marina l’ampiezza è l’altezza massima dell’onda.
In un’onda elettromagnetica le ampiezze dei due campi (quello elettrico e quello magnetico) non sono indipendenti, ma sono legate fra loro: in questo senso i due campi sono accoppiati.
Intensità.
L’intensità di un’onda elettromagnetica è l’energia che passa attraverso un’area unitaria nell’unità di tempo e si misura in watt/m2: è cioè l’energia che attraversa in ogni secondo una superficie di un metro quadrato.
Si può dimostrare che l’intensità è proporzionale al prodotto delle ampiezze del campo elettrico e del campo magnetico; e siccome questi ultimi due sono proporzionali tra loro, in ultima analisi l’intensità è proporzionale al quadrato dell’ampiezza del campo elettrico.
Propagazione.
Tutte le onde elettromagnetiche, e quindi anche quelle radio e radar, si propagano in linea retta.
Basandosi su questa considerazione, gli scienziati della fine del XIX secolo erano molto scettici sull’utilità degli esperimenti con onde radio di Guglielmo Marconi, in quanto la curvatura della Terra pone un limite, pari a circa 30 km, alla distanza che può essere percorsa in linea retta (cioè lungo la visuale) dalla sommità di una torre alta 100m.

A causa della curvatura della superficie terrestre, per chi si trova su una torre alta 100 metri l’orizzonte è a una distanza di circa 30 chilometri.
Ciò significa, in particolare, che un’antenna radiotrasmittente alta 100 metri non può trasmettere onde dirette (che si propagano cioè lungo la linea di vista) a distanze superiori ai 30 chilometri.
Fortunatamente, come dimostrò per primo Guglielmo Marconi, la ionosfera riflette le onde radio di opportune frequenze ed è perciò possibile trasmettere via radio su distanze enormi, nonostante la curvatura terrestre.
La trasmissione, coronata da successo, attraverso l’Atlantico di segnali radio da parte di Marconi del 1901, obbligò gli scienziati a riconsiderare la propagazione delle onde radio nell’atmosfera terrestre e portò alla scoperta della ionosfera.
È vero infatti che nel vuoto le onde si propagano in linea retta, ma il problema diventa un po’ più complicato quando si tiene conto della presenza dell’atmosfera terrestre e le sue interazioni con le onde radio.
È grazie alle proprietà riflettenti degli strati della ionosfera, situati fra 50 e 300 km di altezza dal suolo, che è possibile la trasmissione delle onde corte SW, altrimenti dette onde radio HF (ad alta frequenza), fra 3 e 30 MHz.
Ne segue anche, però, che le onde corte, poiché vengono riflesse dalla ionosfera, non possono essere utilizzate per le comunicazioni spaziali; in questo caso è necessario usare onde radio di frequenza superiore, nella banda di frequenze VHF (very high frequency) o UHF (ultra high frequency).
Propagazione delle onde radio nell’atmosfera.
Si possono classificare tre meccanismi con cui l’energia delle onde elettromagnetiche, in particolare quelle radio, si propaga dall’antenna trasmittente a quella ricevente.
L’onda radio emessa da un’antenna A può raggiungere l’antenna B seguendo diversi percorsi:
- l’onda diretta è quella che si propaga lungo la congiungente delle due antenne;
- l’onda terrestre è quella riflessa dalla superficie del terreno;
- poiché il suolo riflette soltanto in modo parziale, sulla superficie «striscia» un’onda superficiale;
- l’onda spaziale è quella riflessa dalla ionosfera.
1) Onda diretta: Nello spazio libero da ostacoli le radioonde si propagano in linea retta lungo la visuale, cioè secondo la congiungente delle due antenne.
2) Onda riflessa: due tipi
a) Onda terrestre: È l’onda che si riflette sulla superficie del suolo
b) Onda spaziale: È l’onda che viene riflessa dalla ionosfera
3) Onda superficiale: sulla superficie del suolo, sulla quale si riflette l’onda terrestre, “striscia” l’onda superficiale.
Ciò può avvenire grazie al fenomeno della diffrazione, per cui quando l’onda incontra un oggetto di dimensioni dell’ordine di grandezza della sua lunghezza d’onda, essa tende a seguire il contorno dell’oggetto. L’effetto è tanto più pronunciato quanto più piccolo è l’oggetto. Grazie alla diffrazione le onde si propagano nelle città attorno agli edifici.
L’onda superficiale viene più o meno attenuata a seconda del tipo di superficie sulla quale si propaga. Sul mare l’attenuazione è molto bassa, mentre su terreno roccioso l’attenuazione è molto forte.
Le onde corte e la ionosfera
Le onde corte (SW, short waves) meritano un discorso a parte in quanto permettevano di mettere in comunicazione luoghi lontani fra di loro (nonostante la curvatura delle Terra) ancora prima della messa in opera dei satelliti artificiali per telecomunicazioni. Ciò è possibile perché esistono degli strati dell’atmosfera a quote molto elevate che riflettono queste onde.

Con le onde radio corte (short waves o SW) è possibile trasmettere a distanze molto grandi anche quando, a causa della curvatura della Terra, il ricevitore non può vedere direttamente l’antenna trasmittente.
Le onde medie (MW) non riescono ad attraversare lo strato D della ionosfera, che si forma durante le ore diurne. Le onde corte (SW) invece attraversano lo strato D e sono poi riflesse dallo strato F2.
Le onde radio di frequenza molto alta (VHF) penetrano entrambi gli strati: possono quindi essere usate per trasmissioni radio terrestri soltanto quando vi è una linea di vista tra trasmettitore e ricevitore, ma d’altra parte permettono di comunicare con satelliti in orbita al di sopra della ionosfera.
Quando la radiazione ultravioletta (UV) altamente energetica proveniente dal Sole raggiunge gli strati alti dell’atmosfera, interagisce con gli atomi lì presenti. L’energia UV ionizza gli atomi, cioè fa sì che uno o più elettroni (carichi negativamente) acquistino abbastanza energia da staccarsi dall’atomo a cui appartengono, così che quest’ultimo diventa uno ione carico positivamente.
Quindi a quote fra i 50 e i 300 Km di altezza, i gas che costituiscono l’atmosfera si trovano nello stato di plasma, che è il cosiddetto quarto stato della materia, ossia gas parzialmente o totalmente ionizzato, cioè costituito di particelle cariche elettricamente: elettroni e ioni. Da qui il nome ionosfera.
La ionosfera funziona da strato riflettente per le onde corte.
Le bande di frequenza
Fino al 1930 circa, la parte dello spettro delle onde radio sopra i 30 MHz era praticamente vuota: non esistevano segnali prodotti dall’uomo. Ai giorni nostri, lo spettro delle frequenze radio è estremamente sfruttato e viene per comodità diviso in varie bande di frequenza dai 3 kHz delle frequenze molto basse (VLF) fino ai 300 GHz delle frequenze estremamente alte (EHF).
Le bande di frequenza sono divise in base alle caratteristiche che ne determinano l’impiego in certi settori piuttosto che in altri.
Vediamo le bande di frequenza e descriviamo le caratteristiche delle varie bande (ELF, VLF-MF, HF, VHF-UHF, SHF-EHF).
ELF: Extremely low frequency = frequenze estremamente basse.
Frequenze sotto i 3 kHz, corrispondenti a lunghezze d’onda superiori ai 100 km.
Queste onde sono usate soprattutto nei sistemi di comunicazione per i sottomarini. L’acqua del mare presenta un assorbimento molto basso per onde tra i 5 e i 100 Hz.
L’effetto di queste onde sulla salute umana è sotto esame al momento. Secondo alcuni studi preliminari le onde ELF e campi magnetici oscillatori che si generano nelle vicinanze delle linee di trasmissione elettrica (o anche dalle coperte elettriche) possono avere effetti negativi sulla salute. Sono stati riportati casi nella letteratura scientifica medica per cui l’esposizione prolungata a campi magnetici di bassa intensità e di bassa frequenza pare potrebbe aumentare il rischio di leucemia, linfoma e tumori al cervello nei bambini. Naturalmente le ELF non hanno NESSUNA attinenza con aeroplani, scie contrails, nuvole di qualunque tipo, trasmissioni civili o militari. Pertanto sia chiaro che chi afferma che tutte queste cose sono responsabili di danni alla salute da ELF, vi sta raccontando una BUGIA SPUDORATA di cui non esiste uno stralcio di prova.
VLF-LF-MF:
Very low frequency, Low frequency, Medium frequency = Frequenze molto basse, frequenze basse, frequenze medie
Frequenze dai 3 kHz ai 3 MHz, ovvero lunghezze d’onda da 100 km a 100 m.
Queste bande di frequenze sono usate per servizi di tipo analogico a stretta larghezza di banda, impiegati nella navigazione radio a lunga distanza, nel telegrafo marittimo e i canali di soccorso (per l’SOS) e per le trasmissioni radio AM (Amplitude Modulation).
Poichè la larghezza di banda per queste frequenze è insufficiente, non sono adatte per i servizi di telecomunicazioni a banda larga quali la televisione e le trasmissioni FM (Frequency Modulation).
Come conseguenza dell’alta conduttività dell’acqua salata, le comunicazioni radio marittime nella banda VLF possono propagarsi come onde di superficie per migliaia di chilometri.
La banda MF (medium frequency) e anche detta MW (medium waves= onde medie)
HF: High Frequency = frequenze alte
Frequenze dai 3 MHz ai 30 MHz, ovvero lunghezze d’onda da 100 ai 10 m.
La banda HF alternativamente chiamata anche SW (short waves= onde corte).
La maggior parte delle radio onde nella banda HF sono allocate ai servizi di telecomunicazione vocale tra punti fissi o mobili che necessitano di larghezze di banda di meno di 12 kHz per la trasmissione.
Le trasmissioni internazionali (onde corte) avvengono in questa banda che è stata suddivisa in sette bande tra 5.9 MHz e 26.1 MHz.
Queste onde si possono propagare nonostante la curvatura della Terra e possono essere ricevute da apparecchi riceventi fuori dalla portata della linea visuale diretta con gli apparecchi trasmittenti grazie alle proprietà riflettenti della ionosfera.
A causa delle variazioni delle condizioni della ionosfera, le trasmissioni in questa banda variano durante il giorno e durante l’anno.
Di notte le comunicazioni fra posti lontani sono migliori, in quanto il solo strato ionosferico riflettente è lo strato più alto, il cosiddetto strato F situato intorno ai 300 Km di altitudine, col minimo di interferenze e assorbimento dei segnali radio.
Durante i massimi del ciclo undecennale delle macchie solari, la radiazione ultravioletta produce una maggiore densità di ioni e quindi degli ulteriori strati ionizzati irregolari che possono persistere anche per parecchi giorni. Questi fenomeni possono produrre disturbi nelle comunicazioni radio, come anche la possibilità di comunicazioni di solito impossibili.
VHF-UHF: Very High Frequency, Ultra High Frequency = frequenze molto alte, frequenze ultra alte
Frequenze dai 30 MHz ai 3 GHz, ovvero lunghezze d’onda da 10 m ai 10 cm.
Le frequenze di questa banda sono ulteriormente suddivise in bande il cui uso è stato regolamentato e allocato a vari servizi: alle trasmissioni radio FM, ai canali della televisione VHF e UHF.
La maggior parte della banda UHF è usata per i collegamenti a microonde e per la telefonia cellulare.
Parte della banda è anche usata per applicazioni di radio-navigazione (strumenti automatici di atterraggio), comunicazioni militari, e controlli radio per il traffico aereo.
Le frequenze usate dai telefonini sono fra 824 e 894 MHz per il sistema analogico AMPS e fra 1.850 e 1.990 GHz per il sistema digitale GSM.
La fascia tra i 1,227 e 1,575 GHz è utilizzata per il sistema globale di posizionamento (GPS) Navstar.

Per completezza, anche se esula dal nostro argomento: ai sistemi di allarme e ai sistemi di apertura telecomandata di porte e simili sono state riservate le frequenze attorno ai 40 MHz.
I radar del controllo del traffico aereo operano alle frequenze tra i 960 MHz e i 1,215 GHz.
Contrariamente ai segnali HF, le onde radio VHF-UHF attraversano la ionosfera senza venire riflesse e possono quindi venire usate per le trasmissioni extraspaziali con i satelliti artificiali.
Infine le onde di questa banda possono anche essere usate per trasmissioni terrestri oltre l’orizzonte utilizzando le irregolarità della troposfera (la parte bassa dell’atmosfera).
Queste irregolarità riflettono le onde in tutte le direzioni: i segnali UHF si propagano in molte direzioni e quindi si disperdono su una vasta area, cosicchè solo una frazione del segnale trasmesso viene ricevuto dal ricevitore. Inoltre, le condizioni meteorologiche variabili fanno sì che il segnale sia parecchio attutito.
L’assorbimento varia anche con la frequenza del segnale e dipende anche dal particolare percorso del segnale radio. Per questo motivo le trasmissioni che dipendono crucialmente dalla diffrazione atmosferica fanno uso di potenti trasmettitori, e di tecniche o combinazioni di tecniche atte a massimizzare la qualità del segnale ricevuto a seconda del posto, del tempo e delle frequenze usate.
SHF-EHF: Super High Frequency, Extremely High Frequency = frequenze super alte, frequenze estremamente alte
Frequenze dai 3 GHz ai 300 GHz, ovvero lunghezze d’onda da 10 cm a 1 mm.
Le onde di queste bande si propagano con forte degradazione del segnale per attenuazione e per cause atmosferiche (vengono riflesse dalle gocce di pioggia). Inoltre subiscono forti perdite di penetrazione, in particolare attorno a pareti ed edifici.
Per questi motivi, queste bande di frequenze sono le bande meno usate per comunicazioni terrestri.
Il vantaggio delle onde in queste bande è che permettono larghezze di banda di vari MHz, necessarie per le comunicazioni digitali ad alta velocità (fino ad 1 Gigabit al secondo).
La banda EHF in particolare viene utilizzata per comunicazioni fra satelliti e per la radionavigazione satellitare, applicazioni per le quali l’attenuazione atmosferica non è molto limitante.
Bene, vi abbiamo illustrato una panoramica delle frequenze elettromagnetiche e il loro uso.
Appare sin troppo eloquente che se il HAARP ha veramente lo scopo di creare “scudi magnetici” per far rimbalzare le onde radio (altrimenti per cosa? per far rimbalzare le mosche?) non si tratterebbe di un passo in avanti nella strategia militare o radioelettronica, bensì un clamoroso passo indietro. Gli aerei militari, infatti, si contattano in alta frequenza e tramite satelliti, mica usando le vetuste basse frequenze di Radio Vaticano che rimbalzano dappertutto sulla ionosfera e che possono essere captate da chiunque (nemici compresi)!! Quando mai si è vista una simile sciocchezza strategica in tempi moderni? Quando mai si è visto un caccia militare che usa la ionosfera e modulazioni in bassa frequenza per far rimbalzare le trasmissioni radio? I satelliti e i GPS consentono una copertura GLOBALE dell’intero pianeta. Non c’è angolo che non possano raggiungere i segnali satellitari, e non c’è operazione militare che non ne faccia uso.
Altro che ionizzare la ionosfera per arrivare più lontano!
Gli anni 40, i telegrafi senza filo, e le radio a galena, sono finiti da un pezzo, cari cospirazionisti!
Inoltre facciamo presente che il progetto Haarp è pubblico e ha un suo sito ufficiale liberamente visionabile da chiunque.
Il sito è questo: http://www.haarp.alaska.edu/
Praticamente è un progetto di ricerca civile per lo studio della ionosfera. Se fosse un progetto militare segreto, sarebbe protetto dalla segretezza più assoluta, questo è poco ma sicuro. Altro che sito ufficiale.
Inoltre, parlando di strategia militare, vorremmo che i cospirazionisti ci spiegassero (senza inventarsi trame da fantascienza) a che diavolo servirebbe la ionosfera durante un combattimento.
La ionosfera non serve proprio a niente.
Se c’è da intraprendere una azione militare contro una postazione nemica situata dall’altra parte del mondo, si va a bombardare con gli aerei come si è sempre fatto. Ora poi che gli aerei comunicano tramite satelliti, sono stealth, e hanno bombe di precisione a guida GPS, che razza di ARMA potrebbe rappresentare la ionosfera, e a cosa servirebbe?
A comunicare con gli aerei come si faceva 60 anni fa? A far rimbalzare le onde radio dappertutto come si faceva 60 anni fa? A “scandagliare” il nemico da 6000 km di distanza dal teatro operativo, quando oramai tutto il mondo usa i satelliti spia che sono mille volte più precisi ed efficienti, hanno una copertura globale del pianeta, hanno fotocamere capaci di fotografare dettagli impensabili, nonché rilevatori operanti su qualunque spettro o gamma di frequenza? A modificare il clima sull’area di combattimento, chessò, a generare uragani dove non si possono formare? O forse a provocare terremoti muovendo immense piattaforme tettoniche come solo madre natura riesce a fare nel corso dei millenni? O ancora a fare eruttare dei vulcani “a scelta” con la sola pressione di un pulsante?
Ma per favore, non fateci ridere. Guardare troppi film, fa male.
E comunque senza andare a scomodare il sito Haarp, ci sono altri siti che fanno studi simili anche in Italia, e tutti liberamente visionabili con tanto di normative liberamente scaricabili. Non c’è nulla di anomalo, di sospetto, o di segreto.
Qui trovate il sito di Rilevazioni Ambientali di Milano
http://www.studiosra.it/
Qui trovate il sito del FISBAT-CRN:
http://www.fi.cnr.it/r&f/n9/bonasoni.htm
http://www.fi.cnr.it/r&f/n9/tomasi.htm
http://www.fi.cnr.it/r&f/n9/tomasi1.htm
http://www.fi.cnr.it/r&f/n9/mugnai.htm
http://www.fi.cnr.it/r&f/n9/perrino.htm
http://www.fi.cnr.it/r&f/n9/maracchi.htm
Qui le ricerche sulle ELF effettuate dall’associazione ARPA in italia:
http://www.arpa.emr.it/elettrosmog/microcellesilvia.html
Altri siti vari (per comodità, sempre in italiano)
http://www.epicentro.iss.it/problemi/campi/studi.htm
http://www.arcetri.astro.it/~comore/campiem/rassegne.html
Facendo un po’ di ricerca in rete si possono trovare molti altri siti ATTENDIBILI di comprovati ricercatori, istituti, amministrazioni, che svolgono ricerche molto serie su questi argomenti senza saltar fuori con panzane da circo che con la ricerca scientifica non hanno nulla a che vedere. Vedrete che non ce n’è uno (e se doveste trovarlo, è un sito bufala!) in cui compare una qualsiasi analogia tra elettromagnetismo e scie degli aerei.
In conclusione, i cospirazionisti non hanno perso tempo anche questa volta. Com’è nel loro costume sono andati in giro per il web a pescare un po’ di “questo”, un po’ di “quello”, un po’ di “quell’altro”, per poi unire il tutto in un bel “brodo bufala” in cui ingredienti non hanno nessuna attinenza tra loro.
Si comincia prima con le scie, poi ci si attacca all’elettromagnetismo, poi ai terremoti (!!!!), agli arcobaleni, al mal di testa, alla gastrite, agli Ufo, all’impotenza sessuale……e chi più ne ha più ne metta.
Infine si condisce il tutto con una bella spruzzatina di foto bufale e teorie bufale, ed ecco a voi la ricetta perfetta per la bufala perfetta. Un bel “pastone” contenente di tutto e di più. Il tutto, ovviamente, FALSO.
Ricordate. Queste persone sono le stesse che affermano che l’uomo non è mai andato sulla Luna, giusto per darvi un’idea di chi avete di fronte.
La scelta la lasciamo al lettore.
6. TESTIMONIANZE
LE TESTIMONIANZE DIRETTE DEI PROFESSIONISTI CHE LAVORANO NEL SETTORE AERONAUTICO
Le testimonianze sotto elencate provengono da piloti professionisti e manutentori professionisti, nonché da altri addetti che lavorano nell’aviazione da anni, con serietà, competenza, rispetto, forte coscienza professionale. A differenza delle dichiarazioni bufale riportate dai siti cospirazionistici (dichiarazioni che vengono pescate in giro per la rete senza ritegno e senza attendibilità da parte di chi le scrive), noi GARANTIAMO L’AUTENTICITA’ delle nostre dichiarazioni, nonché dei personaggi che le hanno scritte.
Lasciamo dunque parlare questi professionisti a cui va tutto il nostro più sincero “grazie” per il delicato compito che essi svolgono e per la dedizione che mettono in campo tutti i giorni a vantaggio per la nostra sicurezza.
—
Buongiorno, mi chiamo Nicolino Ruotolo, ho 27 anni e vivo a Bari. Lavoro da 4 anni nel settore della manutenzione dei velivoli di AG, da 3 anni ricopro il ruolo di Responsabile della Manutenzione e della Gestione Tecnica per la ditta di manutenzione CIT 1235/M. Inoltre ho la licenza di Pilota Privato SEPland da 4 anni, avendo accumulato sino ad oggi circa 225 ore di volo. Vi garantisco che sui velivoli da me gestiti per settore tecnico e manutentivo e da me pilotati non vi sono installate armi chimiche di alcun genere, né abbiamo ordini dati da chissachi per attuare avvelenamenti chimici segreti contro la popolazione inerme. Collaboro, inoltre, saltuariamente per altre ditte di Manutenzione per aeromobili e posso garantire che nessun aereo da me controllato e o pilotato ha mai avuto imbarcate armi chimiche segrete volte a procurare danni a persone o cose.
Nicolino Ruotolo
Nicolino Ruotolo
Responsabile Manutenzione e Gestione Tecnica
ditta di P.M. CIT 1235/M
Aeroporto Bari-Palese
70057 – Bari
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La mia è la testimonianza di un assistente di volo, in servizio regolare da ormai dieci anni, che “vive” quotidianamente aerei diversi. Abilitato su B 777, B 767, Md 80, ho anche volato su A-321, MD11, A300, B747. A bordo trascorro una media di 80 ore al mese, e ho modo di utilizzare gli impianti della cabina passeggeri, i galleys, le toilettes, oltre che accedere alla cabina di pilotaggio e guardarne i contenuti.
Vedo fare rifornimenti carburante, manutenzione ordinaria e straordinaria, interventi tecnici su sistemi e apparati, motori e fusoliere, restando dietro i finestrini o scendendo sul piazzale, faccio giri esterni di controllo insieme ai piloti, ma non ho nessuna evidenza di manomissioni o “aggeggi” che nulla hanno a che fare con i normali componenti presenti in un aeroplano, di impianti strani, di fantomatici disegni eversivi, di una qualunque prova che mi possa far credere ad un complotto.
E soprattutto credo sia per lo meno bizzarro attuare un disegno criminoso e volerlo celare ai più, mentre le prove sono lì, a portata d’occhio di chiunque.
AviatorAZ
Web site: http://blog.libero.it/AviatorAZ
MSN: http://members.msn.com/aviatoraz@hotmail.it
7. CONCLUSIONI
Con questo lavoro si è voluto spiegare in maniera scientifica e corretta cosa sono le contrails e la loro origine, introducendo anche alcuni concetti di meteorologia, spiegando il funzionamento dei motori e in cosa consistono le loro emissioni, in modo che il lettore abbia in mano tutte le informazioni che gli servono per farsi una propria idea riguardo al fenomeno delle scie.
In risposta a quanto sostenuto da altri siti esistenti sulla rete, che sostengono l’esistenza di fantomatiche “scie chimiche” ad opera di organizzazioni governative che vogliono manipolare il clima o chissà quali complotti, noi, come più importante portale di aviazione italiano, abbiamo voluto con questo articolo porre una parola definitiva, scientifica e documentata, per spiegare una volta per tutte cosa sono le scie degli aerei, le contrails, cioè dei fenomeni del tutto normali e assolutamente non dannosi per il clima, l’atmosfera e l’uomo.
La missione di md80.it, che accomuna tutti gli appassionati che lo frequentano, è quella di diffondere nel nostro paese la CULTURA AERONAUTICA. Purtroppo in Italia essa è molto carente, sostituita da sensazionalismi, notizie inutilmente allarmistiche (ad esempio piccoli inconvenienti trasformati dai titoli dei giornali in “stragi sfiorate”) che confondono ulteriormente le idee alla gente, diffondendo un idea errata del mondo dell’aviazione.
In questo terreno possono insinuarsi facilmente persone che, sfruttando la disinformazione scientifica, si pongono come portatori di verità assolute cercando di convincere le persone dell’esistenza di fatti assurdi, come le “scie chimiche”, screditando il mondo aeronautico già abbondantemente e ingiustamente tartassato; senza la conoscenza dei fatti, è facile cadere nel tranello e farsi convincere. L’arma migliore che abbiamo a disposizione è la conoscenza: con la conoscenza ogni uomo può formarsi una propria opinione, e non cadrà vittima di chi vuole influenzarlo.
Noi abbiamo voluto dire la nostra, in modo che sulla rete non ci sia solo la loro voce, ma anche la nostra, formata da un coro di persone appassionate e competenti, fondata sulle leggi della fisica e su dati scientifici, non su interpretazioni strane o tesi complottistiche tutte da dimostrare.
Questo piccolo contributo speriamo vivamente serva a far comprendere quanta professionalità, tecnologia e passione ci sono in chi lavora nel mondo aviatorio, dove nulla è lasciato al caso e dove tutto è finalizzato a raggiungere massima efficienza e massima sicurezza.
Un ambiente formato da uomini che con il loro studio, la loro competenza, il loro impegno, permettono a milioni di persone di potersi spostare in totale tranquillità in ogni parte del mondo, ripetendo ogni volta quella magia che è il volo.
Noi di md80.it, mossi dalla nostra grande passione, continueremo sempre la nostra “battaglia” per far comprendere a tutti la meraviglia del volo e diffondere la conoscenza aeronautica, battendoci con umiltà ma anche con forza contro chi invece cerca di screditare questo mondo, magari proponendo tesi assolutamente prive di qualsiasi fondamento e ragione scientifica.
Nel ringraziarvi per la visione del nostro articolo vi lasciamo con una immagine poetica. E’ una semplice fotografia, ma in essa è racchiuso tutto il genio dell’uomo, la sua tenacia, le sue fatiche, le sue conquiste, e tutto ciò che è stato fatto per permetterci di rendere reale un sogno antico: volare!
Crediamo che nulla sia più eloquente di questa immagine. L’aeroplano e la Luna. La tecnologia dell’uno che ha reso possibile la conquista dell’altro. Chissà se i fratelli Wright avrebbero potuto immaginare quanto in alto saremmo arrivati!
Lo staff di md80.it
HOAX.IT DICE ottimo lavoro, agli amici di md80.it

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| Il senatore del Paraguay Armamdno Espinola (da Internet) |
Armando Espinola è l’uomo del momento in Paraguay. L’occhialuto e quasi calvo senatore liberale è stato, infatti, sorpreso a chattare con una ragazza sconosciuta durante una seduta del Congreso (il parlamento bicamerale, ndr), mentre si stava discutendo, fra le altre cose, anche della creazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale e del tributo al musicista Florentin Gimenez. CONVERSAZIONE INFUOCATA - Durante l’infuocata conversazione via Messenger la ragazza, indicata con il nome di “Catalina”, ha mostrato anche alcune sue foto nuda, per la gioia del compagno di chat, identificato semplicemente come “Armando”, e di altri due senatori – Oscar Denis e Alfredo Jaeggli – che assistevano come spettatori. Espinola era talmente infervorato nella “chiacchierata online” da non accorgersi che alcuni giornalisti lo stavano guardando e gli stavano scattando delle foto. Foto che sono finite sull’agenzia Ultima Hora e da qui sulla Rete, esponendo così l’uomo politico alla pubblica vergogna. Non solo. Ad un certo punto, il senatore ha pure alzato un braccio per votare una delle norme in discussione nella seduta, sebbene il sospetto che non sapesse nemmeno di cosa si trattasse è quasi certezza, visto che solo dopo qualche minuto ha saputo che era per la legge sulla salute sessuale e la riproduzione.
GIUSTIFICAZIONI - Dopo essere stato beccato con le mani sulla tastiera e la faccia incollata al video, Espinola ha cercato di giustificarsi a Radio 1° de Marzo, spiegando che stava chattando con un amico e che sarebbe stato proprio quest’ultimo a inviargli le foto della ragazza seminuda, che lui avrebbe poi commentato per scherzo con gli altri due colleghi. Quanto a “Catalina”, la donna sarebbe solo una parente, che non avrebbe nulla a che fare con l’altra storia e con la quale il senatore dice di non avere alcun rapporto intimo. Il blog paraguayano El Brujo Politicoha, però, pubblicato un estratto della chat dove “Catalina” si diverte a provocare i tre uomini che la stanno guardando e chiede ad “Armando” un regalo, l’ultimo profumo di Christian Dior. Le immagini del “broccolamento virtuale” del senatore liberale con la sua “amica” misteriosa sono anche diventate un video musicale dal titolo Video hot de Armando che sta spopolando nel paese sudamericano.
«SARO’ PIU’ CAUTO» – Espinola, leader del movimento “Unidad para la Victoria Liberal” e fautore di una politica al servizio della gente, ha smentito di non sapere di cosa si stesse dibattendo in Aula. «Leggo sempre l’ordine del giorno dei lavori in programma – ha spiegato – quindi sapevo gli argomenti che venivano trattati. Comunque, ho imparato la lezione e mi dispiace aver commesso questa imprudenza. Come uomo pubblico, infatti, avrei dovuto sapere che ogni nostro gesto, ogni nostra conversazione finisce sotto il controllo della stampa. D’ora in avanti sarà più cauto». La chat a luci quasi rosse del senatore ha, però, portato alla luce il segreto meno segreto del governo del Paraguay: ovvero, l’uso personale dei PC forniti agli esponenti politici dal Congreso e regalo del governo di Taiwan.
Simona Marchetti
Fonte : Corriere
dal blog spagnolo ARMAAAANDO…..

En todas partes se cuecen habas. Al igual que en nuestro Congreso cholo, con empleados fantasmas, una serie de gollerías y una precaria imagen ante la población, en Paraguay la cosa parece que no es muy diferente. Allí, en el propio Congreso paraguayo, un congresista fue pescado en un chat super erótico. El legislador mantuvo una charla de alto voltaje con una joven, quien le mostró fotografías desnudas.
Las fotografías lo dicen todo: Armando Espínola, senador liberal, pasó parte importante de la sesión legislativa de ayer chateando con una joven, quien le envió una imagen en una pose comprometedora, informó el portal Última Hora.

Mientras sus colegas Óscar Denis y Alfredo Jaeggli se sumaron a la conversación y, entre bromas, opinaron sobre la mujer, en el recinto se trataba la creación de la Orquesta Sinfónica nacional y el homenaje al músico Florentín Giménez.
La conversación se realizó vía Messenger. La mujer se identificó como “Catalina”, mientras que el legislador fue, simplemente, “Armando”.

Tan concentrado estaba Espínola en su charla que no se percató que varios periodistas lo estaban fotografiando. Incluso levantó la mano al momento de votar una de las normas que estaba en discusión, aunque se sospecha que no tenía mucha idea de lo que se estaba hablando en el recinto. Y pocos minutos después iba a tratarse la Ley de Salud Sexual y Reproductiva.

Este hecho desnudó algo que era un secreto a voces: el uso personal que los legisladores dan a las PC dadas por el Congreso paraguayo, que llegaron a las autoridades producto de una donación del Gobierno de Taiwán.
“Era una pariente”
En tanto, Espínola declaró a la emisora de Asunción Radio 1º de Marzo que estaba chateando con un amigo, quien fue el que le mandó la fotografía de la mujer semidesnuda, y que la otra conversación la estaba manteniendo con una “pariente que no tiene nada que ver con este asunto y con quien no tengo ninguna relación íntima ni nada”.
Por otra parte, aclaró que sabía perfectamente qué se estaba tratando en el recinto, porque siempre lee el orden del día antes del inicio de la sesión.
“Como hombre público tengo que sacar la lección que en cada acto uno esta expuesto al escrutinio de la prensa. Voy a ser más prudente. Lamento mucho haber cometido esa imprudencia“, finalizó el legislador.
Extracto del chat de Armando Espínola: |
Armando: Jaeggli no cree que seas vos. Tampoco Óscar.
Catalina: no me parezco pio, vida.
Armando: Sí. No entiendo qué puta decís por los dibujitos de mierda.
Catalina: o sea que él piensa que no estoy tan bien como la de la fotografía.
Catalina: qué me darás. Me encantan los regalos
Armando: vas a ver.
Catalina: qué veré. El último perfume de Cristian Dior Midnigth. Sí porfi. Mil gracias.