Polizia di Stato e leggende metropolitane

Inserito da 21 maggio, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Leggende Metropolitane

“Oltre una certa velocità gli non ti prendono”.

“Se passi in di emergenza il non legge la targa”.

“Metto il cd sul parabrezza così il raggio del telelaser rimbalza”.

Queste e altre “favole” sono stati oggetto di discussione all’incontro “Polizia di Stato e leggende metropolitane” a in occasione del 159° .

Tutti miti dagli esperti della Stradale e della Postale, la Dott.ssa Mancini e il Dott.Zireddu incalzati dalle domande della “”, .

Uno su tutti: percorrere l’emergenza in autostrada non solo non ti nasconde alla telecamera del tutor, ma è pericoloso per te e per gli altri e la sanzione è molto più grande di quella prevista per il superamento del limite di velocità.

L’importante è preservare e non inventarsi “trucchetti” e nuovi modi per fare ricorso e non pagare le multe.

“Tutor e autovelox non servono per fare agguati al cittadino o arricchire le casse dell’erario, ma per prevenire incidenti.” Elisabetta Mancini, vice questore aggiunto della Polizia di Stato.

Fonte: Agente Lisa

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Attenti a Mac Defender o Mac Security. Non installate questo malware

Inserito da 20 maggio, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Exploits

Evitare di installare Mac Defender o sono software malevoli,
Finti antivirus rubano dati carte di credito e password

A far scattare l’allarme è un software ‘malevolo’ che propone l’acquisto di un antivirus – ‘Mac Defender’ o ‘Mac Security’ – che compare sul browser dell’utente preso di mira dopo che sono apparse delle immagini porno. Secondo quanto si legge sul sito specializzato del gruppo editoriale informatico , negli Usa dal 30 aprile scorso le richieste di assistenza contro questo attacco ‘’, ad , la struttura di supporto degli utenti , sono cresciute sostanzialmente. Dal quartier generale della a Cupertino fino ad ora non é arrivata nessuna conferma. Anzi, secondo un memo interno (‘EM406′), pubblicato ieri sera dal blog di ZdNet, la raccomandazione è piuttosto quella di “Non confermare o negare che esista un attacco malware contro il Mac”. Nella lista di istruzioni destinate agli operatori di AppleCare si dice anche di non dare consigli su quali software installare o su come rimuovere il ‘malware’ stesso.

Operazione quest’ultima, comunque piuttosto semplice secondo gli esperti e sulla quale si possono trovare ampie indicazioni sui vari forum online sui Mac. In effetti il ‘malware’, spiegano gli esperti, non sfrutta falle del sistema operativo Apple, come avviene invece per altri ‘software malevoli’, ma piuttosto la mancanza di dimestichezza degli utenti della mela con queste problematiche, e questa sarebbe la ragione delle indicazioni operative di Cupertino. Il memo interno della Apple, comunque, anche che la comparsa del messaggio di per sé non comporta problemi – basta chiudere il browser per eliminarlo -, ma se si accetta di installare il finto antivirus, fornendo username e password (obbligatorie sul Mac), e poi si danno anche i dati della carta di credito per pagarlo, tutti questo finisce immancabilmente ai criminali informatici. Come se non bastasse, il ‘malware’ ‘rifiuta’ anche di accettare i dati della , dicendo che non è valida, per far usare più carte. “C’é stato anche chi ha provato ben cinque carte di credito prima di chiamarci – ha uno degli addetti Usa di AppleCare, che ha voluto rimanere anonimo, al blog di ZDNet – ma se non si clicca sull’installazione il ‘cavallo di Troia’ non viene installato sul Mac”. Il problema, spiegano gli esperti, è però che molti utenti, non abituati a questo tipo di insidie divenute ormai familiari in altri sistemi operativi, pensano si tratti di un aggiornamento software fornito dalla stessa Apple.

 

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Meno truffe via email, oggi il virus viaggia sui social network

Inserito da 13 maggio, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

I virus informatici viaggiano sempre meno via email e sempre più spesso si trasmettono attraverso i social network. Lo raccontano gli addetti ai , e lo conferma anche autore di un rapporto semestrale sulla sicurezza la cui ultima edizione, riguardante il periodo luglio-dicembre 2010, è stata pubblicata ieri. Il report, basato sull’analisi di 600 milioni di sistemi di 117 paesi del mondo, segnala un aumento di oltre il 1200 % di attacchi di sui siti di , diventati terreno fertile per ogni forma di criminalità informatica.
L’ultimo caso noto riguarda il propagarsi, su e altri siti, di link che avrebbero dovuto condurre a materiale inedito sulla morte di Bin Laden; in realtà, cliccandoci sopra, l’ utente veniva portato a una pagina costruita in modo tale da installare silenziosamente un virus sul suo pc o da carpire in maniera fraudolenta i suoi dati di accesso al sito.

Ma, se l’allarme su questo espediente si è diffuso con sufficiente rapidità, esistono numerosi casi di phishing di cui si parla poco. “È molto semplice – spiega di The Fool, società che si occupa della moderazione delle property su Facebook e altri “social” di vari marchi – per un malintenzionato mettere un link infetto sulla pagina di un grande brand; e se il reparto ’azienda non si è attrezzato per un monitoraggio costante tale collegamento può restare online anche per alcune ore, con gli effetti che si possono immaginare se la pagina in questione ha magari più di un milione di fan”.

Una volta che un criminale si è impadronito dei dati di accesso di un utente, può sfruttarli può sfruttarli per ogni genere di truffe, le più comuni delle quali sono i tentativi di estorsione nei confronti degli “amici”. “Scrivono un messaggio ai contatti – prosegue Flora – dicendo ad esempio di trovarsi all’estero, di aver subito una rapina e di aver bisogno urgente di soldi e spesso questo tipo di raggiro, provenendo da qualcuno che si crede di conoscere, funziona”.

Una delle caratteristiche che differenzia il phishing da altre cyber truffe, è che può restarne vittima più volte anche lo stesso soggetto. “Se anche l’utente risulta essere stato coinvolto in precedenza in una frode non è che sviluppi una capacità critica tale da potersi difendere in seguito, se la tipologia di attacco muta – sottolinea l’esperto di sicurezza Massimiliano Forner – la volta successiva, al posto di abboccare alla “classica” email di phishing, potrebbe essere esposto catturato ad esempio da un falso portale di login, una situazione molto diffusa tra i partecipanti a giochi di ruolo multiplayer, o fra i fruitori di servizi quali quello fornito da Microsoft per l’X-Box”.

Il Sirv10 (Security Intelligence Report Volume 10) di Microsoft mette l’accento anche sul diffondersi dello “scareware”, finti antivirus da scaricare online che nascondono essi stessi delle minacce informatiche. “Ancora nel 2010 – racconta Forner – Symantec ha rilasciato un rapporto ove dichiarava come questo genere di “software di sicurezza” producano un fatturato molto maggiore rispetto alle controparti autentiche e realmente affidabili. Questo perché l’utente medio non si ferma a riflettere, ma procede come un treno in corsa. L’importante è che lui creda di essere al sicuro, di aver risolto un problema e poi, ciò che è stato è stato”.

Infine, il Security Intelligence Report mostra un aumento della presenza di adware, programmi che contengono annunci pubblicitari basati sulle abitudini di navigazione dell’utente. Nel 2010 a livello mondiale sono aumentati del 70%; e anche in Italia rappresentano la principale categoria di rilevato.

fonte: la stampa

 

 

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Parma, Via Bixio, rapina inventata la commessa aveva perso l’incasso

Inserito da 10 maggio, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Nessun alla . I carabinieri hanno scoperto che il rapinatore di siringa è stato della della dipendente, che ora rischia di essere denunciata per simulazione di reato. Il rapinatore avrebbe colpito alla sei del mattino dello scorso giovedì. di una siringa avrebbe fatto irruzione nella panetteria di via Bixio, per sottrarre l’incasso del giorno prima, minacciando una commessa del negozio, a cui sarebbero stati rubati anche gli orecchini. Ma la rapina non c’è mai stata. La commessa si è inventata tutto. Questa la ricostruzione dei fatti dei carabinieri, dopo aver vagliato la testimonianza della dipendente.

UNA – La donna ha inventato la storia per coprire il fatto di aver gettato per sbaglio tra i rifiuti l’incasso di mercoledì 4, circa 500 euro custoditi all’interno di una busta. Si è accorta ’errore solo la seguente. Ha provato a guardare nella spazzatura, ma ormai era troppo tardi. I rifiuti erano già stati portati via. Così ha partorito l’immaginario rapinatore armato di siringa, per poi confessare tutto agli uomini dell’arma. La commessa ora potrebbe essere denunciata per simulazione di reato.

fonte la repubblica di parma

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La commissaria Neelie Kroes promette controlli su velocità «ipotetiche» e sui blocchi alle applicazioni Voip

Inserito da 20 aprile, 2011 (0) Commenti

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Basta con le promesse. Giro di vite della Ue sui provider: la neutralità e la trasparenza della Rete devono essere garantite. Stop quindi alle «ipotetiche» cifre sulla velocità di Internet e,anche, al blocco dei servizi concorrenti delle compagnie telefoniche come Skype.

DIRETTIVA – È il della direttiva Ue che a partire dal 25 maggio sarà in vigore nei 27 paesi ’ Unione e che è stata presentata martedì da , commissaria per la digitalizzazione ’Europa. La normativa riguarderà la che quella mobile: «Sono totalmente convinta che ogni cittadino europeo abbia il diritto di navigare in una Rete che libera e trasparente», ha la commissaria. La della Kroes è quella della massima affinché i provider garantiscano «neutralità e trasparenza e qualità» dei loro servizi, permettano ai consumatori il cambio di operatore «in un solo giorno» e non provino a «bloccare o strozzare certi tipi di traffico». La commissaria ha anche promesso che, entro la fine dell’anno, verrà pubblicata una lista degli operatori che realizzano queste «dubbie pratiche».

«Sin dal primo giorno dell’ in vigore della direttiva – ha detto Kroes – vigileremo, in collaborazione con le Autorithy nazionali, affinchè Internet sia uno strumento aperto». Nella sua azione di controllo la Kroes ha annunciato che agirà in stretta collaborazione con il commissario alla concorrenza, Joaquim Almunia. Tra i problemi evidenziati dalla commissaria, uno dei più comuni è quello della discrepanza tra pubblicità e realtà dei fatti in di velocità della connessione Internet: «Non si devono dare – ha affermato – informazioni ipotetiche, con velocità che si raggiungono solo se nessuno nel vicinato è connesso». Altro punto sensibile sono le videochiamate o le telefonate via Skype, con alcuni operatori di telefonia mobile che impediscono l’accesso. «Faremo tutto il possibile per garantire la concorrenza e la libertà di scelta dei consumatori: entro la fine dell’anno pubblicheremo i risultati del monitoraggio e se non sarò soddisfatta non esiterò a varare misure più stringenti, anche di carattere legislativo». La Kroes ha inoltre aggiunto che, se sarà necessario, arriverà a «proibire qualsiasi blocco di servizio e di applicazione legali». «NET NEUTRALITY» – La direttiva dell’Unione Europea si inserisce all’interno di un vivo dibattito , presente sia in Euopa che negli Stati Uniti, sulla cosiddetta «net neutrality»: secondo i sostenitori della trasparenza sul web, tutti i servizi online dovrebbero essere gestiti in modo più equo per promuovere la concorrenza.

fonte corriere.it

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Shakira, furto anello solo una bufala

Inserito da 19 aprile, 2011 (0) Commenti

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smentisce il furto avvenuto durante un suo in Messico il 7 aprile scorso. La notizia era circolata in seguito a un video postato su YouTube da alcuni fan che mostrava la cantante tra la folla stringere le mani degli spettatori. Ma una delle mani che spuntavano dal pubblico, con un gesto repentino, sembrava davvero essere riuscita a sfilarle qualcosa dalla mano.

“Non c’è niente di vero in questa situazione. Un fan ha afferrato e lei ha guardato in basso. Anzi il suo anello è ancora visibile sulla mano mentre continua a camminare tra la folla”.

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