MafiaaFire per Firefox
Si tratta di :News
La Mozilla Foundation assicura che l’estensione MafiaaFire per il browser Firefox continuerà ad essere distribuita nonostante le recenti polemiche scatenate dall’ICE (Immigrations and Custom Enforcement).
MafiaaFire permette agli utenti di raggiungere comunque, su indirizzi alternativi, siti oscurati dalle autorità americane. Wikileaks, ad esempio, che gli Usa vedono come il fumo negli occhi, e tutti i siti percepiti come una minaccia alla sicurezza nazionale. L’autorità statunitense, infatti, ha richiesto alla Fondazione Mozilla di non consentire più l’utilizzo di MafiaaFire, il cui scopo è quello di rendere accessibili dei siti Web che sono stati recentemente messi all’indice perché accusati di favorire la condivisione illegale di materiale coperto da diritto d’autore.
il link per scaricare http://mafiaafire.com/
Scelta del browser: informazioni utili sull’aggiornamento (KB976002)
Si tratta di :Sicurezza
dopo il ballot screen diffuso come aggiornamento e la conseguenziale perdita di utenti…
sarebbe meglio dire l’esodo da internet explorer, o meglio la fuga da un browser sentito come una
forzatura adesso la Microsof ha be pensato di rilasciare l nuova beta di internet explorer 9 ma badate bene
se avete un computer con installato windows xp non sarà possibile installare internet explorer 9, perchè hanno deciso così.
Utenti di windows xp saprete sopravvivere a questa “chicca tecnologica” o comprerete un nuovo computer
più potente che vi consentirà di produrre un quantitativo maggiore di Co2 ?
che l’installazione di ie9 contribuisca alla deforestazione ?
sono solo alcuni dei dubbi…
menomale che ognuno può liberamente scegliere se sdradicare dal sistema operativo internet explorer o accudirlo e sfamarlo con risorse e quant’altro in termini di prestazione e utilità…
disclaimer con questo non sto dicendo che ie sia un browser inferiore agli altri ma essendo un prodotto destinato alla massa colpisce più frequentemente le fantasie di virus maker, cracker, creatori di script e quant’altro per “impallinare” il maggior numero di computer…
per adesso alcuni dicono che l’uso di ie dopo l’introduzione del ballot screen sia scesa al 60 % voi ci credete ? io dico che queste percentuali non reggono…
usando browser alternativi come mozilla firefox ed altri avrete a mio parere una navigazione sicura e open source
non conosci mozilla Firefox ?
Vulnerabilita’ multiple in Opera Web Browser
Si tratta di :Sicurezza
Descrizione del problema
Sono state riportate alcune vulnerabilita’ in Opera, che potrebbero essere
sfruttate da un attaccante per aggirare restrizioni di sicurezza, ottenere
informazioni sensibili e, potenzialmente, per compromettere un sistema utente.
: Software interessato
Versioni di Opera precedenti la 9.6
:: Impatto
Bypass dei controlli di sicurezza
Esposizione di informazioni sensibili
Esposizione di informazioni di sistema
Denial of Service
Accesso al sistema
:: Soluzione
Aggiornare Opera alla versione 9.6 :
http://www.opera.com/download/
:: Riferimenti
Opera
http://www.opera.com/support/search/view/901/
http://www.opera.com/support/search/view/902/
Vulnerabilita’ in Mozilla Firefox 3.x
Si tratta di :Sicurezza
Descrizione del problema
Mozilla ha pubblicato un security advisory relativo
ad alcune vulnerabilita’ presenti nel browser Firefox.
:: Piattaforme e Software interessati
Firefox versioni precedenti alla 3.0.2
:: Impatto
Security restrictions bypass
Exposure of system information
Exposure of sensitive information
System access
DoS
:: Soluzione
Aggiornare Firefox alla versione 3.0.2
http://www.mozilla.com/en-US/firefox/all.html
http://www.mozilla.com/en-US/firefox/
:: Riferimenti
Mozilla Security Advisory
http://www.mozilla.org/security/known-vulnerabilities/firefox30.html
http://www.mozilla.org/security/announce/2008/mfsa2008-40.html
http://www.mozilla.org/security/announce/2008/mfsa2008-41.html
http://www.mozilla.org/security/announce/2008/mfsa2008-42.html
http://www.mozilla.org/security/announce/2008/mfsa2008-43.html
http://www.mozilla.org/security/announce/2008/mfsa2008-44.html
Mitre’s CVE ID
http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvename.cgi?name=CVE-2008-3837
http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvename.cgi?name=CVE-2008-4058
http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvename.cgi?name=CVE-2008-4060
http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvename.cgi?name=CVE-2008-4061
http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvename.cgi?name=CVE-2008-4062
http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvename.cgi?name=CVE-2008-4063
http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvename.cgi?name=CVE-2008-4064
http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvename.cgi?name=CVE-2008-4065
http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvename.cgi?name=CVE-2008-4067
http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvename.cgi?name=CVE-2008-4068
Securityfocus Bugtraq ID
http://www.securityfocus.com/bid/31346
Secunia
http://secunia.com/advisories/32011/
FrSIRT
http://www.frsirt.com/english/advisories/2008/2661
Red Hat
https://rhn.redhat.com/errata/RHSA-2008-0879.html
Ubuntu
http://www.ubuntu.com/usn/usn-645-1
http://www.ubuntu.com/usn/usn-645-2
Vulnerabilita’ multiple in Opera Web Browser
Descrizione del problema
Sono state segnalate varie vulnerabilita’ presenti nel browser web Opera, che potrebbero essere sfruttate per aggirare restrizioni di sicurezza, ottenere accesso a informazioni riservate, o prendere il controllo di un sistema affetto.
La prima vulnerabilita’ e’ causata da un errore che si verifica se il browser viene aperto da un’altra applicazione quando e’ stato registrato come gestore di uno specifico protocollo, e puo’ essere sfruttata per causare un blocco del sistema o per eseguire codice arbitrario.
La seconda vulnerabilita’ e’ dovuta ad un errore nel modo in cui il browser controlla quali frame vanno cambiati, e puo’ essere sfruttata da un sito appositamente predisposto, per cambiare l’indirizzo di frame che puntano ad altri siti all’interno di ogni finestra di browser aperta, e mostrare informazioni ingannevoli.
La terza vulnerabilita’ e’ causata da un errore non specificato nella validazione dell’input, che potrebbe permettere cross-site scripting.
La quarta vulnerabilita’ e’ causata da un errore nel gestire parametri malformati in congiunzione con scorciatoie di tastiera personalizzate e comandi di menu, e puo’ essere sfruttata per eseguire codice arbitrario.
La quinta vulnerabilita’ e’ dovuta al fatto che il browser mostra scorrettamente l’icona di padlock quando pagine non sicure caricano contenuti sicuri all’interno di un frame, e puo’ essere sfruttata inducendo la finestra di dialogo di security information a considerare la connessione sicura.
La sesta vulnerabilita’ e’ causata da un errore nell’iscriversi a news feed usando il bottone di iscrizione ai feed, e puo’ essere sfruttata per cambiare l’indirizzo della pagina.
:: Software interessato
Opera versione 9.51 e precedenti
:: Impatto
Bypass dei controlli di sicurezza
Esposizione di informazioni sensibili
Spoofing di indirizzi
Denial of Service
Accesso al sistema
:: Soluzione
Aggiornare Opera alla versione 9.52
http://www.opera.com/download/
:: Riferimenti
Opera
http://www.opera.com/docs/changelogs/windows/952/
http://www.opera.com/support/search/view/892/
http://www.opera.com/support/search/view/893/
http://www.opera.com/support/search/view/894/
http://www.opera.com/support/search/view/895/
http://www.opera.com/support/search/view/896/
http://www.opera.com/support/search/view/897/
Securityfocus Bugtraq ID
http://www.securityfocus.com/bid/30768
Apple e le spine dell’iPhone 2.0: dalla “black list” alla sfuriata di Jobs
Si tratta di :News
ARTICOLO DI GIANNI RUSCONI PER IL SOLE 24 ORE

Dopo l’abbuffata di annunci intercorsi fra la metà di giugno e la fine di luglio, ci si poteva aspettare un po’ di tregua in casa Apple per il suo prodotto da vetrina, il nuovo iPhone. E invece no. Da Cupertino le novità sono continuate a piovere e con esse anche indiscrezioni (che per la verità non sono mai mancate a corredo del melafonino) e retroscena non esattamente piacevoli per la società californiana.
L’annuncio di prodotto ufficiale, e su questo non ci sono dubbi di sorta, riguarda il primo update del software 2.0 dello smartphone, rilasciato solo tre settimane fa. Disponibile anche per gli utenti italiani (si installa sull’iPhone tramite iTunes), il nuovo firmware 2.01 porta in dote alcune migliorie tecniche e funzionali (prestazioni con il browser Safari, scrittura degli Sms, applicazioni telefoniche e trasmissione dati) ed elimina alcuni “bug” rispetto alle versioni precedenti. Buone notizie in arrivo per vecchi e nuovi possessori del super telefonino, dunque, ma c’è anche un rovescio della medaglia. Installando l’aggiornamento si perde la possibilità di utilizzare Sim Card diverse (operazione quindi sconsigliata per chi ha acquistato il vecchio iPhone all’estero) e quella di utilizzare programmi non ufficiali, e quindi non scaricati come Apple invita costantemente a fare dall’App Store , il negozio online dove la casa della Mela vende i software per il suo smartphone.
Questo programma non s’ha da scaricare
Siamo ancora nel campo delle ipotesi ma se i rumors circolati in Rete negli ultimi giorni fossero veri per Apple sarebbe un problema non da poco. Di immagine e non solo. Tale Jonathan Zdziarski, di professione sviluppatore e grande esperto di iPhone (è l’autore di due libri già best seller sul tema, “iPhone Forensics manual” e “iPhone Open Application Development”), avrebbe scoperto un meccanismo secondo cui Apple può impedire l’installazione sull’iPhone di programmi “non graditi”. In altri termini, nel software 2.0 caricato a bordo del mela fonino ci sarebbe una lista nera di applicazioni (sconosciuta agli utenti e attivata periodicamente dal telefonino tramite un indirizzo Internet riservato) che cancellerebbe i programmi non certificati dalla società della Mela per essere acquistati o scaricati sul proprio sito Web dedicato. Al di là del fatto che la lista, al momento, sembrerebbe vuota in molti si sono chiesti del perché dell’esistenza della stessa. E sono emerse alcune ipotesi. Apple, così facendo, si vuole cautelare dal rischio che alcuni sviluppatori possano creare applicazioni “pirata” che verrebbero distribuite su scala globale attraverso l’App Store; la “black list” è in realtà una sorta di antivirus che periodicamente rileva la presenza di malware e programmi infetti e li segnala all’utente; la funzione è stata inserita per dare alla clientela aziendale uno strumento di controllo delle applicazioni caricate sul telefono (senza approvazione) dagli addetti che l’hanno in dotazione. Da Cupertino, per il momento, non sono arrivate delucidazioni in merito.
Il mistero del software che va e che viene
Una conferma, indiretta, dei problemi che Apple sta affrontando nel gestire il suo negozio di applicazioni per l’iPhone arriva dalla vicenda che ha visto protagonista NetShare, una utility software prodotta dalla NullRiver dal costo di 10 dollari che permette di utilizzare il “melafonino” come modem (tecnicamente la funzione si chiama “tethering”) condividendo la connessione 3G via reti Wi-Fi. Ebbene questo programma è stato per alcuni giorni presente nella vetrina dell’App Store, poi è improvvisamente scomparso (il 31 luglio) e quindi è tornato disponibile qualche ora più tardi, scaricabile e acquistabile in vari Paesi. Perché? I bene informati sostengono che proprio la funzione di modem “convergente” sia il motivo di quanto successo. Ad At&t, partner esclusivo di Apple negli Usa, l’idea che migliaia di utenti (esperti) possano fare a meno dei suoi servizi di connettività flat sfruttando un add on software che trasforma l’iPhone in una stazione wireless per navigare in Rete dal pc non è certo piaciuta e potrebbe avere imposto l’oscuramento di cui sopra. Ma Netshare è tornato subito disponibile (modificato?) per poi finire subito dopo nuovamente offline. Perché? L’unica risposta è in una nota apparsa sul sito di NullRiver in cui si apprende che sta discutendo con Apple per far tornare presto il programma sull’AppStore.
“MobileMe non è all’altezza”, firmato Steve
Una mail interna che deve aver fatto tremare i polsi a molti dipendenti della Mela. Quella che Steve Jobs ha indirizzato al proprio team (e pubblicata dal sito hi-tech Ars Technica non era certo prodiga di complimenti per il buon funzionamento del servizio di sincronizzazione per l’iPhone MobileMe. Presentato con grande enfasi dallo stesso Ceo di Apple il giorno del lancio del melafonino 3G, il programma ha denunciato parecchi difetti, a cominciare dalla perdita di dati sensibili inerenti contatti, e-mail e calendario scambiati fra computer e smartphone. I problemi sono finiti davanti agli occhi (e forse sull’iPhone di Jobs) ed ecco spiegata la sfuriata telematica: “MobileMe non è all’altezza degli standard Apple”, uno dei passaggi chiave della missiva. Sfuriata a cui sono seguiti degli immediati provvedimenti: la nomina di un nuovo responsabile (Eddy Cue, vicepresidente per iTunes, che supervisionerà lo sviluppo di tutti i servizi on line di Apple) e una nuova sezione sul Web dedicata al supporto tecnico di MobileMe. I sorrisi che Jobs dispensava dal palco del Moscone Center di San Francisco, a due mesi di distanza dal debutto dell’iPhone 3G, sembrano lontani.
Autore : Gianni Rusconi data 9 agosto fonte

















