Appello vero, aiutiamo Lucia !
Si tratta di :Appelli Umanitari Veri
appello umanitario vero,
Ripeto si tratta di un fatto verificato. segue l’appello dei genitori della piccola Lucia
CHI PUO’ HA IL DOVERE DI AIUTARE QUESTA BAMBINA .
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| Da appelli |
Per donare tramite c.c. bancario: IT57B0102043270000300692711
Banco di Sicilia spa (Filiale di Cerda)
c.c. intestato a Di Salvo Lucia
causale: Aiutiamo Lucia
il testo :
SIAMO NINO E LINDA GENITORI DI LUCIA
Lucia ha 4 anni e mezzo è nata prematura con gravi problemi motori.
Per le terapie necessarie dobbiamo recarci negli Stati Uniti D’America presso
“Terapies 4 Kids” dove i bambini con danni cerebrali vengono trattati con l
terapia, associata alla fisioterapia con una tecnica sconosciuta in Italia o ch
nessuno tratta.
Le possibilità di recupero sono ottime anche se le cure sono lunghe e costose.
Ci rivolgiamo a tutti voi per ricevere un aiuto, per coltivare la speranza che anche noi
genitori un giorno potremmo vedere Lucia camminare, saltare, correre….
Aiutate Lucia come se fosse vostra figlia!
Grazie di cuore.
E’ UNA STORIA VERA per informazioni contattare :
Tel. 0921/664197
Cell. 3292534579
sito www.aiutiamolucia.it
La fanciulla del melone
Si tratta di :Storielle e Aneddoti
aiko ci invia questa storia dal Giappone
C’erano una volta una coppia di anziani coniugi. Un giorno il marito andò a fare legna e la moglie a fare il bucato in un ruscello vicino. Ad un tratto vide galleggiare verso di lei un bellissimo melone: adorandoli decise di prenderlo per poi mangiarselo con il marito. Alla sera il marito tornò a casa molto affamato e fu felice di trovare il melone, lo aprirono e dentro trovarono una bellissima bambina: ne furono felici perché non avevano avuto figli. Passò del tempo, e la bambina crebbe e diventò una bellissima ragazza. Un giorno, il figlio del signore di quella zona la vide, e decise di sposarla. Nella foresta vicino alla casa della fanciulla, viveva però un’orchessa, gelosa della sua felicità. Un giorno nel quale i genitori si erano allontanati e la ragazza era rimasta sola in casa, l’orchessa bussò alla sua porta, fingendosi una vecchia saggia. La ragazza le aprì e venne rapita, fu chiusa in una caverna profonda e l’orchessa prese le sue sembianze. Quando i genitori tornarono a casa, si accorsero che c’era qualcosa che non andava nella loro figlia: era scontrosa, non aveva dato da mangiare al suo Neko, il gatto di casa, lo trattava male e non parlava del suo principe. Capirono che era successo qualcosa. Neko, il gatto, aveva capì tutto per primo: per questo si allontanò non visto ed andò nella foresta. La ragazza era molto amica dei Tanuki, i tassi della foresta. Neko chiese loro dove fosse nascosta: gli indicarono la caverna e Neko la liberò. Nel frattempo era arrivato il fidanzato che anche lui non capiva il cambiamento della sua amata. Improvvisamente sentì dei versi di animali provenire da fuori: uscirono e videro la fanciulla che arrivava con il gatto, i tanuki e altri amici animali della foresta. Vistasi scoperta, l’orchessa fuggì inseguita dagli animali e sparì per sempre. La fanciulla del melone sposò il figlio del signore, e non dimenticò mai i suoi genitori, la foresta ed i suoi amici animali.
Inseparabile e suo fratello
Si tratta di :Bufale e Hoax
Alfredo ci segnala questa storia neozelandese
Su un’isola sperduta in mezzo all’esteso oceano, un uomo e una donna avevano due bambini gemelli, un maschio e una femmina. La bambina si chiamava Pirierera, che significa Inseparabile, dal momento che amava teneramente il fratello e non lo lasciava mai. Era nata solo qualche minuto prima di lui, ma se ne occupava come una madre.
La vera madre, Tarekore-kore, era una donna malvagia e collerica, che non
smetteva mai di sgridare e di picchiare i figli. Una notte, Tarekore-kore tornò a casa con un cesto colmo di pesci. La donna mise i pesci ad arrostire, svegliò il marito e si sedettero a tavola. L’uomo disse: “Svegliamo i bambini perché possano mangiare finché il pasto è ancora caldo.”
“Non muoiono certo di fame!” replicò la donna. “Lasciamoli dormire; metterò gli avanzi di pesce nel cesto e li mangeranno domani, anche se freddi.”
I bambini però non dormivano: la fame li teneva svegli. Piangevano, ma non
osavano singhiozzare troppo forte, per timore di farsi sentire dalla madre. Inseparabile sussurrò al fratello: “Andiamocene da qui! Visto che nostra madre ci fa tutti questi dispetti, mi occuperò io di te! Non patirai mai più la fame!”
In silenzio uscirono dalla capanna e cominciarono a correre più velocemente possibile, nella notte, senza sapere dove stavano andando. Giunsero ai piedi di
un’imponente scogliera e iniziarono ad arrampicarsi; salivano sempre più in alto e continuavano a piangere disperati. Ogni volta che una loro lacrima cadeva sulle
pietre formava una piccola cavità. Arrivati sulla sommità della scogliera, non sapevano dove andare; si sentivano molto soli e abbandonati. Sotto di loro, le onde si infrangevano contro le rocce e, molto lontano sopra le loro teste, le stelle brillavano nel cielo.
Inseparabile tese la mano verso il cielo e disse: “Guarda! Lassù i nostri genitori non potranno mai trovarci; potremo passeggiare e giocare liberamente!”
Cinse con forza il fratello tra le braccia e saltò nel cielo. Il mattino seguente,
Tarekore-kore ando’ a svegliare i bambini, ma i letti erano vuoti; furiosa, corse dal marito: “I bambini sono scappati! Saranno guai seri per loro quando li troverò!”
Ma, nonostante le assidue ricerche, non riuscirono a rintracciarli; verso mezzogiorno, giunsero ai piedi della scogliera e notarono i piccoli fori provocati dalle lacrime.
“Forse sono caduti e sono annegati nel mare!” disse il padre. Per la prima volta, Tarekore-kore si sentì pervadere dall’inquietudine; in fretta e furia, i genitori seguirono le tracce delle lacrime e arrivarono in cima alla scogliera, dove le tracce finivano misteriosamente. Non sapevano più dove cercare; la donna scrutava le onde sotto di loro.
All’improvviso, il marito esclamò “Eccoli!” E con la mano indicò un preciso punto nel cielo. I due bambini correvano felici nell’immensità blu: Inseparabile teneva il fratello per mano e insieme saltellavano e ridevano come matti. Erano molto piccoli, visti da lontano, ma le loro risa si percepivano distintamente.
“Bambini cattivi, fermatevi!” urlò la madre. Poi, prese la rincorsa e con un balzo
iniziò ad inseguirli, il marito fece altrettanto e si misero a correre, ma i bambini continuavano a ridere e a saltellare senza preoccuparsi dei genitori. Da quel giorno, i gemelli non hanno più smesso di correre per il cielo e i loro genitori continuano a inseguirli, senza mai raggiungerli. Gli abitanti dell’isola sperduta in mezzo all’oceano affermano che da tempo immemorabile la malvagia Tarekore-kore non riesce ad avvicinarsi ai suoi bambini.
Quando la notte è molto buia, è possibile vedere Pirierera e il suo fratellino; si riconoscono dalle altre stelle perchè si tengono per mano, stretti l’uno all’altra. Sono gemelli ed è per questa ragione che chiamiamo la costellazione i Gemelli.
la Bufala di Arild Ovesen, questa versione a volte scurrile ma simpatica
Si tratta di :Bufale e Hoax
Si tratta di una Bufala delle peggiori, questa è una
versione risisitata della bufala Arild Ovesen, a volte scurrile ma simpatica… buona lettura…
Ciao, il mio nome è Arild Ovesen.
Soffro di malattie rare e mortali, cattivi risultati scolastici, estrema verginità, paura di venire rapito e ucciso mediante elettroshock anale, e senso di colpa per non aver inoltrato 50 miliardi di catene di Sant’Antonio mandatemi da persone che pensano davvero che se uno le
inoltra, la povera piccola bambina di 6 anni a Foligno con un capezzolo in fronte riuscirà a procurarsi abbastanza denaro per toglierlo prima che i genitori la vendano al Circo Orfei.
Prima di tutto devi mandare questa lettera a 7491 persone entro i prossimi 5 secondi altrimenti verrai stuprato/a da un montone impazzito e gettato fuori da un edificio altissimo per cadere su una collina di escrementi animali.
Se non lo farai, a causa di uno strano virus la ventolina dentro il pc si metterà a girare al contrario e vi risucchierà il processore. Dopo una serie di lampi di colore blu dal vostro lettore cd (se avete il masterizzatore è peggio) uscirà il totem della buona sorte che ha già fatto il giro del mondo tre volte (e mi ha confidato di essersi rotto il cazzo perché vorrebbe starsene cinque minuti a casa) vi metterà sulla tastiera e vi farà il carretto, indipendentemente se siete donne o
uomini.
Per ogni messaggio che manderete all’indirizzo Catena cognato di Sant’Antonio l’associazione donerà 1 di dollaro per comprare un aereo all’aviazione americana che servirà per tirare giù un’altra funivia in Italia, e per ogni mail che manderete alla Microsoft o che manderà un’altra persona dopo avere ricevuto l’informazione da voi vi verrà portata una pizza quattro stagioni a casa vostra da Bill Gates in persona… io all’inizio non ci credevo poi ne ho spedite tante e dopo tre settimane mi è arrivato addirittura un calzone farcito!!!
È del tutto vero!!! Perché questa lettera non è come tutte quelle false, QUESTA è del tutto autentica!!! Del tutto vero.
Ecco il programma. Mandala a 1 persona: 1 persona si incazzerà perché gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio. Mandala a 2-5 persone: 2-5 persone s’incazzeranno perché gli hai mandato una stupida
catena di Sant’Antonio. Mandala a 5-10 persone: 5-10 persone s’incazzeranno perché gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio, e forse valuteranno l’opportunità di sopprimerti. Mandala a 10-20 persone: 10-20 persone s’incazzeranno perché gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio, e faranno saltare te, la tua casa, la
tua famiglia e il tuo gatto in aria.
Erode Scannabelve, un pediatra mannaro di Trieste, non spedì a nessuno questa mail: dei suoi tre figli uno cominciò a drogarsi, il secondo entrò nel Partito Umanista e il terzo si iscrisse a Ingegneria dei Materiali.
Turiddu Von Wasselvitz, un allenatore di farfalle da combattimento austro-siculo, si fece beffe di questa mail ad alta voce, e in quello stesso istante gli esplose la testa. Meo Smazza, pornodivo shakespeariano, non diede alcun peso a questa mail: ignoti gli riempirono un profilattico di azoto liquido, e lui se ne accorse solo
dopo averlo indossato.
Un tizio che conosco non ha diffuso questa mail e ha disimparato a andare in bicicletta.
Se inviate questo messaggio a tutti coloro che conoscete, perderete 2 minuti (e tutti i vostri amici) ma contribuirete a salvare la vita di un bambino. Se non lo farete vi cadrà addosso un pianoforte.
Il cane che rubò la malattia alla bambina con il cancro
Si tratta di :Leggende Metropolitane
STA CIRCOLANDO QUESTA E-MAIL SECONDO ME
SI TRATTA DI UNA STORIA VERA RISALENTE AL 14 LUGLIO 2006
LONDRA. E’ come se questo minuto Yorkshire terrier avesse preso su di sé il male della sua padroncina. Il piccolo Casper aveva dato a Emily Kearney, che all’epoca aveva soltanto sei anni, la forza per battere un brutto linfoma.
Oggi il cagnolino si è ammalato dello stesso tipo di cancro e la bambina, che lo tratta come un fratellino inseparabile, è decisa a dargli tutto l’amore di cui è capace per farlo guarire.
In febbraio la mamma la aveva portata dal dentista perché uno dei denti nuovi si era messo a ciondolare e gli esami avevano prontamente accertato la presenza di un tumore alla mascella, più altri due all’addome e ai reni. La diagnosi parlava chiaro: era un linfoma di Burkitt.
Durante la terapia la mamma, per rallegrare Emily, le aveva messo sul comodino le foto di due cani, di proprietà della nonna e di un vicino. «Mia madre ha sempre avuto cani e la nostra bambina sognava di averne uno, ma non potevamo permettercelo perché suo padre e io lavoravamo – ha raccontato la signora Kearney al “Daily Mail” -. Abbiamo deciso di comprargliene uno al suo ritorno a casa, anche se ho dovuto limitare i miei orari di lavoro, per aiutarla a riprendersi».
Emily era tornata a casa da due sole settimane, quando Casper è arrivato una domenica grazie a una segnalazione del canile di Hartlepool: il suo padrone non poteva più tenerlo e il cagnolino aveva bisogno di una nuova famiglia. «Dico sempre che è stato lui ad adottare noi – dice la mamma della bambina -. Si accoccolava in braccio a Emily di fronte al caminetto acceso. E’ stato un tesoro anche per me e mio marito e gli vogliamo tutti un gran bene. Volevano un cane maturo, buono con i bambini, che fosse contento di essere lasciato a casa e sufficientemente piccolo perché Emily potesse reggerlo. Dal giorno in cui è arrivato, è restato.
Due settimane fa la signora Kearney si è accorta che Casper aveva un rigonfiamento sul collo e il veterinario ha dovuto spiegare a Emily che anche lui soffre di un linfoma. «Sono figlia unica, quindi Casper è mio fratello e io sono sua sorella – dice Emily, che oggi ha dodici anni -.
E’ il cielo che me lo ha mandato. Mi ha fatto così felice, mi ha aiutato a guarire. E’ stato uno strazio per me sapere che si è ammalato». La famiglia ha deciso di non badare a spese e così il cagnolino viene portato dal veterinario una volta alla settimana per la chemioterapia: una flebo nella zampa e pastiglie a giorni alterni. «Non me ne importa nulla di pagare mille sterline (1500 euro) per curarlo – dice la signora Kearney -.
Quando seppi del linfoma di Emily fu come se mi avessero strappato le viscere, e quando mi hanno detto di Casper ho riprovato per un momento la stessa sensazione». Emily confida in quello che le ha detto il veterinario, e cioè che la prognosi è favorevole. «Voglio fare in modo di dargli tanta attenzione e tante coccole – si ripromette la bambina – Sento che ce la farà».
Tratto da La Stampa.it
Aiutiamo Giulia – Appello Vero
Si tratta di :Appelli Umanitari Veri
La storia di Giulia
Ciao a tutti,
siamo Loredana e Cesare, la mamma e il papà di Giulia e vi presentiamo la nostra dolce bambina.
Giulia è nata a Torino il 16/03/2004 dopo 9 mesi di gravidanza sereni. Era già una bella bambina a poche ore di vita e noi genitori eravamo al settimo cielo. Per i primi 3 mesi di vita di Giulia tutto è proseguito bene fino a che non ci siamo accorti che qualcosa non andava: la bambina non possedeva il controllo del capo, non seguiva con lo sguardo ecc., insomma non faceva quello che ti aspetti faccia un bambino alla sua età.
Ricoverammo Giulia all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino e, dopo una serie di esami, tra cui EEG, Risonanza Magnetica cerebrale, visita genetica, visita neurologica ci dimisero con un “tutto bene, Giulia ha la circonferenza cranica un po’ piccola ma vedrete che pian pianino recupererà”. Purtroppo, più il tempo passava e più ci accorgevamo che non c’era nessun miglioramento. A quel punto decidemmo di appoggiarci a un neuropsichiatria infantile di Torino che ci consigliò di sottoporre la bambina ad esercizi di psicomotricità per poterla aiutare ad affrontare le varie tappe dello sviluppo psicomotorio ritardate dalla microcefalia. All’età di 18 mesi ripetemmo la Risonanza Magnetica (per vedere se si evidenziavano danni cerebrali) che confermò l’assenza di lesioni. Intanto Giulia continuava a fare psicomotricità senza però ottenere nessun miglioramento sostanziale e il ritardo psicomotorio era ormai diventato estremamente grave. Decidemmo anche di sottoporre Giulia ad un ulteriore controllo genetico da cui però non emerse nulla. Nel frattempo il tempo passava e Giulia purtroppo non parlava, non stava seduta, non afferrava gli oggetti…. All’età di 20 mesi ci recammo all’Istituto Besta di Milano dove non riuscirono ad elaborare alcuna diagnosi e da dove tornammo con nessuna speranza in quanto ci dissero chiaramente che non si poteva fare nulla per la bambina. All’età di 3 anni la ricoverammo alla Fondazione Stella Maris di Pisa. Qui la bambina venne sottoposta a innumerevoli esami metabolici, genetici, EEG, visita cardiologica, densitometria ossea, una risonanza magnetica encefalo con spettroscopia e perfusione, da cui non emerse assolutamente nulla. Per Giulia non si trova una diagnosi!
Noi genitori non vogliamo ancora arrenderci e pensiamo che qualche cosa da qualche parte si possa fare… ed ecco che veniamo a conoscenza di un tipo di cura ,che viene eseguita negli Stati Uniti, basata sull’ossigenoterapia.
Purtroppo questa terapia ha dei costi estremamente elevati da sostenere per un periodo di tempo molto lungo ma, non potendo arrenderci di fronte a questo, dobbiamo lottare per dare alla nostra piccola Giulia la speranza di una vita migliore.
Aiutateci a realizzare questo sogno che sembrava impossibile.
Da metà febbraio Giulia si è trasferita con la mamma a Caserta dal momento che siamo entrati in contatto con un medico, il dott. Gaudenzio Garozzo, docente alla Sapienza di Roma, che attraverso la medicina tradizionale cinese è in grado di aiutare i bimbi con gravi problematiche cerebrali. Dopo un calvario di quasi 4 anni si apre quindi finalmente la possibilità di aiutare Giulia in maniera sensibile. Infatti, grazie alla sua grande competenza ed esperienza, il dott. Garozzo è riuscito a combinare l’utilizzo della medicina tradizionale cinese (agopuntura, massaggio, dieta…) con l’ossigenoterapia e la fisioterapia intensiva ottenendo risultati eccezionali! Con il contemporaneo trattamento iperbarico e cinese si accelera infatti il recupero funzionale dell’attività cerebrale e della qualità di vita dei bimbi malati.
Il dott. Garozzo cura Giulia gratuitamente tutti i giorni, non specula nella maniera più assoluta sulla salute dei bimbi sfortunati, ed è sempre estremamente disponibile, anche per darti un consiglio in piena notte o un conforto nei momenti più difficili.
Quando Giulia non stava bene andava a curarla a domicilio, sempre gratuitamente!
Il dottore sta preparando al meglio Giulia che, dopo nemmeno tre mesi trattamento, è già molto migliorata e questo le permette di poter andare negli Usa e beneficiare al meglio dell’ossigenoterapia e della fisioterapia intensiva.
il 2 luglio Giulia è partita per gli Usa continuate
ad aiutare utilizzando questi riferimenti:
ausale: una speranza per Giulia
Bonifico Bancario (Bank transfer)
Cin Q
Abi 02008
Cab 01160
c/c 000002238747
IBAN IT53Q0200801160000002238747
BIC SWIFT CODE UNCRITB1AG0
Intestazione: Cesare Sartirana
BancoPosta (Post Transfer)
Cin W
Abi 07601
Cab 01000
c/c 000085931772
IBAN IT97W0760101000000085931772
Intestazione: Loredana Ghiotti
Donazioni con carta di credito (Credit Card) sul sito
http://www.unasperanzapergiulia.it/donazioni.htm
http://cesare-sartirana.magix.net/website/


















