Power Balance il braccialetto inutile
Si tratta di :Curiosità
il Power Balance si tratta di un braccialetto che avrebbe delle caratteristiche straordinarie e che riuscirebbe a donare a chi lo indossa più forza, equilibrio e abilità. Ovvio che si trattasse di una bufala ma ciò non ha impedito a milioni di intellettuali di abboccare ad una trovata pubblicitaria molto singolare.
La condanna arriva dall’Antitrust italiano ( a dicembre 2010 ) (con sanzione di 350.000 euro), ed è inoltre stata offerta la possibilità di un rimborso, ma in termini ben più blandi di quelli imposti dalle autorità australiane.
Ecco infatti cosa ha dovuto pubblicare la Power Balance sui giornali australiani (Gizmodo) e sul proprio sito ( http://www.powerbalance.com/australia/ca ):
Nella nostra pubblicità abbiamo dichiarato che i braccialetti Power Balance miglioravano la vostra forza, il vostro equilibrio e la vostra flessibilità.
Ammettiamo che non ci sono prove scientifiche credibili a supporto delle nostre asserzioni e che pertanto abbiamo avuto un comportamento ingannevole in violazione della sezione 52 della Legge sulle Pratiche Commerciali del 1974. Se ritenete di essere stati ingannati dalle nostre offerte promozionali, desideriamo scusarci senza riserve e vi offriamo un rimborso completo.
In originale:
In our advertising we stated that Power Balance wristbands improved your strength, balance and flexibility.We admit that there is no credible scientific evidence that supports our claims and therefore we engaged in misleading conduct in breach of s52 of the Trade Practices Act 1974.If you feel you have been misled by our promotions, we wish to unreservedly apologise and offer a full refund.
In quello italiano, invece, non c’è nessuna ammissione di colpa.
Negli ultimi mesi la società è stata vittima di diversi attacchi da parte dei consumatori di tutta Europa ed la prima volta, in Australia, che una società ha dovuto ammettere che le loro affermazioni erano prive di fondamento.
Deforestazione in Indonesia: gli scienziati smascherano le bufale di APP e IPS
Si tratta di :Bufale e Hoax
il colosso cartario indonesiano Asia Pulp & Paper (APP) paga un rapporto truffa per smentire le accuse di deforestazione, ma è sbugiardata da un gruppo di scienziati.
Lo scorso ottobre la APP aveva ingaggiato la ITS Global per produrre un rapporto destinato a smentire le accuse delle associazioni ambientaliste, secondo cui l’impresa sarebbe responsabile della deforestazione a Sumatra e del massiccio rilascio di carbonio in atmosfera.
Un gruppo di scienziati di primo piano ha pubblicato una lettera aperta che mette in dubbio l’oggettività del World Growth International, un istituto che sostiene di operare a nome dei poveri del mondo, e il cui leader Alan Oxley, presiede da ITS Global, una società di marketing.
La lettera, pubblicata on-line, denuncia World Growth e ITS Global come gruppi di facciata dell’industria forestale: “WGI e ITS – frequentemente attive nella promozione a livello internazionale del taglio industriale delle foreste e delle piantagioni di palma da olio e di alberi da cellulosa – a volte hanno oltrepassato la sottile linea tra la realtà e di una grave distorsione dei fatti”, scrivono gli scienziati, guidati da William F. Laurance, ricercatore presso la James Cook University.
Gli scienziati hanno osservato che i gruppi non rivelano le loro fonti di finanziamento, ma hanno ammesso che la ITS abbia ricevuto fondi dal gruppo Sinar Mas, il conglomerato che controlla la Asia Pulp & Paper (APP),e la Sinar Mas Agro Resources & Technology, una società di olio di palma.
“L’ITS è uno stretto alleato, e spesso sovvenzionato, dalle multinazionali del legname e della carta, oltre che dai produttori di olio di palma. Tra i suoi finanziatori ci sono imprese del gruppo cartario Asia Pulp & Paper”.
“Il WGI è spesso attivo nella comunicazione pubblica per conto di aziende del gruppo Sinar Mas, un conglomerato che unisce imprese forestali, cartarie e produttori di olio di palma, come la Golden Resources Agri, con sede in Singapore. Una di queste imprese, nota come ‘SMART ‘, rischia l’espulsione dal Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO), un gruppo di trainato dall’industria, per’gravi non-conformità con il suo Codice di condotta e con le linee guida della sostenibilità ambientale e sociale”.
Citando fonti scientifiche, gli scienziati indicano come Oxley e suoi due gruppi travisino le cause della deforestazione in Indonesia, sottostimando l’impatto sulla biodiversità e sul clima della conversione delle foreste pluviali in piantagioni, e ignorando i costi sociali delle piantagioni su vasta scala.
Gli autori evidenziano inoltre l’intrinseco conflitto d’interessi dei gruppi guidati da Oxley, l’uno come revisore ‘indipendente’ e l’altro come agente di pubbliche relazioni per gli stessi clienti. Essi citano un recente ‘audit’ condotta per conto di Asia Pulp & Paper contro le accuse lanciate da Greenpeace, secondo cui fornitori della APP sono responsabili della distruzione delle foreste naturali e torbiere. L’audit, che annunciava di rivelare alcuni errori commessi da Greenpeace, non faceva che confermare come la APP avesse praticato la conversione di aree di torba profonda, ma è stato confezionato dalla World Growth come prova delle ‘falsificazioni’ operate da Greenpeace.
La prassi adottata assomiglia molto a quella messa in campo dalla World Growth nell’audit per conto della SMART, sulle sue piantagioni di palma da olio. Lo scorso agosto, un audit redatto dalla BSI per conto dalla stessa SMART, aveva ammesso come l’impresa avesse commesso irregolarità o reati ambientali in 8 delle 11 concessioni analizzate, ma la SMART e la World Growth l’hanno presentato come una dichiarazione di completa sostenibilità. Senonchè ii revisori hanno smentinto entrambi, dichiarano che la SMART aveva travisato i risultati dell’audit. “È giunto a conoscenza del Gruppo BSI che in seguito alla pubblicazione del rapporto ‘BSI-CUC Verifying Greenpeace Claims Case: PT SMART Tbk’ il 10 agosto 2010, elementi del rapporto sono stati pubblicati e presentati in modo erroneo”, si legge la dichiarazione, che ha poi sottolineato le trasgressioni specifiche commesse dalla PT Smart: “Tra il 2005 e il 2008, in due aziende sono state effettuate verificate piantumazioni in aree di torba profonda (oltre 3 metri), in violazione del decreto presidenziale emanato nel 1990, anche in violazione delle istruzioni della stessa SMART (…) Nel Kalimantan centrale, tutte le concessioni esaminate sono risultate avere effettuato operazioni di dissodamento prima dell’approvazione della valutazione di impatto ambientale”.
Gli scienziati concludono la loro lettera, riconoscendo l’importanza di olio di palma e di altre attività produttive nelle aree forestali, ma che “un certo numero di argomenti chiave adottati da WGI, ITS, e Alan Oxley, presentano notevoli distorsioni, travisamenti, distorsioni dei fatti”.
“In altri casi, sono stati presentati argomenti allo scopo di ‘confondere le acque’, in modo tale che ci fa dedurre sia stato voluto per difendere la credibilità delle imprese che direttamente o indirettamente li sostengono finanziariamente,” scrivono. “In quanto tali, la WGI e e la ITS dovrebbero essere trattati come gruppi di pressione o di sensibilizzazione, non come think-tank indipendenti, e le loro argomentazioni ponderate di conseguenza.”
“Per prassi non divulghiamo i nostri donatori, come fanno molte altre ONG”, scrive Oxley in un comunicato di risposta, trascurando il fatto che le associazioni di cui si sta occupando – WWF e Greenpeace – rendono ben pubblici i propri sostenitori istituzionali. “Il nostro scopo e ragion d’essere è alleviare la povertà attraverso il libero scambio e lo sviluppo economico e di sviluppare politiche per ottenere la sostenibilità senza contrastare gli sforzi per ridurre la povertà o l’operatività dei mercati, siamo pronti a discutere le questioni reali in gioco: oltre un miliardo di persone che vivono in povertà”.
Oxley si guarda bene dall’affrontato lo spinoso tema del conflitto di interesse sollevato dagli scienziati, né degli errori nei rapporti e comunicati stampa diffusi dal suo gruppo.
Nelle osservazioni inviate a mongabay.com, la APP difende l’utilizzo dell’impresa di Oxley. Ian Lifshitz, Sostenibilità & Public Outreach Manager per la propria divisione APP America, e scrive:
“Alan Oxley ha una reputazione per le posizioni e le opinioni espresse nell’ambito di una lunga e brillante carriera diplomatica, come funzionario statale e come operatore privato. Tuttavia, le sue posizioni non hanno niente a che vedere con l’audit della ITS Global. La veridica è stata condotta utilizzando metodologie testate alla prova dei fatti, peer reviewed e certificate. L’audit dimostra che il rapporto di Greenpeace presenta citazioni in documenti in tali citazioni non sussistono, mappe inesistenti di concessioni, tratta come verità assolute documenti ad alto margine di errore, tanto che il 90% degli studiosi indonesiani. Queste tematiche sono chiaramente indicate nella relazione di revisione e dimostrano che la maggior parte delle accuse di Greenpeace siano fuorvianti, capziose o basate sulla distorsioni dei fatti”.
Mongabay si è allora presa l’incomodo di veridicare le affermazioni della ITS Global. L’audit sostiene come l’Indonesia non sia terzo emettitore di gas serra, nonostante questo sia sostenuto proprio dalla relazione del più autorivole organo governativo, il Consiglio nazionale sui cambiamenti climatici (DNPI) che mostra che l’Indonesia sia seconda solo a Cina e Stati Uniti nelle emissioni. L’audit cerca intorbidire le acque menzionando le emissioni pro capite di gas serra e le emissioni generate escludendo quelle generate nell’utilizzo del territorio, mentre cita altri dati irrilevanti sulla superficie totale delle foreste in Indonesia. L’audit suggerisce inoltre che l’olio di palma e le industrie della cellulosa e della carta non sono i principali attori delle emissioni di gas serra in Indonesia, mentre una recente ricerca ha dimostrato che più della metà di espansione delle piantagioni di palma da olio tra il 1990 e il 2005 in Indonesia è venuta a spese delle foreste naturali, e che essa, insieme con le piantagioni di acacia e alla produzione di legname, sono tra i principali fattori della conversione delle foreste del paese.
Ma Lifshitz, della APP, sostiene l’audit, sostenendo che Greenpeace voglia in realtà danneggiare la sua impresa: “le ONG occidentali … ci impongono limitazioni al diritto sovrano dell’Indonesia a sviluppare la propria economia”, così come ad assicurare la sostenibilità delle sue operazioni.
Ma davvero la APP promuove lo sviluppo dell’Indonesia? In Indonesia la APP sostiene di impiegare circa 80.000 persone e detenere 2,4 milioni di ettari di concessioni: circa una persona ogni 30 ettari di concessione (o un lavoratore ogni 18 ettari, se si escludono le aree non utilizzate a scopo produttivo). In confronto, le aziende agroforestali di dimensioni medio piccole di Giava occidentale impiegano una persona ogni mezzo ettaro (Ginoga 2004), una ogni due ettari nella coltura dell’olio di palma (IPOC 2009), e da una persona ogni mezzo ettaro a una ogni ettaro e mezzo nella coltivazione del cacao (Yasa 2007). I piccoli proprietari detengono il 44 per cento delle concessioni di palma da olio in Indonesia, ma rappresentano solo il 33 per cento della produzione nazionale di olio.
“Rivorreremo a gruppi come Greenspirit per valutare il monitoraggio indipendente delle nostre attività, proprio come si utilizzeremo diversi gruppi per monitorare il nostro continuo miglioramento dell’impronta del carbonio, le nostra prestazione nella certificazione, i nostri programmi di responsabilità sociale e la nostra filiera. Allo stesso tempo continueremo a sostenere gruppi come la Consumer Alliance for Global Prosperity (Alleanza dei consumatori per una prosperità globale) che rispettano il diritto e la necessità per le economie emergenti di avere l’opportunità di sviluppare le loro economie. ”
La Consumer Alliance for Global Prosperity (CAGP) è un nuovo gruppo con sede a Washington DC, che ha lanciato una campagna contro le aziende americane che hanno adottato criteri di sostenibilità nelle materie prime impiegate. Il principale obiettivo delle sue campagne, sono le imprese che hanno interrotto i contratti con la APP: Office Max, Staples, Office Depot, ma Walmart, che ha tagliato i legami con APP negli Stati Uniti ma non in Cina. La Consumer Alliance for Global Prosperity accusa queste imprese di essere in collusione con i sindacati e con l’ambientalismo radicale, ai danni dei consumatori statunitensi. e lo fa con un linguaggio colorito: “Gli ‘Imperi della collusione’ continuano a battersi contro la prosperità, spinti da obiettivi contrari al libero commercio – sostiene la CAGP – Questa campagna coordinata è gestita da ambientalisti radicali, ai danni dei produttori di cellulosa e carta del mondo in via di sviluppo, distruggendo i mezzi di sostentamento e le aspirazioni di migliaia di poveri del mondo (…) “Ci batteremo contro la collusione anti-commercio e anti-prosperità tra le associazioni ambientaliste internazionali, i dirigenti sindacali americani e le imprese che cercano si sfuggire ai rigori di un mercato competitivo.” Il portavoce della GACP Andrew Langer ha negato di avere legami con l’Asia Pulp & Paper, nonostante diverse prove di affiliazione, tra cui l’utilizzo delle stesse liste di indirizzi e-mail e il simile linguaggio simile (con tanto di errori di battitura identici).
Un altro gruppo ‘indipendente’, la Initiative for Public Policy Analysis (iniziativa di Analisi delle Politiche Pubbliche) che sta conducendo una campagna affinché la Banca Mondiale indebolisca le garanzie sociali e ambientali e riprenda a erogareprestiti alle società produttrici di olio di palma. Anche questo gruppo sembra disporre della stessa lista di indirizzi e-mail.
Dopo la lettera aperta pubblicata dagli scienziati, questi gruppi dovranno affrontare uno scrutinio pubblico più servero. Tra i firmatari della lettera, William F. Laurance della James Cook University in Australia, Thomas E. Lovejoy del Centro Heinz di Washington, Sir Ghillean Prance, Professore e Direttore Emerito della Royal Botanic Gardens di Kew, nel Regno Unito; Paul R. Ehrlich dell’Università di Stanford; Georgina Mace dell’Imperial College di Londra, Peter H. Raven, presidente emerito del Missouri Botanical Garden di St. Louis, in Missouri, Susan M. Cheyne dell’Università di Oxford; Corey Bradshaw JA dell’Università di Adelaide; Omar R. Masera dell’Università Nazionale del Messico (UNAM) e premio Nobel per conto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici; Gabriella Fredriksson della e Golden Ark University di Amsterdam; Barry W. Brook dell’University of Adelaide, Australia; e Lian Pin Koh di Politecnico federale di Zurigo (Istituto Federale di Tecnologia).
Gli scienziati si sono dichiarati pronti a confutare la risposta di Oxley.
fonte : http://www.salvaleforeste.it/201011181297/indonesia-app-scienziati.html
E’ morto il Polpo Paul
Si tratta di :avvenimenti
il polpo indovino, divenuto un tormentone per la sua chiaroveggenza è morto!! Negli ultimi giorni passava le sue ore nuotando stanco in cerca di nuove emozioni…
un polpo famoso molti si contendevano i natali… la sua origine era italiana e di questo ne siamo orgogliosi, viva il polpo italiano!!!

(ANSA) – BERLINO – E’ morto il polpo Paul, divenuto celebre dopo i pronostici azzeccati ai Mondiali del Sudafrica di quest’anno. Lo ha comunicato l’acquario di Oberhausen. Paul aveva indovinato l’esito di tutte e sette le partite della Nazionale tedesca. Infatti aveva predetto le vittorie contro Australia, Ghana, Inghilterra, Argentina e Uruguay, e le sconfitte contro Serbia e Spagna. Aveva anche indovinato il risultato della finale tra Spagna e Olanda, l’unico match che non riguardava i tedeschi.
EUROMILLION PROGRAMME NOTIFICA DELL’ASSEGNAZIONE FINALE
Si tratta di :Phishing e Truffe
MI RACCOMANDO : non abboccate è una truffa !!! ATTENZIONE !!
INTERNATIONALE LOTTO/EUROMILLION PROGRAMME
MADRID OFFICE
ALBO UFFICIALE DI GARA
SEDE DEL PRESIDENTE
INTERNATIONALE PROMOTION-GEWINNZUTEILUNG
REFERENZ NUMMER:ESP/65456009/EU
BATCH: ERT/5557/07/EU
ATTENZIONE: ILBENEFICIARIO:
RE: NOTIFICA DELL’ASSEGNAZIONE FINALE
Questo lettera e? per informarla sull’ esito del sorteggio finale Della Loter?a ?uromilions, il programma internazionale tenuto il 06-09-10 tramite sorteggio di numeri e di nomi. I risultati sono stati rilasciati il 20-05-2010. Il suo nome attaccato al biglietto numero 214-1781-501 con la matricola 7216-05 hanno sorteggiato i numeri fortunati 19-67-01-33-37-72 che hanno segnalato la vincita della lotter?a nella categor?a terza.
Lei e? stato quindi approvato, come vincitore, ad un versamento di una somma totale di (SETTECENTOQUINDICI MILA E OTTOCENTOVENTICINQUE EURO) ?715.825,00 Euro in contanti accreditato a suo nome in una scheda con REF N? IP/34841284377/10. Questo somma provviene da un premio di contanti totale di 78.740.750,00 Euro (SETTANTOTTO MILIONI SETTECENTOQUARANTA E SETTECENTOCINQUANTA MILA EURO). Diviso fra gli Undici vincitori internazionali nelle loro rispettive categorie. LE NOSTRE CONGRATULAZIONI!!!
Il suo fondo e? adesso depositato con una Societa? di assicurazione totalmente assicurato a suo nome. Per non confondersi con i vincitori, chiediamo che lei mantenga il riserbo assoluto di questa recompensa dall’avviso pubblico finche` il suo reclamo sia stato elaborato con successo ed il denaro versato nel suo conto o spedito tramite assegno, siccome questo fa parte del nostro protocollo di sicurezza per evitare che qualsiasi individuo possa reclamare la vincita all’ insaputa del vincitore. Tutti i participante sono stati scelti attraverso un sistema di ballottaggio tramite computer per via di sorteggio di 25.000 nomi in Africa, Asia, Australia, Nuova Zelanda, Europa, il Sud ed il nord d’ America come parte del nostro programma di promozioni internazionale che conduciamo una volta all’anno. Speriamo che il suo nome fortunato sortegger? un altro premio nel nostro programma dell’anno prossimo.
INFINITY SEGUROS SICHERHEIT FIRMA UNTERNEHMEN S.L MADRID SPANIEN
RECLAMO AGENTE MANAGER:
DON HOY MARIO
TEL: +34 672 527 109
FAX: +34 917 693 099
E-mail: infinityseguro@consultant.com
Per poter conoscere come reclamare il suo premio vinto, la preghiamo di contattare il suo agente di reclamo TONI RUBIO Manager delle Operazioni estere di VITALICO SEGUROS EU. MADRID-ESPA?A sul e v?a Fax: 00 34 917 693 099, per l’ elaborazione ed il versamento del suo premio in denaro ad una designazione a sua scelta. Le ricordiamo inoltre che tutti i premi in denaro devono essere reclamati entro il 18-11-2010. Dopo questa data tutti i fondi saranno rimmessi al MINISTERIO DE ECONOMIA E HACIENDA come non reclamato. La informiamo inoltre che il 10% Della sua vincita va alla PREMIER SEGUROS S.A. MADRID, come suo agente di reclami. Questo 10% sar? dovuto dopo che lei avr? ricevuto la sua vincita perche? il denaro ? assicurato interamente a suo nome. NOTA: Per evitare ritardi inutili e complicazioni, le ricordiamo per favore di citare i suoi numeri di riferimento (ref) e lotto (batch) in ogni corrispondenza con noi o il suo agente., Se ci dovesse essere cambiamento del suo indir!
izzo, la preghiamo di informare il
FOGLIO DI RECLAMAZIONE (COMPILA IL FORM E RITORNO INDIETRO PER EMAIL GRAZIE).
NOME :
COGNOME :
DATAata DI NASCITA :
OCCUPAZIONE :
TELEFONO :
MOBILE:
Fax:
INDIRIZZO :
CITTA :
EMAIL IL TUO :
I requisiti sopra indicati sono necessarie.
Congratulazioni ancora una volta.
CORDIALI SALUTI,
JUAN MUGEL.
(VICE PRESIDENT)
Fratelli gemelli
Si tratta di :Storielle e Aneddoti
Paola ci invia questa storiella
Una donna aveva due figli gemelli, ai quali aveva messo nome Lemba e Mavungu. Il giorno della loro nascita, uno stregone aveva consegnato alla mamma due pietre tonde e lisce.
- Questi saranno i talismani dei tuoi figli: – le aveva detto – appendili al loro collo e, quando saranno grandi, di loro che non se li tolgano mai.
Cosi la donna aveva fatto, e i ragazzi erano cresciuti ed erano diventati due bellissimi giovani. Un giorno, Mavungun, stanco della solita vita, decise di partire.
- Io non ho niente in contrario; – disse la madre – ma siamo talmente poveri, che non posso darti niente da portare con te.
- Questo non importa:- rispose il giovane – è ormai il momento di mettere alla prova la potenza del mio talismano.
Salutò la madre e il fratello e si diresse verso la foresta. Qui giunto, colse alcuni fili d’erba, li tocco con il talismano e…
- Che tu sia un cavallo! – disse, buttando per terra il filo più lungo.
- Che tu sia un coltello! – continuò, piegando un altro filo d’erba.
- Che tu sia un fucile! – comandò a un terzo filo d’erba.
Immediatamente un bel cavallo scalpitò davanti a lui, un coltello s’infilò nella sua cintura e un bellissimo fucile appeso alla sua spalla. Mavungun, tutto contento, salì sul cavallo e partì. Cavalcò per parecchio tempo, finché a un certo punto, si sentì stanco e affamato.
- Talismano mio, mi farai morire di fame? – disse, toccando la pietra.
Subito, davanti a lui, apparve un sontuoso banchetto. Il giovane scese da cavallo, mangiò e bevve a sazietà, poi tutto allegro riprese il viaggio.
Dovete sapere che, non lontano dal posto dove Mavungun si era fermato a mangiare, c’era una bellissima città. Essa era governata da un re che aveva una figlia, assai capricciosa. La fanciulla era in età da marito, ma, per quando già molti l’avessero chiesta in sposa, ella aveva rifiutato a tutti la sua mano. Mavungun giunse nella città e si fermò sulla riva del fiume. Qui c’era anche la fanciulla, con molte altre compagne; appena vide il giovane straniero, tornò di corsa dal padre e dalla madre e disse loro:
- Ho visto l’ uomo che voglio per marito e morirò se non lo sposerò!
Il padre mandò i suoi schiavi incontro al giovane straniero e lo invitò a banchetto nella sua casa.
Mavungun fece al re un’ottima impressione, tanto che, quando il giovane gli offrì molto doni preziosi, non esitò a proporgli di sposare la figlia. Così, con grande allegria e gioia per tutti, si celebrarono le nozze. Nella casa degli sposi c’erano tre grandi specchi accuratamente coperti.
Mavungun, preso da una grande curiosità, volle sapere perché fossero coperti. La moglie gli rispose che era molto pericoloso guardarvi, ma Mavungun insistette tanto che la fanciulla alzò la stoffa che ricopriva il primo specchio e… subito il giovane vide la sua città natale, con tutte le sue strade e la sue casa.
- Chi guarda in questo specchio, – disse allora la moglie – vede la città nella quale è nato. Nell’ altro specchio, ciascuno vede le città che conosce e che ha visitato nei suoi viaggi.
E così dicendo, scoprì il secondo specchio.
- E il terzo specchio?
- Il terzo non lo puoi scoprire perché vedresti l’immagine della città dalla quale non si torna.
- Fammela vedere ! – gridò Mavungun, e strappò la tela.
L’immagine che gli apparve era terribile, ma il giovane la fissò intensamente e si sentì preso da un grande desiderio di andare in quella città.
- Ti scongiuro, non andarci, perché non tornerai mai più! – lo implorò la moglie.
Ma il giovane era deciso; prese il suo cavallo e partì. Cavalcò e cavalcò per tanti mesi, finché un giorno, guardandosi intorno, vide una vecchia, che stava seduta presso un mucchio di sassi bianchi e neri.
- Vecchia, hai un po’ di fuoco per la mia pipa? – chiese Mavungun.
- Scendi da cavallo e avvicinati – rispose la donna.
Mavungun si avvicinò, ma appena la vecchia gli ebbe toccato la mano, il giovane fu trasformato in una pietra nera e il suo cavallo in una pietra bianca. Il tempo passava, e Luemba era molto meravigliato che il fratello non avesse mai mandato sue notizie; così un giorno; decise di andare alla sua ricerca. Se ne andò nella foresta, colse un pugno d’erba e, per opera del suo talismano, fece trasformare un filo in un cavallo, un secondo filo in un coltello e un terzo filo in un fucile e poi
partì. Dopo parecchi giorni arrivò nella città in cui Mavungun aveva preso moglie.
- E’ tornato Mavungun, lo sposo della figlia del re!
Appena sceso da cavallo, vide una bellissima fanciulla, che gli veniva incontro dicendo:
- Finalmente sei tornato.
Luemba cercò di spiegare che non era Mavungun.
- Vuoi scherzare, marito mio – lo interruppe la donna, e si mise a ballare per la gioia.
Luemba tentò invano di spiegare chi fosse, ma né la moglie del fratello, né il re, né gli altri abitanti vollero credergli; alla fine, anzi, nessuno stette più ad ascoltarlo. Perciò il giovane dovette tacere e indagare per conto suo, per scoprire che fine avesse fatto Mavungun. L’occasione si presentò subito, perché, quando Luemba entrò in casa, la moglie del fratello gli disse ridendo:
- Spero che avrai perso la voglia di guardare negli specchi!
- No, invece; – disse subito Luemba, – anzi, ti prego di farmeli rivedere.
Questa volta la giovane non si fece pregare e Luemba poté vedere la città dove era nato, poi i luoghi che aveva attraversati viaggiando, e infine guardò interessato la città dalla quale non si torna. Capì subito che quello era il posto dove il fratello era andato e dal quale non era tornato; perciò, senza perdere tempo, disse:
- Mi ricordo ora di aver lasciato laggiù una cosa molto importante. Vado e ritorno al più presto.
- Va pure, marito mio; sei appena arrivato, ma, se pensi di dover ripartire, io ti aspetterò. Ma fa presto.
Luemba montò a cavallo, prese il coltello e il fucile e corse via al galoppo. Cavalca cavalca, eccolo arrivare in vista del mucchio di pietre sbianche e nere; Accanto al mucchio, stava seduta la solita vecchia.
- Vecchia, hai un po’ di fuoco per la mia pipa? – domandò Luemba.
- Scendi da cavallo e avvicinati – rispose la vecchia.
Luemba scese da cavallo, ma invece di stendere la mano verso la donna, le scagliò addosso il suo talismano. Fu un attimo: il terreno si aprì e la vecchia scomparve mandando un grido terribile.
Subito Luemba si avvicinò al mucchio di pietre e cominciò a toccarle con il suo talismano: le pietre nere si trasformarono in tanti giovani e le pietre bianche in altrettanti cavalli. Naturalmente in mezzo agli altri, Luemba riconobbe subito Mavungun, e i due fratelli si abbracciarono con molta gioia. Poi rimontarono a cavallo e, senza indugiare, tornarono nella città dove la moglie di Mavungun aspettava pazientemente il marito. Potete immaginare quale fu la meraviglia di tutti, nel vedere i due fratelli così uguali l’uno all’altro. Vi furono grandi feste, che durarono tre giorni e tre notti e fu ordinato un sontuoso banchetto al quale parteciparono tutti gli abitanti della città. Poi Luemba ripartì e torno nel villaggio natale: la madre ansiosa gli corse incontro chiedendogli notizie di Mavungun; egli la rassicurò sulla sua salute e le raccontò quando era accaduto; poi la condusse nella città dove Mavungun era diventato l’erede del re e là ella trascorse felice i suoi ultimi giorni.
Nel frattempo Mavungun e la moglie entrati in casa s’accorsero che i tre specchi non c’erano più, infatti la magia aveva voluto che nello stesso momento in cui la vecchia era scomparsa, scomparissero anche le tre lastre lucenti. E così nessuno ha più saputo dove fosse la città dalla quale non si tornava più indietro.
Un amico per il gatto
Si tratta di :Storielle e Aneddoti
Stafania ci invia questa storia
Il gatto passeggiava da solo nella savana africana e si annoiava; per cui, si disse: “Voglio trovarmi un amico; non intendo più stare da solo”.
Sulla sponda del fiume, sentì gracidare una rana. “Ecco qualcuno che vorrei avere come amico; le rane sanno davvero molte cose”.
Così, si rivolse alla rana: “Sto cercando un amico, se vuoi, possiamo chiacchierare insieme”.
La rana saltò sulla sponda, si accovacciò accanto al gatto e i due animali cominciarono a discorrere tranquillamente. Più tardi, passò nei paraggi una gazzella sgambettando allegramente; era alquanto distratta, non si accorse della rana e la schiacciò. Il gatto rincorse la gazzella, gridando: “Fermati! Fermati!”
La gazzella si fermò e lo guardò con i suoi grandi occhi dolci. Il gatto le disse: “Anch’io posso correre velocemente; se vuoi, possiamo diventare buoni amici. Lasciami venire con te”.
Così si incamminarono insieme nella savana, discorrendo allegramente. Non videro però un leopardo che stava avanzando verso di loro, nascosto tra l’erba.
All’improvviso, il leopardo aggredì la gazzella e la divorò in un sol boccone! Il gatto osservò il leopardo e gli disse: “Sto cercando un amico; noi apparteniamo alla stessa famiglia e se lo desideri possiamo restare insieme”.
Mentre mangiava la gazzella, il leopardo gli lanciò un’occhiata amichevole. Quando ebbe terminato il pasto, si leccò i baffi, si stiracchiò e si distese accanto al gatto. Poi, cominciarono a parlare come due vecchi amici. Durante la digestione, il leopardo, insonnolito, si distrasse; pertanto, non vide l’elefante che stava uscendo
dalla foresta. Gli elefanti detestano i leopardi, ma l’animale non ebbe il tempo di fuggire; l’elefante si avventò contro di lui e lo trafisse con le zanne: povero leopardo!
Il gatto disse all’elefante: “Come sei grande e forte! Se vuoi, possiamo diventare amici; chiacchieriamo un po’”. L’elefante si sdraiò sull’erba, il gatto si avvicinò al suo orecchio e gli raccontò tutto quello che aveva appreso discutendo con la rana, con la gazzella e con il leopardo. L’elefante era molto interessato e si divertì un
mondo; nel frattempo, alcuni uomini si avvicinarono senza far rumore, nascondendosi tra i cespugli. Erano cacciatori e con frecce e lance colpirono a morte l’elefante che cadde a terra stecchito. Povero elefante!
Il gatto si disse: “Sono proprio sfortunato! Tutti i miei amici sono stati uccisi uno
dopo l’altro, persino l’elefante che era così grande e forte. Questi cacciatori sono ancora più forti; non mi resta che andare con loro”.
I cacciatori ritornarono al loro villaggio e il gatto li seguì; ognuno rientrò nella
propria capanna. Il gatto seguì il capo dei cacciatori, finché questi giunse davanti alla sua dimora. La moglie lo stava aspettando sulla soglia e gli chiese: “Che cosa hai portato da mangiare per cena?”
“Ho ucciso un elefante” rispose con orgoglio il cacciatore.
“Ah, si?” rispose la moglie “E dov’è la carne?”
Il cacciatore si sedette e le disse: “Sono molto stanco, inoltre fa davvero caldo; andrò a cercare la carne più tardi.”
“Non se ne parla nemmeno! Alzati, pigrone, e vai subito a prendere la carne!”. Gridò così forte che il cacciatore si alzò e uscì a cercare la carne. Allora il gatto cominciò a strusciarsi contro le gambe della moglie del capo, facendo le fusa.
“Sei così forte, miao! Sei certamente tu la più forte! Se lo desideri, potrò essere tuo amico e ti racconterò molte cose.”
“Va bene” rispose la donna sorridendo, poi, si abbassò per accarezzarlo. Da quel giorno, la donna e il gatto diventarono grandi amici. Di notte, mentre il gatto
passeggiava nella savana, imparava ogni sorta di segreti e misteri. Al mattino, veniva a strusciarsi contro le gambe della donna, che se lo prendeva sulle ginocchia, e le raccontava tutti i suoi segreti, facendo le fusa. “Sei indubbiamente tu la più forte!”


















