Un amico per il gatto
Si tratta di :Storielle e Aneddoti
Stafania ci invia questa storia
Il gatto passeggiava da solo nella savana africana e si annoiava; per cui, si disse: “Voglio trovarmi un amico; non intendo più stare da solo”.
Sulla sponda del fiume, sentì gracidare una rana. “Ecco qualcuno che vorrei avere come amico; le rane sanno davvero molte cose”.
Così, si rivolse alla rana: “Sto cercando un amico, se vuoi, possiamo chiacchierare insieme”.
La rana saltò sulla sponda, si accovacciò accanto al gatto e i due animali cominciarono a discorrere tranquillamente. Più tardi, passò nei paraggi una gazzella sgambettando allegramente; era alquanto distratta, non si accorse della rana e la schiacciò. Il gatto rincorse la gazzella, gridando: “Fermati! Fermati!”
La gazzella si fermò e lo guardò con i suoi grandi occhi dolci. Il gatto le disse: “Anch’io posso correre velocemente; se vuoi, possiamo diventare buoni amici. Lasciami venire con te”.
Così si incamminarono insieme nella savana, discorrendo allegramente. Non videro però un leopardo che stava avanzando verso di loro, nascosto tra l’erba.
All’improvviso, il leopardo aggredì la gazzella e la divorò in un sol boccone! Il gatto osservò il leopardo e gli disse: “Sto cercando un amico; noi apparteniamo alla stessa famiglia e se lo desideri possiamo restare insieme”.
Mentre mangiava la gazzella, il leopardo gli lanciò un’occhiata amichevole. Quando ebbe terminato il pasto, si leccò i baffi, si stiracchiò e si distese accanto al gatto. Poi, cominciarono a parlare come due vecchi amici. Durante la digestione, il leopardo, insonnolito, si distrasse; pertanto, non vide l’elefante che stava uscendo
dalla foresta. Gli elefanti detestano i leopardi, ma l’animale non ebbe il tempo di fuggire; l’elefante si avventò contro di lui e lo trafisse con le zanne: povero leopardo!
Il gatto disse all’elefante: “Come sei grande e forte! Se vuoi, possiamo diventare amici; chiacchieriamo un po’”. L’elefante si sdraiò sull’erba, il gatto si avvicinò al suo orecchio e gli raccontò tutto quello che aveva appreso discutendo con la rana, con la gazzella e con il leopardo. L’elefante era molto interessato e si divertì un
mondo; nel frattempo, alcuni uomini si avvicinarono senza far rumore, nascondendosi tra i cespugli. Erano cacciatori e con frecce e lance colpirono a morte l’elefante che cadde a terra stecchito. Povero elefante!
Il gatto si disse: “Sono proprio sfortunato! Tutti i miei amici sono stati uccisi uno
dopo l’altro, persino l’elefante che era così grande e forte. Questi cacciatori sono ancora più forti; non mi resta che andare con loro”.
I cacciatori ritornarono al loro villaggio e il gatto li seguì; ognuno rientrò nella
propria capanna. Il gatto seguì il capo dei cacciatori, finché questi giunse davanti alla sua dimora. La moglie lo stava aspettando sulla soglia e gli chiese: “Che cosa hai portato da mangiare per cena?”
“Ho ucciso un elefante” rispose con orgoglio il cacciatore.
“Ah, si?” rispose la moglie “E dov’è la carne?”
Il cacciatore si sedette e le disse: “Sono molto stanco, inoltre fa davvero caldo; andrò a cercare la carne più tardi.”
“Non se ne parla nemmeno! Alzati, pigrone, e vai subito a prendere la carne!”. Gridò così forte che il cacciatore si alzò e uscì a cercare la carne. Allora il gatto cominciò a strusciarsi contro le gambe della moglie del capo, facendo le fusa.
“Sei così forte, miao! Sei certamente tu la più forte! Se lo desideri, potrò essere tuo amico e ti racconterò molte cose.”
“Va bene” rispose la donna sorridendo, poi, si abbassò per accarezzarlo. Da quel giorno, la donna e il gatto diventarono grandi amici. Di notte, mentre il gatto
passeggiava nella savana, imparava ogni sorta di segreti e misteri. Al mattino, veniva a strusciarsi contro le gambe della donna, che se lo prendeva sulle ginocchia, e le raccontava tutti i suoi segreti, facendo le fusa. “Sei indubbiamente tu la più forte!”
Perchè l’elefante è grande
Si tratta di :Storielle e Aneddoti
Andrea ci invia questa storia africana
Narra una leggenda africana che, all’origine del mondo, l’elefante aveva la statura degli altri animali, nonostante ciò era il più prepotente, voleva comandare su tutti ed essere servito e riverito come un re.
Gli abitanti della savana, stanchi delle sue prepotenze, si riunirono di nascosto in assemblea e dissero:
- Non vogliamo più sopportare le angherie dell’elefante, tutti noi viviamo nel terrore, ogni protesta e ogni ragionamento non sono serviti a niente. E’ ora che facciamo qualcosa per fargli capire le nostre ragioni.
Discussero a lungo fino a che, di comune accordo, decisero di dargli una sonora lezione.
Invitarono il prepotente in un’ampia radura dove gli avevano apprestato un ricco banchetto per abbonirlo e per tenerlo occupato.
L’elefante aveva accettato ben volentieri, tutto contento di essere così ossequiato; mentre era assorto a gustare il pranzo, gli animali lo circondarono e cominciarono a dargli tante botte con le zampe e con le corna sino a gonfiarlo tutto, da capo a piedi!
Il malcapitato, alquanto malconcio, andò a tuffarsi nel vicino fiume per dare refrigerio alle tante ferite che aveva sul corpo.
Gli ci vollero parecchi giorni per guarire e, quando i dolori furono passati e le piaghe rimarginate, l’elefante, specchiandosi nell’acqua del fiume, vide che il suo corpo era rimasto tutto gonfio, enorme, pesante! Soltanto le orecchie erano rimaste come prima e certamente non facevano bella figura in quel suo grande testone!
Era diventato il più grande animale della savana, ma il suo potere era finito!
Ora non avrebbe più potuto comandare nemmeno sugli animali più piccoli perché la sua grande mole avrebbe ricordato a tutti la lezione avuta nella radura.
E fu così che l’elefante, da quel giorno, prese a camminare con le orecchie abbassate… per la vergogna.
L’imperatore e il gatto
Si tratta di :Bufale e Hoax
Lucia ci segnala questa storia Cinese
C’era una volta un imperatore che viveva in un immenso palazzo, circondato da molti consiglieri e servitori incaricati di soddisfare ogni suo minimo capriccio. Non
aveva né la necessità né il desiderio di mettere il naso fuori dei suoi appartamenti e non aveva la più pallida idea di come vivessero i suoi sudditi. Non usciva neppure nel suo magnifico parco e gli unici animali che conosceva erano i suoi cani, che si crogiolavano tutto il giorno su cuscini di seta. Un giorno, l’imperatore che sonnecchiava comodamente disteso sul suo divano, fu svegliato da uno strano rumore.
Aprì gli occhi e vide una strana creatura. Era un essere minuscolo, di colore grigio, con una lunga coda e piccoli occhi intelligenti. L’imperatore lanciò un grido e corse
terrorizzato a chiudersi nella sua stanza. “Un mostro si è introdotto a palazzo!” Dopo una settimana, l’imperatore se ne stava ancora nella sua stanza, lamentandosi rannicchiato sotto le coperte. Il mostro in libertà divorava non solo le provviste, ma anche i preziosi abiti dell’imperatore. Anche i cani fuggivano guaendo. I consiglieri, inquieti, si consultarono. Decretarono dapprima di ingraziarsi il favore
del mostro salutandolo con profondi inchini e bruciando incenso in suo onore. Poi, incaricarono il pittore di corte di eseguire trecento ritratti della creatura, sotto la cui immagine scrissero: “Il potente Imperatore offre diecimila tael all’uomo valoroso che vincerà questa bestia mostruosa”.
I trecento manifesti furono affissi in tutta la città. Quando gli abitanti lessero il proclama, le risa risuonarono ovunque: il ritratto rappresentava un topolino grigio simile a molti altri che visitavano, ospiti sgraditi, le case degli abitanti. Tra la folla, c’era anche un giovane molto scaltro, che subito pensò: “Ecco un’ottima occasione per arricchirmi senza fatica!”
Catturò un grosso gatto nero, lo mise in un sacco e corse a palazzo. Quando spiegò il motivo della sua visita, lo fecero subito entrare; rimase stupefatto nel trovare l’imperatore e la sua famiglia che si prosternavano davanti a un tavolo su cui troneggiava il topo, che stava assaporando un enorme piatto di riso.
“Vengo a liberarvi dal mostro!” disse inchinandosi in segno di rispetto. Poi, aprì il sacco, il gatto balzò sul tavolo e inghiottì il topolino in un sol boccone. L’imperatore esclamò: “Questa creatura meravigliosa sa fare prodigi! Voglio tenerla come guardia del corpo!”
“Ma è il bene più prezioso che possiedo!” rispose il ragazzo serio “Non sono
disposto a separarmene, a meno che voi mi diate il doppio della ricompensa!” L’imperatore gli consegnò ventimila tael e, tornato a casa, il ragazzo diede una sontuosa festa.
Tutti risero ascoltando la sua storia, ma un ricco vicino si mise a riflettere: “Se questo ragazzo ha ricevuto una simile ricompensa per un volgare gatto, potrei ottenere ancora di più dall’imperatore! Ma come?”
Poco tempo dopo, i messaggeri annunciarono per tutto il paese la notizia che
l’imperatore cercava ragazze di bell’aspetto per servire a palazzo. Tutti gli abitanti nascosero le loro figlie, poichè sapevano come sarebbero state trattate a corte. Ma il ricco vicino fece salire la figlia su una portantina e si mise in cammino verso la capitale.
L’imperatore lo accolse cordialmente: “Un padre che porta personalmente la figlia
per metterla al mio servizio! Ecco un bel regalo che merita una lauta ricompensa.” Sussurrò una parola a un servitore, che ritornò un attimo dopo con una cosa. “Ti regalo la cosa più preziosa che possiedo” disse l’imperatore “Questa creatura magica mi ha liberato dal mostro che infestava il mio palazzo, ma, visto che non ne ho più bisogno, te lo dono volentieri.” E il ricco, confuso, ripartì con il gatto
nero.
La fanciulla del melone
Si tratta di :Storielle e Aneddoti
aiko ci invia questa storia dal Giappone
C’erano una volta una coppia di anziani coniugi. Un giorno il marito andò a fare legna e la moglie a fare il bucato in un ruscello vicino. Ad un tratto vide galleggiare verso di lei un bellissimo melone: adorandoli decise di prenderlo per poi mangiarselo con il marito. Alla sera il marito tornò a casa molto affamato e fu felice di trovare il melone, lo aprirono e dentro trovarono una bellissima bambina: ne furono felici perché non avevano avuto figli. Passò del tempo, e la bambina crebbe e diventò una bellissima ragazza. Un giorno, il figlio del signore di quella zona la vide, e decise di sposarla. Nella foresta vicino alla casa della fanciulla, viveva però un’orchessa, gelosa della sua felicità. Un giorno nel quale i genitori si erano allontanati e la ragazza era rimasta sola in casa, l’orchessa bussò alla sua porta, fingendosi una vecchia saggia. La ragazza le aprì e venne rapita, fu chiusa in una caverna profonda e l’orchessa prese le sue sembianze. Quando i genitori tornarono a casa, si accorsero che c’era qualcosa che non andava nella loro figlia: era scontrosa, non aveva dato da mangiare al suo Neko, il gatto di casa, lo trattava male e non parlava del suo principe. Capirono che era successo qualcosa. Neko, il gatto, aveva capì tutto per primo: per questo si allontanò non visto ed andò nella foresta. La ragazza era molto amica dei Tanuki, i tassi della foresta. Neko chiese loro dove fosse nascosta: gli indicarono la caverna e Neko la liberò. Nel frattempo era arrivato il fidanzato che anche lui non capiva il cambiamento della sua amata. Improvvisamente sentì dei versi di animali provenire da fuori: uscirono e videro la fanciulla che arrivava con il gatto, i tanuki e altri amici animali della foresta. Vistasi scoperta, l’orchessa fuggì inseguita dagli animali e sparì per sempre. La fanciulla del melone sposò il figlio del signore, e non dimenticò mai i suoi genitori, la foresta ed i suoi amici animali.
Perchè Dio ha creato gli animali domestici???
Si tratta di :Catene di Sant'Antonio
Cristina ci segnala una catena di San’Antonio
sui nostri cari amici animali
Perchè Dio ha creato
gli animali domestici???
Aiutano in casa…
Proteggono I nostri bambini…
Ci insegnano a rilassarci…
Tengono conversazioni interessanti…
Non vi lasciano cadere…
Sono decorativi durante le feste…
Vedono in grande…
Hanno senso di patriottismo…
Sono felici di testare la temperatura
dell’acqua …
Adorano i loro peluches…
Sanno chi comanda…
E … sanno come farvi
SORRIDERE!!!!!!!!
VI HANNO VISTO SORRIDERE OGGI??
Ci si arriva spingendo
gli angoli della bocca
verso l’alto!!
ASPETTATE…
ORA VI MOSTRO
COME SI FA!!!!
ED ORA INVIATELA AI VOSTRI AMICI…
E REGALATE LORO UN SORRISO!!!!!
Appello Greepeace PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA
Si tratta di :Appelli Generici
APPELLO VERO
Appello Greepeace – petizione PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA.
puoi firmare la petizione on line a questo indirizzo
http://www.greenpeace.org/italy/campagne/clima/nocarbone_petizione
di seguito il testo della petizione:
On. Presidente del Consiglio,
On. Ministro Claudio Scajola,
i cambiamenti climatici sono la più grave minaccia ambientale, economica e umanitaria che l’uomo si trova ad affrontare. Milioni di persone nel mondo stanno già oggi subendo gli effetti del fenomeno . Con un aumento della temperatura media globale di oltre 2°C, il 20-30% delle specie animali e vegetali sul Pianeta rischia l’estinzione. Siamo già oggi in piena emergenza clima.
È necessaria una rivoluzione energetica basata sulla progressiva riduzione dell’uso dei combustibili fossili, a partire dal carbone, e dallo sviluppo delle alternative veramente pulite: efficienza e fonti rinnovabili. Le scriviamo per chiederle di:
1. introdurre una moratoria per nuove centrali a carbone
2. presentare un serio piano per l’efficienza energetica per conseguire l’obiettivo europeo al 2020
3. sviluppare le fonti rinnovabili come richiesto dagli obiettivi europei al 2020
4. abbandonare l’idea di un ritorno al nucleare in Italia.
Le ragioni di questa nostra posizione sono semplici:
Il carbone è la prima singola fonte del riscaldamento globale: circa un terzo delle emissioni mondiali di CO2 si devono alla sua combustione. Agli attuali tassi di sviluppo, le emissioni del carbone sono destinate ad aumentare del 60% al 2030. Se così fosse, non avremo alcuna speranza di fermare la folle corsa del Pianeta verso una crisi climatica irreversibile.
L’efficienza energetica è senza dubbio la più conveniente e ampiamente disponibile delle opzioni amiche del clima e un obiettivo del 20 per cento è tecnicamente fattibile ed economicamente conveniente. Per i soli usi elettrici è possibile tagliare i consumi in Italia per 100 miliardi di kWh/anno al 2020 con benefici economici netti di 65 miliardi di euro e occupazionali nell’ordine dei 60.000 posti di lavoro.
Le fonti rinnovabili, oltre a tagliare le emissioni, consentono anche di ridurre le importazioni energetiche. Nel solo settore elettrico, i 50 miliardi di kWh/anno aggiuntivi al 2020 taglierebbero le emissioni per 25 milioni di tonnellate e permetterebbero un risparmio annuale di 10 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti, pari a un risparmio stimato delle importazioni di petrolio di 7,6 miliardi di euro.
Non accettiamo il ricorso al nucleare proposto dal governo. È una tecnologia costosa e rischiosa, che non ha risolto nessuno dei problemi che da sempre ha posto: dai rischi di incidente grave alla gestione delle scorie, dalla proliferazione nucleare alla limitatezza della risorsa Uranio. Il piano nucleare del governo energeticamente è solo un terzo del potenziale di efficienza e fonti rinnovabili.
La costruzione di nuove centrali nucleari e impianti a carbone è contro la politica energetica dell’Unione europea, che ci chiede di promuovere rinnovabili ed efficienza con obiettivi vincolanti al 2020. L’attuale strategia energetica del governo è dunque contro Kyoto (sia per la prima fase che ha termine al 2012, che per gli obiettivi di medio termine al 2020), contro l’Ue e contro l’interesse dei contribuenti italiani, su cui ricadranno le sanzioni per l’inadempienza del nostro Paese agli accordi internazionali.
Anche il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha ribadito che “conseguire la copertura del 20% del fabbisogno energetico europeo con le fonti rinnovabili significherà più di un milione di posti di lavoro al 2020. Per questo oggi è più importante che mai andare avanti con il pacchetto clima/energia, non a dispetto della crisi finanziaria, ma proprio a causa di questa crisi.”
Cordiali saluti,

















