Arrestato per racket il boss laureato con tesi sulle estorsioni della mafia

Inserito da Data 03 dicembre, 2011 (0) Commenti

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SI TRATTA DI UNA
per il sul «modus operandi» di cosa nostra prese 104 su 110

 

PALERMO – Per fare le estorsioni non ci vuole la laurea. Basta, purtroppo, solo una basilare dose di violenza e arroganza. Però Cesare , condannato per e riarrestato nei giorni scorsi in una retata antiracket, ha voluto aggiungere un suo contributo «scientifico» alla spinosa materia. Era il 2008, quando era in carcere, decise di interessarsi di diritto e, guarda il caso, presentò al termine del corso di studi in scienze giuridiche una intitolata «L’estorsione aggravata dall’agevolazione a Cosa Nostra». Tesi regolarmente assegnata da Francesco Siracusano, docente di diritto penale all’università Magna Grecia di Catanzaro. Un lavoro talmente ben fatto che è valso a Lupo, 50 anni, anche un discreto voto di laurea: 104 su 110.

IL PROF: « DELLA MATERIA» – Nell’agosto 2009 Lupo fu scarcerato e nei giorni scorsi è tornato in galera, nell’ambito dell’inchiesta su racket e altri che ha decapitato le cosche di San Lorenzo, Boccadifalco-Passo di Rigano e Brancaccio. «Era un appassionato del diritto penale classico – ricorda oggi su alcuni il professore Siracusano – Se adesso è finita così ha fallito lui nel suo percorso di riabilitazione, ma abbiamo fallito anche noi, professori e società tutta». Lupo era un esperto della materia. In una intercettazione dice al suo interlocutore: «Ci deve fare avere cinquemila euro, i dei non se li devono tenere in tasca si danno subito».

FONTE online del 3.12.2011 ed. Palermo



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Messina. Sgominata dalla GdF banda di truffatori on line, sei giovani arrestati e venti indagati

Inserito da Data 03 dicembre, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe



MESSINA – La di Messina, a conclusione di  due anni di indagini, ha scoperto una banda di giovani specializzata in truffe on line, con raggiri in tutta Italia. Il giro d’affari raggiunto, stando agli accertamenti, ha fruttato oltre 200 mila euro. Sei le persone arrestate, 20 quelle indagate. La banda è accusata di riciclaggio, simulazione di reato, false denunce di smarrimento di documenti, contraffazione di documenti d’identità e di documenti fiscali e indebito utilizzo di o di pagamento. Nelle carceri di Gazzi di Messina sono Costantino Crupi, 27 anni, Giovanni Guerrera, 22 anni, Francesco Spartà, 22 anni e Antonino Pantò, 24 anni. Ai domicilari Davide Cavò, 20 anni e Giuseppe Migliardi, 23 anni. Nelle ordinanze cautelari, firmate dal gip  del tribunale di Messina Giovanni De Marco su richiesta del sostituto procuratore Fabrizio Monaco, al gruppetto di giovani è stato contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata alle truffe e riciclaggio. Indagati per lo stesso reato Nunzio La Rosa, Cristian Vito, Giuseppe Valenti, Giorgio Gullifa, Emanuele Niosi Oriti, Damiano La Rocca, Orazio Buoncastro, Giovanni Masano, Francesco Tringali, Salvatore Cavò, Angelo Spartà, Maria Cristina Spartà, Loredana Cervino, Emanuele Fresco. Tutti i giovani rimasti coinvolti sono di Messina. Gli uomi della GdF hanno appurato che la banda, che agiva nel quartiere Bordonaro di Messina, per accedere ai ” e ”Subito”, utilizzava carte d’identità false per ottenere gli nei due portali di , dove mettevano all’asta soprattutto oggetti tecnoligici: telefoni cellulari, , Playstation 3, robot da cucina Bimby). I malcapitati effettuavano il bonifico sul conto corrente ricaricabile di ma non hanno avevano mai ricevuto acquistata. Circa 50 gli utenti internet che hanno subito il raggiro.



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Hacker Russi danneggiano la pompa dell’acqua di un impianto idrico a Springfield, nell’Illinois

Inserito da Data 23 novembre, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Exploits



A Springfield, nell’Illinois, alcuni Pirati informatici hanno ottenuto la del software per gestire un impianto idrico.
Non si capie l’utilità di tale azione, dato che il danneggiamento della dell’acqua ha solo creato un disservizio. Probabilmente i pirati, di origine, Russa volevano attirare l’ sulla di sistemi che rappresentano delle “Infrastrutture critiche” anche negli .

Di certo questo genere di non ha nulla di Etico, poichè avere le chiavi di casa altrui non ci autorizza ad entrare e rompere tutto. Un che si rispetti avrebbe scorrazzato un pò ma mai e poi mai avrebbe danneggiato il sistema, poichè lo spirito vieta la distruzione di risorse collettive. Non è razionale comportarsi come criminali, un è un delinquente sia che lo faccia nella vita reale sia che utilizzi .

Che senso ha istruire la pompa in modo tale da accendersi e spegnersi ripetutamente ? In genere, comunque non ha senso, aprire una infrastruttura del genere ad internet, basterebbe una rete privata. Di solito basterebbe maggiore attenzione a questi sistemi.



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