Crediti delle imprese. La bufala di Monti

Inserito da Data 25 marzo, 2013 (0) Commenti

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montiIl pagamento dei debiti della verso i privati è circondato da tantissimi interrogativi. Palazzo Chigi si è limitato ad aggiornare i saldi del bilancio, toccherà ora alle Camere decidere se ingerire in un sol quanto proposto dall’esecutivo. Sarebbe stato più utile licenziare subito un decreto legge ma “per opportunità politica” si è preferito passare la patata bollente al prossimo governo.
Questo è quello che ha fatto intendere ieri il sottosegretario all’Economia, , ex funzionario della Camera trincerato dietro un “no comment” riguardo allo scontro in atto tra e ministero dell’Economia. Durante l’ultimo Consiglio dei ministri sarebbero venuti al pettine alcuni nodi tra i due dicasteri. Sul c’era sicuramente l’interpretazione della deroga concessa dalla Bruxelles. L’allentamento dei vincoli di bilancio è stato concesso con formule particolarmente ambigue; parole in grado di alimentare sospetti e suggerire particolari cautele. Permettere agli Enti territoriali di liquidare l’arretrato potrebbe esporre l’intero apparato statale a delle conseguenze molto pesanti; i calcoli da svolgere si annunciano molto complicati. Nella somma rientrano infatti tutte le amministrazioni dello Stato, dai ministeri alle piccole agenzie. Anche se l’istruttoria legislativa dovesse procedere a ritmo serrato, serviranno almeno cinque mesi per iniziare ad aggredire i cento miliardi di debito nei confronti di fornitori di beni e servizi.
Dopo l’approvazione di un decreto legge – impostato (forse) ma non votato dai ministri tecnici – si dovrà convertire la legge di conversione e aspettare il passaggio dei termini previsti dalle leggi di contabilità pubblica. da in combinato disposto con il nuovo testo dell’articolo 81 della , in vigore a partire dall’esercizio finanziario del 2014, dodici mesi in cui si è previsto di immettere liquidità nel sistema per venti miliardi di euro. Accorgimento inevitabile – pena una dichiarazione di incostituzionalità – in grado di mandare in tilt l’iniziativa legislativa di Mario Monti.
Cosa impone la modifica costituzionale votata in fretta e furia dalla strana maggioranza che ha animato gli ultimi quattordici mesi della scorsa legislatura? L’articolo in questione è quello sul “pareggio di bilancio”, dall’anno prossimo lo Stato avrà l’obbligo di adoperare maggior rigore nella gestione della pubblica. Il secondo comma è molto chiaro: “Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali”. L’ultimo comma serve a chiudere il cerchio: “Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei principi definiti con legge costituzionale”. Cosa significa tutto questo? Il decreto legge potrebbe – paradossalmente – non servire a nulla, almeno per quanto concerne il 2014.
L’approvazione della legge di conversione non è circondata dalle “cautele” imposte dal nuovo articolo 81. È sufficiente la maggioranza semplice per evitare la caducazione di quanto disposto dai provvedimenti approvati dall’esecutivo nei casi di necessità ed urgenza. Per il 2014 potrebbe quindi rendersi necessario il deposito di un disegno di legge governativo da sottoporre al , atto che non godrebbe della corsia preferenziale prevista per i decreti legge. Ricordate poi della necessità di una nuova manovra correttiva? Ve ne avevamo parlato da queste colonne, una “legge di cui nessuno parla”. Il Tesoro ha scelto di essere prudente anche perché il crollo del Pil causato dalle ricette economiche dei tecnici ci costerà quest’anno 15,7 miliardi di minori entrate del previsto, solo in parte compensate da 5,3 miliardi di minori interessi da pagare sul debito e 2,4 di spesa corrente. Serviranno nuovi tagli o un aumento dell’imposizione fiscale. Insomma, quello di giovedì – l’annuncio dei 40 miliardi di euro da destinare ai creditori dello Stato – rischia di essere ricordato come uno spot sulla pelle delle imprese che con ogni probabilità andranno invece incontro ad una tremenda “morte a credito”

fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=19876



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Whatsapp a pagamento? La bufala arriva anche sui maggiori quotidiani

Inserito da Data 25 marzo, 2013 (0) Commenti

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Si legge che la app di messaggistica più diffusa diventerà a pagamento. Ma non è (del tutto) vero

, di WhatsApp, la popolare applicazione di messaggistica che consente di comunicare a costo zero, ha annunciato che “nei prossimi mesi la app diventerà a pagamento”. Fa però, nel contempo, dei distinguo che molti giornali han dimenticato di fare.

Whatsapp si pagherà solamente al momento del download come già per il mercato della , l’, appunto. Ora lì l’applicazione costa 0,89 centesimi di euro e il prezzo non dovrebbe variare (ma questo viene deciso anche da Apple). La non gratuità della applicazione verrà anche ai quali Play, lo store di e di (all’inizio era gratuito il download anche per dispositivi ). Tutto qui. Non ci saranno quindi “canoni” da pagare a tradimento dopo che l’applicazione sarà stata usata ai limiti del consumo dai possessori degli smartphone.

Whatsapp, che non contiene al suo interno pubblicità, è una struttura che gestisce il traffico di 17 miliardi di messaggi al giorno. Messaggi gratuiti. Che continueranno ad esserlo, seppur con un piccolo, piccolissimo, scotto iniziale.

fonte news.supermoney.eu



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ROMA, UCCIDONO IL CANE: “CREDEVO AVESSE FERITO MIO FIGLIO”. LA BUFALA SUL WEB -FOTO

Inserito da Data 25 marzo, 2013 (0) Commenti

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20130323_cane

ROMA – Una coppia lascia il bimbo di cinque in col , poi torna e trova il coperto di e pensando che abbia ucciso il bimbo, uccidono il cane. Ma il bimbo e in un’altra stanza e il cane ha solo difeso la casa da un ladro.
Una storia all’apparenza commovente che è rispuntata in questi giorni sul web dopo due anni di assenza, suscitando commenti indignati nella massa incauta.
In realtà, si tratta di una clamorosa disponibile in varie lingue, tratta da una vecchia leggenda inglese su un lupo domestico ucciso ingiustamente, mentre la foto che la accompagna è tratta dalla nera del 2007, e ritrae un rottweiler impazzito soppresso da un poliziotto durante un attacco, probabilmente negli Usa.
Ma il popolo del web non controlla e la sta condividendo di nuovo, massicciamente, nonostante la abbia le due caratteristiche fondamentali della bufala, ossia la mancanza di collocazione geografica e cronologica

fonte: leggo.it



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