Bufale e Hoax

TRAPATTONI COLPITO DA ICTUS? UNA BUFALA

Inserito da 6 gennaio, 2011 (0) Commenti

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“Sto bene e non ho avuto nessun ictus, mi sono sottoposto soltanto ad un intervento di pulizia dell’arteria carotidea”. Queste le parole di Giovanni Trapattoni, ex tecnico della nazionale italiana ed allenatore dell’Irlanda, riguardo la notizia che era circolata riguardo un ictus che lo avrebbe colpito il 29 dicembre all’Ospedale San Raffaele di Milano.
Trapattoni si trova a casa sua e sta seguendo la convalescenza relativa all’operazione subita.

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Gela, responsabile santuario: nessun portale del 400 crollato

Inserito da 20 novembre, 2010 (0) Commenti

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“Cedimento di parte di un istituto abbandonato accanto”

Roma, 19 nov. (Apcom) – A Gela non è crollato alcun ’400, né tantomeno del di Maria SS Alemanna: i calcinacci al centro della nuova polemica sono di un edificio accanto, un istituto di abbandonato, dove ha ceduto la parete di un ingresso, crollo già transennato da tempo: a dirlo e a documentarlo con le foto è Umana, direttore dell’opera salesiana di Gela e responsabile del santuario D’Alemanna. Una , quindi, si direbbe. Visto che se di portale si vuol parlare bisogna parlare di quello, del XVI secolo per la precisione, della vecchia rurale di della Manna, andato perso nella demolizione risalente al 1979. Demolizione sulle cui ceneri è sorto l’attuale Santuario di Maria SS. Alemanna, che è un edificio in cemento armato. Foto del prima e dopo sono anche rintracciabili sul sito della città di Gela: http://www.gelacittadimare.it/chiese.html. Chiarito questo, il crollo di cui si parla oggi riguarda tutt’altro luogo, un istituto abbandonato di suore, e solo una parte di parete intorno ad una . Il parroco infatti è netto: “Con titoli allarmati e allarmanti i media hanno parlato di ‘crollo di un portale del secolo xv’ del Santuario di Maria SS Alemanna. La notizia è priva di fondamento e genera una serie di equivoci”. Allora “è bene fare chiarezza e offrire informazioni serie”, sottolinea il parroco che fornisce così una dettagliata cronistoria.

22:54 – - 19 NOV 2010

: http://www.apcom.net/newscronaca/20101119_225408_1fe0d1b_103668.html

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Chiatti libero! Una bufala secondo il suo avvocato

Inserito da 20 novembre, 2010 (0) Commenti

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Smentiti sia i permessi premio sia la semilibertà per colui che è passato alla storia come il “mostro di Foligno”

Sembrerebbe che anche i quotidiani che vanno per la maggiore qualche volta “prendano le bufale”.
Sarebbe questo il caso della notizia per cui il “mostro di Foligno” ”Luigi Chiatti era in procinto di ottenere la semilibertà e che aveva già avuto permessi premio.
Quando già si affollavano le dichiarazioni dei politici sull’annunciato evento, l’avvocato di Chiatti ha precisato che costui “ non ha mai lasciato il carcere”:
Il legale, dopo avere consultato anche i genitori di Chiatti, ha pure smentito che questi abbia presentato domanda per ottenere la semiliberta’ o si accinga a farlo, come riportato dagli stessi quotidiani: ”Notizie non vere nel modo piu’ assoluto” .
Chiatti sta scontando a 30 anni di reclusione per l’ di Simone , 4 anni, e Paolucci, 13. Delitti compiuti a Foligno tra il 6 ottobre del 1992 e il 7 agosto del ’93 quando venne arrestato dalla polizia.
Al termine del processo di primo grado, venne condannato all’ergastolo la pena venne pero’ ridotta a 30 anni di reclusione dopo il riconoscimento, in appello, della seminfermita’ di mente.
Salvo novità legislative, Chiatti, quando avrà scontato la pena ( teoricamente nel 2023), ’ comunque sottoposto ad una di legata alla seminfermita’ mentale che prevede un eventuale ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziale se dovesse essere riconosciuto ancora socialmente pericoloso.

: http://www.iltamtam.it/Generali/Cronaca/Chiatti-libero–Una--secondo-il-suo-avvocato.

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Fedele: “Cannavaro per Ruiz? E’ una bufala”

Inserito da 20 novembre, 2010 (0) Commenti

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A nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Enrico Fedele, procuratore di Paolo Cannavaro. “Quando si gioca in Europa League non bisogna dimenticarsi del campionato. Mazzarri merita nove e mezzo perché ha resuscitato una squadra cadavere, l’ha portata in Europa e attualmente si trova al terzo posto nella classifica del campionato. L’anno scorso Mazzarri meritava nove, quest’anno un in più perché la rosa del Napoli è di qualità inferiore. Il Napoli non può contare sempre e solo su Lavezzi e Cavani. Mancano i gol di Hamsik e Maggio. Mazzarri è un lavoratore onesto, lui non ha scelto i giocatori che sono arrivati, ha scelti solo i ruoli. Lui voleva Ledesma e Toni per esempio. Il Napoli ha una rosa con pochi giocatori, ne occorrono altri. Non bisogna però dare giudizi di partita in partita in base alla o meno della squadra. Per Cannavaro tra un mese si deciderà se rinnovare il suo contratto o meno. Ci sono il cinquanta per cento di probabilità che il difensore rimanga a Napoli. Mi auguro che festeggeremo le 250 presenze con la maglia azzurra. Si parla di un possibile Cannavaro-Ruiz, è una . Non credo che il Napoli possa ora privarsi di un giocatore come Paolo, soprattutto se dovesse essere sostituito da uno come Ruiz”.

: http://www.areanapoli.it

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«Borriello torna al Milan». «Una bufala»

Inserito da 20 novembre, 2010 (0) Commenti

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CORSERA (L. VALDISERRI) – Possono bastare due panchine — contro il in Champions League e contro la Juventus in campionato — per montare un caso-Borriello? Non dovrebbe essere così, anche perché i numeri dicono che il centravanti è stato il calciatore più utilizzato in campionato 887 minuti, il secondo è Cassetti con 843; 1.117 minuti in totale, calcolando anche la Champions League). Segno che Ranieri, che ha ricevuto il premio Maestrelli, ha piena in lui.

E invece la presenza di Borriello a San Siro, spettatore del derby di domenica sera, ha fatto girare una voce fantasiosa: il ritorno del bomber al Milan, a gennaio, visto che è in prestito (ma c’è l’obbligo di riscatto a cifra prefissata in 10 milioni di euro) e l’infortunio di che ha già chiuso la sua stagione. Secca la risposta della società: «Borriello è nostro al cento per cento e il suo acquisto è blindato. Borriello non si muove, non ci sono clausole e non ci sono possibilità». Sulla stessa linea Adriano Galliani: «È un giocatore della Roma». Fine della storia? La mancata in nazionale non ha migliorato l’ dell’attaccante, anche se quella contro la Romania, domani a Klagenfurt, è solo un’amichevole. Borriello ha già segnato sette gol alla Roma— 5 in campionato e 2 in Champions — e vorrebbe giocare sempre, come tutti i calciatori del mondo. Non ha gradito la panchina a Torino, anche perché quest’estate aveva detto di no alla preferendo firmare per la Roma. Però ha accettato la decisione e sa che contro l’, sabato prossimo, partirà dal primo minuto. Ranieri, del resto, dopo Juve-Roma ha che «Marco è l’unico a “riempire” l’area tra tutti gli attaccanti che ho a disposizione».

Ieri la Roma è tornata ad allenarsi e Ranieri ha ritrovato Juan e , che si sono allenati con il gruppo. Il loro recupero per sabato è altamente probabile e il brasiliano potrebbe prendere il posto di Mexes, acciaccato a un polpaccio e in forse. Ancora assente Perrotta, fermo per una contusione al ginocchio destro. Non si è visto sul campo Fabio Simplicio, impegnato nelle visite mediche di idoneità. Contro l’Udinese, insomma, non saranno sicuramente a disposizione solo Taddei e Okaka.

16-11-2010 (laroma24.it)
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Deforestazione in Indonesia: gli scienziati smascherano le bufale di APP e IPS

Inserito da 20 novembre, 2010 (0) Commenti

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il colosso cartario indonesiano Pulp & Paper (APP) paga un rapporto truffa per smentire le accuse di deforestazione, ma è sbugiardata da un gruppo di scienziati.
Lo scorso ottobre la APP aveva ingaggiato la ITS Global per produrre un rapporto destinato a smentire le accuse delle associazioni ambientaliste, secondo cui l’impresa sarebbe responsabile della deforestazione a e del massiccio rilascio di carbonio in atmosfera.

Un gruppo di scienziati di primo piano ha pubblicato una che mette in dubbio l’oggettività del World Growth International, un istituto che sostiene di operare a nome dei poveri del mondo, e il cui leader Alan Oxley, presiede da ITS Global, una società di marketing.

La lettera, pubblicata on-line, denuncia World Growth e ITS Global come gruppi di facciata dell’industria forestale: “WGI e ITS – frequentemente attive nella promozione a livello internazionale del taglio industriale delle foreste e delle piantagioni di palma da olio e di alberi da cellulosa – a volte hanno oltrepassato la sottile linea tra la realtà e di una grave distorsione dei fatti”, scrivono gli scienziati, guidati da William F. Laurance, ricercatore presso la James Cook University.

Gli scienziati hanno osservato che i gruppi non rivelano le loro fonti di finanziamento, ma hanno ammesso che la ITS abbia ricevuto fondi dal gruppo , il conglomerato che controlla la Asia Pulp & Paper (APP),e la Agro Resources & Technology, una società di .

“L’ITS è uno stretto alleato, e spesso sovvenzionato, dalle multinazionali del legname e della carta, oltre che dai produttori di olio di palma. Tra i suoi finanziatori ci sono imprese del gruppo cartario Asia Pulp & Paper”.

“Il WGI è spesso attivo nella comunicazione pubblica per conto di aziende del gruppo Sinar Mas, un conglomerato che unisce imprese forestali, cartarie e produttori di olio di palma, come la Golden Resources Agri, con sede in Singapore. Una di queste imprese, nota come ‘SMART ‘, rischia l’espulsione dal Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO), un gruppo di trainato dall’industria, per’gravi non-conformità con il suo Codice di condotta e con le linee guida della sostenibilità ambientale e sociale”.

Citando fonti scientifiche, gli scienziati indicano come Oxley e suoi due gruppi travisino le cause della deforestazione in Indonesia, sottostimando l’impatto sulla biodiversità e sul clima della conversione delle foreste pluviali in piantagioni, e ignorando i costi sociali delle piantagioni su vasta scala.

Gli autori evidenziano inoltre l’intrinseco conflitto d’interessi dei gruppi guidati da Oxley, l’uno come revisore ‘indipendente’ e l’altro come agente di pubbliche relazioni per gli stessi clienti. Essi citano un recente ‘audit’ condotta per conto di Asia Pulp & Paper contro le accuse lanciate da Greenpeace, secondo cui fornitori della APP sono responsabili della distruzione delle foreste naturali e torbiere. L’audit, che annunciava di rivelare alcuni errori commessi da Greenpeace, non faceva che confermare come la APP avesse praticato la conversione di aree di torba profonda, ma è stato confezionato dalla World Growth come prova delle ‘falsificazioni’ operate da Greenpeace.

La prassi adottata assomiglia molto a quella messa in campo dalla World Growth nell’audit per conto della SMART, sulle sue piantagioni di palma da olio. Lo scorso agosto, un audit redatto dalla BSI per conto dalla stessa SMART, aveva ammesso come l’impresa avesse commesso irregolarità o reati ambientali in 8 delle 11 concessioni analizzate, ma la SMART e la World Growth l’hanno presentato come una dichiarazione di completa sostenibilità. Senonchè ii revisori hanno smentinto entrambi, dichiarano che la SMART aveva travisato i risultati dell’audit. “È giunto a conoscenza del Gruppo BSI che in seguito alla pubblicazione del rapporto ‘BSI-CUC Verifying Greenpeace Claims Case: PT SMART Tbk’ il 10 agosto 2010, elementi del rapporto sono stati pubblicati e presentati in modo erroneo”, si legge la dichiarazione, che ha poi sottolineato le trasgressioni specifiche commesse dalla PT Smart: “Tra il 2005 e il 2008, in due aziende sono state effettuate verificate piantumazioni in aree di torba profonda (oltre 3 metri), in violazione del decreto presidenziale emanato nel 1990, anche in violazione delle istruzioni della stessa SMART (…) Nel Kalimantan centrale, tutte le concessioni esaminate sono risultate avere effettuato operazioni di dissodamento prima dell’approvazione della valutazione di impatto ambientale”.

Gli scienziati concludono la loro lettera, riconoscendo l’importanza di olio di palma e di altre attività produttive nelle aree forestali, ma che “un certo numero di argomenti chiave adottati da WGI, ITS, e Alan Oxley, presentano notevoli distorsioni, travisamenti, distorsioni dei fatti”.

“In altri casi, sono stati presentati argomenti allo scopo di ‘confondere le acque’, in modo tale che ci fa dedurre sia stato voluto per difendere la credibilità delle imprese che direttamente o indirettamente li sostengono finanziariamente,” scrivono. “In quanto tali, la WGI e e la ITS dovrebbero essere trattati come gruppi di pressione o di sensibilizzazione, non come think-tank indipendenti, e le loro argomentazioni ponderate di conseguenza.”

“Per prassi non divulghiamo i nostri donatori, come fanno molte altre ONG”, scrive Oxley in un comunicato di risposta, trascurando il fatto che le associazioni di cui si sta occupando – WWF e Greenpeace – rendono ben pubblici i propri sostenitori istituzionali. “Il nostro scopo e ragion d’essere è alleviare la povertà attraverso il libero scambio e lo sviluppo economico e di sviluppare politiche per ottenere la sostenibilità senza contrastare gli sforzi per ridurre la povertà o l’operatività dei mercati, siamo pronti a discutere le questioni reali in gioco: oltre un miliardo di persone che vivono in povertà”.
Oxley si guarda bene dall’affrontato lo spinoso tema del conflitto di interesse sollevato dagli scienziati, né degli errori nei rapporti e comunicati stampa diffusi dal suo gruppo.

Nelle osservazioni inviate a mongabay.com, la APP difende l’utilizzo dell’impresa di Oxley. Ian Lifshitz, Sostenibilità & Public Outreach Manager per la propria divisione APP America, e scrive:

“Alan Oxley ha una reputazione per le posizioni e le opinioni espresse nell’ambito di una lunga e brillante carriera diplomatica, come funzionario statale e come operatore privato. Tuttavia, le sue posizioni non hanno niente a che vedere con l’audit della ITS Global. La veridica è stata condotta utilizzando metodologie testate alla prova dei fatti, peer reviewed e certificate. L’audit dimostra che il rapporto di Greenpeace presenta citazioni in documenti in tali citazioni non sussistono, mappe inesistenti di concessioni, tratta come verità assolute documenti ad alto margine di errore, tanto che il 90% degli studiosi indonesiani. Queste tematiche sono chiaramente indicate nella relazione di revisione e dimostrano che la maggior parte delle accuse di Greenpeace siano fuorvianti, capziose o basate sulla distorsioni dei fatti”.

Mongabay si è allora presa l’incomodo di veridicare le affermazioni della ITS Global. L’audit sostiene come l’Indonesia non sia terzo emettitore di gas serra, nonostante questo sia sostenuto proprio dalla relazione del più autorivole organo governativo, il Consiglio nazionale sui cambiamenti climatici (DNPI) che mostra che l’Indonesia sia seconda solo a Cina e Stati Uniti nelle emissioni. L’audit cerca intorbidire le acque menzionando le emissioni pro capite di gas serra e le emissioni generate escludendo quelle generate nell’utilizzo del territorio, mentre cita altri dati irrilevanti sulla superficie totale delle foreste in Indonesia. L’audit suggerisce inoltre che l’olio di palma e le industrie della cellulosa e della carta non sono i principali attori delle emissioni di gas serra in Indonesia, mentre una recente ricerca ha dimostrato che più della metà di espansione delle piantagioni di palma da olio tra il 1990 e il 2005 in Indonesia è venuta a spese delle foreste naturali, e che essa, insieme con le piantagioni di acacia e alla produzione di legname, sono tra i principali fattori della conversione delle foreste del paese.

Ma Lifshitz, della APP, sostiene l’audit, sostenendo che Greenpeace voglia in realtà danneggiare la sua impresa: “le ONG occidentali … ci impongono limitazioni al diritto sovrano dell’Indonesia a sviluppare la propria economia”, così come ad assicurare la sostenibilità delle sue operazioni.

Ma davvero la APP promuove lo sviluppo dell’Indonesia? In Indonesia la APP sostiene di impiegare circa 80.000 persone e detenere 2,4 milioni di ettari di concessioni: circa una persona ogni 30 ettari di concessione (o un lavoratore ogni 18 ettari, se si escludono le aree non utilizzate a scopo produttivo). In confronto, le aziende agroforestali di dimensioni medio piccole di Giava occidentale impiegano una persona ogni mezzo ettaro (Ginoga 2004), una ogni due ettari nella coltura dell’olio di palma (IPOC 2009), e da una persona ogni mezzo ettaro a una ogni ettaro e mezzo nella coltivazione del cacao (Yasa 2007). I piccoli proprietari detengono il 44 per cento delle concessioni di palma da olio in Indonesia, ma rappresentano solo il 33 per cento della produzione nazionale di olio.

“Rivorreremo a gruppi come Greenspirit per valutare il monitoraggio indipendente delle nostre attività, proprio come si utilizzeremo diversi gruppi per monitorare il nostro continuo miglioramento dell’impronta del carbonio, le nostra prestazione nella certificazione, i nostri programmi di responsabilità sociale e la nostra filiera. Allo stesso tempo continueremo a sostenere gruppi come la Consumer Alliance for Global Prosperity (Alleanza dei consumatori per una prosperità globale) che rispettano il diritto e la necessità per le economie emergenti di avere l’opportunità di sviluppare le loro economie. ”

La Consumer Alliance for Global Prosperity (CAGP) è un nuovo gruppo con sede a Washington DC, che ha lanciato una campagna contro le aziende americane che hanno adottato criteri di sostenibilità nelle materie prime impiegate. Il principale obiettivo delle sue campagne, sono le imprese che hanno interrotto i contratti con la APP: Office Max, Staples, Office Depot, ma Walmart, che ha tagliato i legami con APP negli Stati Uniti ma non in Cina. La Consumer Alliance for Global Prosperity accusa queste imprese di essere in collusione con i sindacati e con l’ambientalismo radicale, ai danni dei consumatori statunitensi. e lo fa con un linguaggio colorito: “Gli ‘Imperi della collusione’ continuano a battersi contro la prosperità, spinti da obiettivi contrari al libero commercio – sostiene la CAGP – Questa campagna coordinata è gestita da ambientalisti radicali, ai danni dei produttori di cellulosa e carta del mondo in via di sviluppo, distruggendo i mezzi di sostentamento e le aspirazioni di migliaia di poveri del mondo (…) “Ci batteremo contro la collusione anti-commercio e anti-prosperità tra le associazioni ambientaliste internazionali, i dirigenti sindacali americani e le imprese che cercano si sfuggire ai rigori di un mercato competitivo.” Il portavoce della GACP Andrew Langer ha negato di avere legami con l’Asia Pulp & Paper, nonostante diverse prove di affiliazione, tra cui l’utilizzo delle stesse liste di indirizzi e-mail e il simile linguaggio simile (con tanto di errori di battitura identici).

Un altro gruppo ‘indipendente’, la Initiative for Public Policy Analysis (iniziativa di Analisi delle Politiche Pubbliche) che sta conducendo una campagna affinché la Banca Mondiale indebolisca le garanzie sociali e ambientali e riprenda a erogareprestiti alle società produttrici di olio di palma. Anche questo gruppo sembra disporre della stessa lista di indirizzi e-mail.

Dopo la lettera aperta pubblicata dagli scienziati, questi gruppi dovranno affrontare uno scrutinio pubblico più servero. Tra i firmatari della lettera, William F. Laurance della James Cook University in Australia, Thomas E. Lovejoy del Centro Heinz di Washington, Sir Ghillean Prance, Professore e Direttore Royal Botanic Gardens di Kew, nel Regno Unito; dell’Università di Stanford; Georgina Mace dell’Imperial College di Londra, Peter H. Raven, presidente emerito del Missouri Botanical Garden di St. Louis, in Missouri, Susan M. Cheyne dell’Università di Oxford; Corey Bradshaw JA dell’Università di Adelaide; Omar R. Masera dell’Università Nazionale del Messico (UNAM) e premio Nobel per conto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici; Gabriella Fredriksson della e di Amsterdam; dell’University of Adelaide, Australia; e Lian Pin Koh di Politecnico federale di Zurigo ().

Gli scienziati si sono dichiarati pronti a confutare la risposta di Oxley.

: http://www.salvaleforeste.it/201011181297/indonesia-app-scienziati.html

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