Bufale e Hoax

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Inserito da 17 marzo, 2011 (0) Commenti

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Positivo al palloncino: assolto perche’ era colluttorio

Inserito da 17 marzo, 2011 (0) Commenti

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Sembra tanto una scusa ben orchestrata…… dubito che il fatto sia reale comunque riporto tale segnalazione….

Sciacquarsi la bocca con il colluttorio e poi mettersi al volante è pericoloso. Non si rischia di provocare . Ma si rischia lo stesso una , una multa salata e il ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza. Il tam tam che circola da tempo tra gli automobilisti è confermato da una sentenza appena depositata. Il colluttorio contiene alcool e anche se non viene ingerito e dunque non determina alterazioni dei riflessi, se si incappa in una pattuglia dei vigili può falsare il test alcolemico con tutte le spiacevoli conseguenze del caso. Salta però fuori anche che lo stesso può accadere con i farmaci utilizzati per curare l’asma e stavolta, anche se non sempre il foglietto illustrativo lo segnala, l’ usato come eccipiente la capacità di guidare. È quanto emerso dal processo a carico di un automobilista foggiano di 40 anni che, se è stato assolto dall’accusa di aver provocato un incidente guidando dopo aver bevuto, ha comunque vissuto un giudiziario durato quasi tre anni.

Era il 16 marzo 2008, quando G. A. – rugbista professionista, insegnante di educazione fisica, donatore di sangue – è rimasto coinvolto in un tamponamento a catena in Cenisio insieme ad altre due . Invitato dai vigili a sottoporsi alla , è risultato positivo: 0,87 grammi per alla prima prova e 0,92 alla seconda, quando il limite è di 0,5. Incredulo, ha subito dichiarato di essere da sempre astemio, ma il decreto penale di condanna è stato inevitabile. È poi emerso, però, che dopo l’incidente, mentre con i vigili aspettava in un bar una pattuglia che avesse lo strumento per fare il test, aveva utilizzato sia l’Aminomal, uno sciroppo per curare una bronchite cronica asmatica, sia il Listerine, un colluttorio antibatterico. Allora il suo difensore, l’avvocato Sorgato, ha pensato bene di far svolgere una consulenza tossicologica sui due prodotti per capire se potessero aver alterato il risultato del test. Ebbene sì. La dottoressa Marina C. Caligara della sezione di tossicologia forense dell’Università degli studi ha infatti spiegato che il 96 per cento degli eccipienti dell’Aminomal è costituito da alcol etilico e che una dose della medicina, secondo quanto riporta la scheda tecnica redatta dalla casa farmaceutica che lo produce, ne contiene il 20%, pari a 8,28 grammi «equivalenti a 200 millilitri di birra e a 83 millilitri di vino». Scrive l’esperta che «per la presenza di tale quantitativo di alcool, sempre nella scheda tecnica, vi è l’avvertenza di usare precauzione nelle donne in gravidanza e l’allerta che il quantitativo di alcool presente in Aminomal può alterare la capacità di guidare veicoli».

Un dato che non viene trascritto nel bugiardino. Quanto al Listerine, secondo la tossicologa è composto da alcool etilico al 21,6 per cento. Tuttavia, «poiché il suo uso è topico, l’assorbimento attraverso la mucosa è irrilevante e inidoneo a determinare valori alcolemici significativi. Può, invece, contribuire a falsare la misura etilometrica per la presenza di residui nel cavo orale». Ebbene, all’esito della consulenza – viste però anche le prescrizioni dei farmaci all’automobilista e le testimonianze che suffragano che l’imputato è astemio, il giudice dell’ottava sezione penale lo ha assolto.

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Svizzera: barboncino ucciso per tasse non pagate, era una bufala

Inserito da 20 febbraio, 2011 (0) Commenti

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Era solo una la storia del barboncino ucciso in Svizzera perché la padrona non aveva pagato le tasse. Sembra che non esista nemmeno una signora Marilena Iannotta nella cittadina di Rencovilier, comune del Giura Bernese. La bufala messa in giro da ignoti raccontava che il cane sarebbe stato condannato a morte perché la proprietaria non aveva pagato una (legge cantonale risalente al 1904) sul possesso dell’: 50 , poco oltre 38 euro. Il sindaco della cittadina è stato quindi bombardato di messaggi di posta elettronica. Ma lo stesso primo cittadino ha smentito tutto: “Un’invenzione della stampa non so neppure chi sia questa donna, non esiste. Qui a Reconvillier i cani non li ammazziamo. Non è vero niente. Mi ha già chiamato la televisione Tsr, ma ora sono stufo di questa storia.

fonte: segnalazione

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Repubblica ritrova Atlantide. Ma è una bufala

Inserito da 19 febbraio, 2011 (1) Commento

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Le linee che hanno giocato un brutto al sito di Repubblica.

scoperta grazie a Google Ocean, la versione marina di . Ma è un errore clamoroso di interpretazione.

Repubblica cercava la mitica città di Atlantide, ma prende un granchio. È l’ennesima tecnologica. Sul sito del quotidiano vengono pubblicate le immagini di strane linee che comparirebbero sulle mappe di Google Earth in mezzo all’.
l’articolo di Repubblica: «Un rettangolo perfetto nascosto nei fondali dell’oceano Atlantico, a pochi chilometri dalla costa settentrionale dell’Africa e non lontano dalle Canarie. È qui, secondo l’ inglese Bernie Bamford, che si nasconderebbe la soluzione a quell’eterno chiamato Atlantide».

Bufala oceanica
Peccato però che quei segni, come già scritto su Focus, non sono altro che linee di giunzione tra mappe digitali. Si tratta di un errore, di un inganno visivo dovuto alla tecnologia utilizzata da Google.
, Repubblica in giornata smentisce se stessa e la notizia che ha dato. Ma non toglie la fotogallery che per un paio d’ore rimane online e in home page.

fonte: focus.it

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Russia, “vedova nera” uccisa da un sms

Inserito da 30 gennaio, 2011 (1) Commento

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la è stata diffusa dai servizi segreti: Pianificava un attacco nella Piazza Rossa a Capodanno, ma il telefonino avrebbe fatto scattare il detonatore.

MILANO – Aveva pianificato un attentato terroristico da portare a termine la vicino alla Piazza Rossa di Mosca. Ma poche ore prima di dirigersi verso il luogo simbolo della capitale russa, avrebbe ricevuto un sms di auguri che ha fatto scattare il detonatore collegato alla sua cintura esplosiva ed è morta sul colpo. La notizia del fallito attentato della islamica, diffusa nei giorni scorsi dal quotidiano e girata al giornale moscovita dai servizi segreti russi, è stata ripresa dai più autorevoli organi d’ . Tuttavia la soffiata potrebbe essere una astutamente confezionata dai servizi segreti russi all’indomani dell’attentato di Domodedovo per mantenere alta la tensione nel Paese.

LA VERSIONE DEI SERVIZI SEGRETI – L’anonima “vedova nera”, nome con il quale sono identificate le kamikaze assoldate dal terrorismo islamico, sarebbe appartenuta allo stesso gruppo responsabile dell’attentato dello scorso 24 gennaio all’aeroporto di Domodedovo che ha provocato 35 morti. Secondo i servizi segreti moscoviti il sms che avrebbe scongiurato l’ennesimo attentato terroristico a Mosca, sarebbe stato inviato automaticamente dall’operatore telefonico. Gli 007 della Fbs affermano che l’esplosione sarebbe avvenuta in una casa al centro di Mosca che la kamikaze avrebbe preso in affitto. La donna non è stata ancora identificata, ma secondo gli agenti dell’ex Kgb potrebbe essere la moglie di un pericoloso terrorista, arrestato nel settembre scorso. I servizi segreti dichiarano di aver arrestato una complice della kamikaze: si chiamerebbe Zeinat Suyunova e sarebbe originaria del Daghestan, uno dei territori della Russa più martoriati dagli attentati islamici. La ventiquattrenne Suyunova sarebbe stata acciuffata dalla polizia qualche giorno dopo il fallito attentato.

DUBBI SULLA VERIDICITÀ DELLA STORIA – Come ha fatto notare il Daily Telegraph se la kamikaze fosse riuscita ad arrivare vicino alla Piazza Rossa la notte di Capodanno avrebbe potuto provocare la morte di centinaia di persone. I gruppi terroristi del Caucaso spesso usano il telefono portatile come detonatore. Spesso a far scattare l’esplosione non è il kamikaze, ma un suo complice che, piazzatosi in un punto strategico, invia un sms al candidato suicida nel momento in cui ritiene che l’esplosione possa causare il maggior numero di vittime. Ciò che rende inverosimile la versione dei servizi segreti è il fatto che la kamikaze abbia tenuto acceso il telefonino nelle ore precedenti all’attentato, invece di azionarlo poco istanti prima del blitz terroristico. Da parte loro i servizi segreti russi concludono che se l’attentato è fortunatamente fallito, è tutto merito della “negligenza” della kamikaze.

LA STRAGE DEL 24 GENNAIO all’aeroporto Domodedovo
Attentato di Mosca: «Caso risolto» L’attacco, mai rivendicato, sarebbe stato compiuto da un kamikaze di 20 anni originario del Caucaso del Nord

MILANO – L’attentato all’aeroporto internazionale Domodedovo di Mosca è un «caso risolto». Lo ha assicurato il portavoce del comitato d’inchiesta creato dopo la strage del 24 gennaio, che ha fatto 35 vittime e 130 feriti. L’attacco – mai rivendicato – sarebbe stato compiuto da un kamikaze di 20 anni originario del Caucaso del Nord: gli investigatori conoscono il suo nome, ma non lo svelano per consentire che vadano avanti le indagini su organizzatori e complici. «L’identità dell’attentatore suicida che ha azionato un ordigno esplosivo imbottito di elementi in grado di ferire è stata accertata» ha detto il portavoce , aggiungendo che i veri obiettivi del gesto erano cittadini stranieri: «Non a caso è avvenuto nella sala arrivi dei voli internazionali».

Mosca: la strage in aeroporto compiuta da una donna (24 gennaio 2011)
LA STRAGE DEL 24 GENNAIO all’aeroporto Domodedovo
Attentato di Mosca: «Caso risolto»

L’attacco, mai rivendicato, sarebbe stato compiuto da un kamikaze di 20 anni originario del Caucaso del Nord

PISTA CAUCASICA – Gli investigatori hanno fin da subito privilegiato la pista caucasica, anche se negli ultimi giorni si era ipotizzato in modo non ufficiale che a commettere l’attentato fosse stato un uomo di etnia russa, Vitaly Razdobudko, 32 anni, originario della regione di , confinante con le repubbliche caucasiche di Cecenia e Daghestan. Membro di un gruppuscolo wahabita (una delle correnti più estremiste dell’Islam) sgominato nell’ottobre scorso, la Jamaat Nogai (battaglione Nogai, dal nome di una etnia), Razdobudko anni fa si era convertito all’Islam e frequentava una moschea ritenuta un covo di integralisti islamici.

fonte corriere della sera

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hoax: 15 Marzo Facebook chiuderà i battenti

Inserito da 24 gennaio, 2011 (1) Commento

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il 15 Marzo chiuderà i battenti poiché il suo creatore è troppo stressato dalla sua gestione. Tutto questo è ovviamente una , i 600 milioni di utenti iscritti a Facebook stiano tranquilli. Prestate inoltre attenzione, come segnalato dalla nota azienda di sicurezza Sophos, molti malintenzionati possono sfruttare questa falsa per farvi scaricare nel vostro computer programmi nocivi che dichiarano, la possibilità di utilizzare Facebook anche dopo il 15 Marzo o che consentono di scaricare immediatamente tutte le foto che avete salvato su questo noto social network. Ovviamente queste mail cestinatele immediatamente senza aprirle.
Se non siete iscritti a Facebook e volete farlo, visitate questo indirizzo.

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