Giussano (Monza e Brianza), 11 gennaio 2017 – Per celebrare un funerale a Birone di Giussano servono 600 euro. Peccato che sia una bufala girata su Facebook. O meglio una «mezza bufala» visto che la vicenda è vera ma non come è stata raccontata sul social network scatenando commenti e prese di posizione. La storia riguarda una famiglia indigente di Giussano che ha chiesto al Comune una mano per poter celebrare le esequie di un loro caro. L’Amministrazione comunale, dopo aver verificato lo stato di indigenza del nucleo familiare, ha aiutato con una cifra di 1.200 euro la famiglia. Un somma che è servita per pagare il servizio funebre e la bara, non il trasporto dalla chiesa al cimitero, obbligando la famiglia a non celebrare la messa ma a effettuare una semplice benedizione direttamente al cimitero. Peccato che a questo punto una persona vicino alla famiglia, sentendo la vedova, si sia attaccata alla pagina del social netwoork per denunciare il fatto che il sacerdote di Birone avesse chiesto, per celebrare il funerale, 600 euro alla famiglia. Tra l’incredulità generale (visto che

normalmente la parrocchia per celebrare un funerale chiede al massimo un’offerta) dei frequantatori della pagina «Sei di Giussano (Birone, Paina, Robbiano) se…».

Una polemica montata in poche ore che ha costretto la parrocchia ha diramare nella mattinata di ieri un comunicato ufficiale. «La parrocchia di Birone non ha mai preteso, né pretende alcuna quota per l’effettuazione dei funerali – si legge nel documento ufficiale redatto dalla Diaconia della Comunità Pastorale di San Paolo di Giussano a firma del parroco don Sergio Stevan e dal vicario don Eugenio Carminati, –. La voce dei pretesi 600 euro, riguarda solo l’impresa che vuole detta cifra per accompagnare in chiesa il feretro. La Parrocchia di Birone è pronta a celebrare il funerale in chiesa quando la famiglia lo chiedesse e disponesse che il feretro vi venga portato». Una smentita ufficiale che ha permesso sgonfiato il caso senza che nessuno però si sia sentito in dovere di chiedere scusa per aver dato credito ad una voce senza verificare.

Fonte: il giorno