Appelli Generici

Facebook hoax Bufala Haiti e American Airlines

Inserito da Silvio Passalacqua 20 gennaio, 2010 (1) Commento
In questi giorni sta rimbarzando su ogni blog, anche qualche giorno fa ho ricevuto un messaggio su facebook e anche tra il network dei Confratelli delle Misericordie, ma anche su altri network…

“ATTTENZIONE SI TRATTA DI UN HOAX, UNO SCHERZO DI CATTIVO GUSTO, E’ UNA BUFALA”

il  TAM TAM è già nell’aria, su internet impazzano folli richieste, ma tra le più “sciacalle” fa capolino proprio questa comunicazione che inonda le nostre caselle e gli amici su facebook. La catena ci suggerisce di mettere nel nostro stato ( la frasetta che mettiamo su facebook) che American Air Lines sarebbe disposta a trasportare gratuitamente medici e infermieri per dare il supporto necessario alla popolazione colpita dall’immane tragedia.
Il messaggio è più o meno questo, qualche sciacallo lo modifica a piacimento,  ne esistono diverse varianti :

ATTENZIONE = American Airlines porta gratuitamente a Haiti tutti i medici e le infermiere che lo chiederanno..DA Aura Akademia Ayurkima chiamando il +1 212-697-9767 +1 212-697-9767 +1 212-697-9767 +1 212-697-9767. Per piacere, copiatelo sulla v…ostra bacheca per farlo leggere a più persone possibile. Grazie!

Attenzione:  AMERICAN AIRLINES HA SMENTITO TUTTO QUESTO!

Il numero di telefono indicato nel messaggio corrisponde a quello del Consolato di Haiti a NewYork e  se diamo una rapida occhiata al sito della compagnia aerea non troviamo nessuna comunicazione in merito !(www.aa.com)

La compagnia aerea ” Non trasporta medici o infermieri gratuitamente .

Il Dipartimento nazionale della Protezione Civile sta inviando un Nucleo di valutazione nel Paese così duramente colpito.

Nell’immediatezza dell’evento ed in attesa che il Governo italiano decida gli interventi di aiuto possibili, la struttura di protezione civile delle Misericordie italiane ha ricevuto decine di chiamate dalle associazioni delle varie regioni che dichiaravano la propria disponibilità ad una partenza immediata.

Le Misericordie della Toscana hanno predisposto a Pisa l’attrezzatura completa di due PMA (Postazioni Mediche Avanzate) pronte alla partenza immediata con personale specializzato.

Il Direttore dell’UGEM (Ufficio Gestione Emergenze di Massa) delle Misericordie ha confermato la disponibilità di uomini e mezzi al Dipartimento Nazionale.

Le Misericordie Italiane hanno anche aperto una sottoscrizione in favore delle popolazioni colpite sul
c/c 000005000036, MONTE DEI PASCHI DI SIENA SPA, Firenze Agenzia 6,
IBAN: IT 03 Y 01030 02806 000005000036

oppure sul CONTO CORRENTE POSTALE N° 000021468509, Firenze Agenzia 29, IBAN:
IT 67 Q 07601 02800 000021468509

entrambi intestati a “Confederazione Nazionale” con causale “PRO HAITI”

se vuoi aiutare effettivamente la popolazione colpita effettua una donazione!

Il falso messaggio che vedeva protagonista l’AMERICAN AIRLINES è un classico esempio di come internet può essere usato per diffondere false informazioni che finiscono per creare effetti negativi per l’intera comunità non solo virtuale ma anche reale.

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Inserito da Silvio Passalacqua 26 ottobre, 2009 (0) Commenti
AFRICA. In attesa che arrivino gli ennesimi aiuti, i cittadini combattono la fame e la siccità con le danze della pioggia. Il governo ha chiesto l’intervento dell’Onu per uscire dall’emergenza, aggravata dalla crisi e dai cambiamenti climatici

Gli effetti dei cambiamenti climatici provocano milioni di vittime in Africa. Non si tratta della solita proiezione da qui a 40 anni, ma della drammatica cronaca quotidiana di Paesi come l’Etiopia, dove la siccità ha piegato alla fame il 15 per cento della popolazione: 6 milioni di persone. In una situazione così grave, che sembra essere sfuggita di mano anche al governo, ieri mattina il primo ministro Meles Zenawi ha chiesto alla comunità internazionale 110 milioni di dollari per tamponare immediatamente l’emergenza.

A rispondere all’appello (dovuto formalmente agli effetti della perdurante siccità e delle piogge intermittenti sui raccolti) sarà il Pam, il Programma alimentare delle Nazioni unite, che spenderà, da qui alla fine dell’anno, beni alimentari per un valore di almeno 85 milioni di dollari. Un approccio, quello dell’invio degli aiuti, decisamente deprecato dall’ultimo rapporto dell’Oxfam: l’organizzazione umanitaria, infatti, ha sollecitato una rivoluzione nell’ambito dell’autosufficienza alimentare per superare un impasse che nel Paese dura da oltre 25 anni.

Nel rapporto “Band aids and beyond”, pubblicato dall’Ong in coincidenza del 25esimo anniversario della più grave carestia della storia dell’Etiopia (in cui morirono più di un milione di cittadini), si fa un drammatico punto della situazione: 6,2 milioni di persone vivono in un avanzato stato di malnutrizione. Si stima, inoltre, che i costi della siccità nel Paese ammontino a oltre un miliardo di dollari l’anno. Una cifra compensata, ma non in tempi di crisi economica, dal considerevole fiume di denaro che arriva sotto forma di aiuti umanitari, il 70 per cento dei quali giunge dagli Stati Uniti. Dal 1991 a oggi, Washington – secondo le cifre citate nel rapporto – ha versato oltre 3,2 miliardi di dollari all’Etiopia. La quasi totalità della somma è arrivata in Africa sotto forma di prodotti alimentari americani.

Ecco le conseguenze: nessun aiuto all’economia agricola locale o regionale, mentre a crescere sono solo le spese di trasporto, il costo degli imballaggi e il deficit del Paese che importa praticamente tutto. Nel dossier, il direttore di Oxfam International Penny Lawrence mette in guardia la comunità internazionale dal continuare a perpetuare queste politiche di inerzia. «L’aiuto che forniamo in questo modo è solo un temporaneo sollievo – afferma-. I Paesi donatori devono iniziare a dare alle comunità gli strumenti per affrontare i disastri annunciati». Più che di scatole di latte in polvere, quindi, ci sarebbe bisogno di sistemi per l’irrigazione per le colture, granai e pozzi. Anche perché, secondo le previsioni dei climatologi, l’Etiopia verrà sempre più colpita dalla siccità. Nella speranza che cambino le politiche agricole gli etiopi restano in attesa degli ennesimi aiuti alimentari. E per smorzare la fame organizzano periodicamente delle spettacolari danze della pioggia.

FONTE : TERRA NEWS – AUTORE : SUSAN DABBOUS

http://www.terranews.it/news/2009/10/l%E2%80%99etiopia-chiede-110-milioni-di-dollari-sfamare-i-piu-poveri

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La Catena della “Scatola di Biscotti”

Inserito da Silvio Passalacqua 19 febbraio, 2009 (1) Commento
La catena dei Biscotti
biscotti nonsolograno: Moreno

Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa  di un grande aeroporto.Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo,  decise di comprare un libro per ammazzare il tempo.

Comprò anche un pacchetto  di biscotti.

Si sedette nella sala VIP per stare piu tranquilla.

Accanto  a lei c’era la sedia con i biscotti e dall’altro lato un signore che stava  leggendo il giornale.

Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche  l’uomo ne prese uno.

Lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a  leggere il suo libro.

Tra sé pensò: ‘Ma tu guarda, se solo avessi un po  più di coraggio gli avrei già dato un pugno…’

Così ogni volta che lei  prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne  prendeva uno anche lui.

Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e  la donna pensò: ‘Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando  saranno finiti tutti!!’

L’uomo prese l’ultimo biscotto e lo divise a metà!

‘Ah!, questo è troppo’, pensò e cominciò a sbuffare  indignata.

Si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l’uscita  della sala d’attesa.

Quando si sentì un po’ meglio e la rabbia era passata,  si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l’attenzione  ed evitare altri dispiaceri.

Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo  dentro quando nell’aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora  tutto intero nel suo interno.

Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il  pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell’uomo seduto accanto a lei che  però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o  superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva  ferita nell’orgoglio.

MORALE:

Quante volte nella nostra vita  mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza  saperlo?

Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di  pensare male delle persone, GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono  come sembrano!!!!

Esistono 5 cose nella vita che non si RECUPERANO:

Una pietra dopo averla  lanciata.

Una parola dopo averla detta.

Un’opportunità dopo averla  persa.

Il tempo dopo esser passato.

L’amore per chi non  lotta.

Qualcuno una volta ha detto:
Lavora come se non avessi bisogno dei soldi.
Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire.
Balla come se nessuno ti stesse guardando.
Canta come se nessuno ti stesse sentendo.
Vivi come se il Paradiso fosse sulla Terra.

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Birmania: Appello Hrw ai paesi del vertice Asem per i diritti umani

Inserito da Silvio Passalacqua 25 ottobre, 2008 (0) Commenti

Il gruppo umanitario Human Rights Watch (HRW) ha chiesto ai partecipanti all’ASEM 7 – il vertice tra Europa ed Asia che si apre domani a Pechino – un pronunciamento a favore dei diritti umani in Birmania. “I membri dell’ ASEM hanno l’opportunità di sfidare la Birmania a realizzare riforme politiche e a rispettare le libertà di base”, afferma in un comunicato diffuso oggi in Cina Brad Adams, il direttore per l’ Asia di HRW. Adams ricorda tra l’altro che l’intransigenza della giunta militare che governa il piccolo paese asiatico ha portato al fallimento della mediazione dell’inviato dell’Onu Ibrahim Gambari. Secondo HRW l’ Asem dovrebbe presentare quattro richieste al governo birmano: rilasciare immediatamente i circa duemila detenuti politici,tra cui il premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi; abolire le restrizioni alla libertà di espressione, assemblea ed associazione; mettere fine agli attacchi militari contro le minoranza etniche; smettere di reclutare nell’esercito ragazzi di età inferiore ai 18 anni. Il gruppo umanitario chiede in particolare all’ Unione Europea di esercitare pressione sui “sostenitori” della giunta birmana presenti al vertice, cioè la Cina, l’India e l’ASEAN (associazione dei paesi del sudest asiatico).

Fonte: Unione Sarda

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Appello Greepeace PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA

Inserito da Silvio Passalacqua 14 ottobre, 2008 (0) Commenti
APPELLO VERO

Appello Greepeace – petizione PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA.
puoi firmare la petizione on line a questo indirizzo
http://www.greenpeace.org/italy/campagne/clima/nocarbone_petizione

di seguito il testo della petizione:

On. Presidente del Consiglio,
On. Ministro Claudio Scajola,

i cambiamenti climatici sono la più grave minaccia ambientale, economica e umanitaria che l’uomo si trova ad affrontare. Milioni di persone nel mondo stanno già oggi subendo gli effetti del fenomeno . Con un aumento della temperatura media globale di oltre 2°C, il 20-30% delle specie animali e vegetali sul Pianeta rischia l’estinzione. Siamo già oggi in piena emergenza clima.

È necessaria una rivoluzione energetica basata sulla progressiva riduzione dell’uso dei combustibili fossili, a partire dal carbone, e dallo sviluppo delle alternative veramente pulite: efficienza e fonti rinnovabili. Le scriviamo per chiederle di:

1. introdurre una moratoria per nuove centrali a carbone
2. presentare un serio piano per l’efficienza energetica per conseguire l’obiettivo europeo al 2020
3. sviluppare le fonti rinnovabili come richiesto dagli obiettivi europei al 2020
4. abbandonare l’idea di un ritorno al nucleare in Italia.

Le ragioni di questa nostra posizione sono semplici:

Il carbone è la prima singola fonte del riscaldamento globale: circa un terzo delle emissioni mondiali di CO2 si devono alla sua combustione. Agli attuali tassi di sviluppo, le emissioni del carbone sono destinate ad aumentare del 60% al 2030. Se così fosse, non avremo alcuna speranza di fermare la folle corsa del Pianeta verso una crisi climatica irreversibile.

L’efficienza energetica è senza dubbio la più conveniente e ampiamente disponibile delle opzioni amiche del clima e un obiettivo del 20 per cento è tecnicamente fattibile ed economicamente conveniente. Per i soli usi elettrici è possibile tagliare i consumi in Italia per 100 miliardi di kWh/anno al 2020 con benefici economici netti di 65 miliardi di euro e occupazionali nell’ordine dei 60.000 posti di lavoro.

Le fonti rinnovabili, oltre a tagliare le emissioni, consentono anche di ridurre le importazioni energetiche. Nel solo settore elettrico, i 50 miliardi di kWh/anno aggiuntivi al 2020 taglierebbero le emissioni per 25 milioni di tonnellate e permetterebbero un risparmio annuale di 10 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti, pari a un risparmio stimato delle importazioni di petrolio di 7,6 miliardi di euro.

Non accettiamo il ricorso al nucleare proposto dal governo. È una tecnologia costosa e rischiosa, che non ha risolto nessuno dei problemi che da sempre ha posto: dai rischi di incidente grave alla gestione delle scorie, dalla proliferazione nucleare alla limitatezza della risorsa Uranio. Il piano nucleare del governo energeticamente è solo un terzo del potenziale di efficienza e fonti rinnovabili.

La costruzione di nuove centrali nucleari e impianti a carbone è contro la politica energetica dell’Unione europea, che ci chiede di promuovere rinnovabili ed efficienza con obiettivi vincolanti al 2020. L’attuale strategia energetica del governo è dunque contro Kyoto (sia per la prima fase che ha termine al 2012, che per gli obiettivi di medio termine al 2020), contro l’Ue e contro l’interesse dei contribuenti italiani, su cui ricadranno le sanzioni per l’inadempienza del nostro Paese agli accordi internazionali.

Anche il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha ribadito che “conseguire la copertura del 20% del fabbisogno energetico europeo con le fonti rinnovabili significherà più di un milione di posti di lavoro al 2020. Per questo oggi è più importante che mai andare avanti con il pacchetto clima/energia, non a dispetto della crisi finanziaria, ma proprio a causa di questa crisi.”

Cordiali saluti,

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Medici Senza Frontiere: garantire assistenza umanitaria a chi fugge dalle guerre del Corno d’Africa

Inserito da Silvio Passalacqua 23 settembre, 2008 (0) Commenti

Garantire assistenza medica a chi fugge dalle guerre e dalle carestie che stanno sconvolgendo il Corno d’Africa. E’ l’appello lanciato dall’associazione Medici Senza Frontiere dopo il ritrovamento di 29 cadaveri sulla spiaggia di Wadi Al-Barak, in Yemen. Si trattava di migranti morti nel tentativo di attraversare il Golfo di Aden, tappa obbligata per coloro che fuggono dai conflitti e dalla povertà estrema del Corno d’Africa.
“I terribili casi del 2007 – ha spiegato Alfonso Verdú, capo missione di MSF nello Yemen, all’agenzia Sir – si stanno ripetendo nuovamente. Molti dei migranti ci hanno detto di non avere altra scelta, fuggire dalle violenze e dalla povertà della Somalia e dell’Etiopia è l’unica possibilità per sopravvivere, nonostante i pericoli del viaggio. Così gli arrivi del 2008 sono raddoppiati rispetto a quelli del 2007. Ma non solo i numeri sono aumentati: anche la violenza è triplicata dall’inizio di settembre”. (D.B.)

12/09/2008 15.19.35

Articolo tratto da Radio Vaticana

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