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il Decreto Romani e i contenuti audiovisivi sul web
il primo marzo 2010 è stato approvato il Decreto Romani, ossia, secondo quanto comunica il Governo Italiano, “un decreto legislativo che recepisce la direttiva 2007/65 in materia di esercizio di attività televisiva, il cui obiettivo è creare un quadro moderno, flessibile e semplificato per i contenuti audiovisivi, anche attraverso una nuova definizione dei servizi di media audiovisivi, svincolata dalle tecniche di trasmissione”.
Ma entriamo nel dettaglio : L’art. 4 del provvedimento ( che non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale) fornisce la seguente definizione di “servizio di media audiovisivo”:
“1) un servizio, quale definito agli articoli 56 e 57 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che è sotto la responsabilità editoriale di un fornitore di servizi media e il cui obiettivo principale è la fornitura di programmi al fine di informare, intrattenere o istruire il grande pubblico, attraverso reti di comunicazioni elettroniche.
Per servizio di media audiovisivo si vuole dire o la radiodiffusione televisiva, come definita alla lettera i) del presente articolo (la televisione analogica e digitale) e la trasmissione continua in diretta quale il live streaming, (trasmettere in diretta su internet un video che si sta riprendendo) e la trasmissione televisiva su Internet come il webcasting e il video a richiesta (il near video on demand), o un servizio di media audiovisivo a richiesta, come definito dalla lettera m) del presente articolo”.
Quindi leggendo sempre il citato art. 4 non sono sussumibili alla definizione di “servizio di media audiovisivo”:
“- i servizi prestati nell’esercizio di attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse;
- ogni forma di corrispondenza privata, compresi i messaggi di posta elettronica;
- i servizi la cui finalità principale non è la fornitura di programmi;
- i servizi nei quali il contenuto audiovisivo è meramente incidentale e non ne costituisce la finalità principale,quali a titolo esemplificativo :
a) i siti internet che contengono elementi audiovisivi puramente accessori, come elementi grafici animati, brevi spot pubblicitari o informazioni relative a un prodotto o a un servizio non audiovisivo ;
b) i giochi in linea;
c) i motori di ricerca
d) le versioni elettroniche di quotidiani e riviste;
e) i servizi testuali autonomi;
f) i giochi d’azzardo con posta in denaro, ad esclusione delle trasmissioni dedicate a giochi d’azzardo e di fortuna ; ovvero
2) una comunicazione commerciale audiovisiva”.
Poi continuando per “fornitore di servizi di media”, secondo la disposizione citata, si deve intendersi : “la persona fisica o giuridica cui è riconducibile la responsabilità editoriale della scelta del contenuto audiovisivo del servizio di media audiovisivo e ne determina le modalità di organizzazione ; sono escluse dalla definizione di ‘fornitore di servizi di media’ le persone fisiche o giuridiche che si occupano unicamente della trasmissione di programmi per i quali la responsabilità editoriale incombe a terzi”.
Non Premete F1 in un computer con Windows Xp se usate Internet Explorer
il ricercatore polacco Maurycy Prodeus, analista di iSEC Security Research, ha scoperto un interessante falla che può consentire ad un malintezionato di sfruttare una vulnerabilità presente nel sistema della guida in linea di windows. La vulnerabilità verrebbe azionata dalla semplice pressione del tasto F1. il sistema operativo affetto da questa problematica è windows Xp Sp3. Il meccanismo è semplice è basato su file VBScript che interagiscono con i file della guida che vengono lanciati attraverso internet explorer.
In pratica si fa caricare un file della guida da remoto per consentire all’aggressore di generare un overflow dell’applicazione winhlp32 per eseguire codice arbitrario con i diritti dell’utente corrente.
Si consiglia vivamente di bloccare l’accesso alla porta 445.
Le versioni interessate sono sia IE 6, IE7 che IE8.
i computer con installato Windows Vista, Windows 7, Windows Server 2008 e Windows Server 2008 R2 non sono affetti da questa problematica e a dire il vero se si usa un browser alternativo tipo mozilla firefox non si dovrebbe incappare in questo bug.
FALSO VOLANTINO FEDERCONSUMATORI “TRUFFE SUI CELLULARI”
ATTENZIONE TRUFFA, FALSO COMUNICATO DELLA FEDERCONSUMATORI, L’ASSOCIAZIONE SMENTISCE
E HA DIFFUSO IL SEGUENTE COMUNICATO:
Comunicato Stampa (REALE – UFFICIALE)
15/2/2010 ATTENZIONE: FALSO VOLANTINO FEDERCONSUMATORI “TRUFFE SUI CELLULARI”. Ci arrivano molte segnalazioni circa un presunto volantino distribuito da Federconsumatori riguradante una truffa sui cellulari. ATTENZIONE! Questo volantino è “una bufala” (anche perché, quardando con attenzione, il logo non corrisponde a quello ufficiale della Federconsumatori)!
attenzione : Vulnerabilita’ in Microsoft DirectShow, apri il video e sei fritto….
attenzione : Vulnerabilita’ in Microsoft DirectShow
****************************************************************** :: Descrizione del problema
Microsoft ha rilasciato un aggiornamento per risolvere una vulnerabilita’ di tipo heap overflow presente in Microsoft DirectShow.
La vulnerabilita’ potrebbe consentire l’esecuzione remota di codice arbitrario se l’utente apre un file AVI artefatto, anche durante la navigazione sul web.
Software interessato
Windows 2000 SP4
Windows XP SP2
Windows XP SP3
Windows XP Pro x64 Edition SP2
Windows Vista Windows Vista SP1
Windows Vista SP2
Windows Vista x64 Edition
Windows Vista x64 Edition SP1
Windows Vista x64 Edition SP2 Windows 7 (32-bit) Windows 7 (x64)
Windows Server 2003 SP2
Windows Server 2003 x64 Edition SP2
Windows Server 2003 SP2 (Itanium)
Windows Server 2008 (32-bit)
Windows Server 2008 (32-bit) SP2
Windows Server 2008 (x64)
Windows Server 2008 (x64) SP2
Windows Server 2008 (Itanium)
Windows Server 2008 (Itanium) SP2
Windows Server 2008 R2 (x64)
Windows Server 2008 R2 (Itanium)
Impatto :
Esecuzione remota di codice arbitrario
Conquista del controllo sul sistema
:: Soluzioni
Installare manualmente la patch elencata nel bollettino Microsoft, oppure utilizzare uno degli strumenti di aggiornamento come: Aggiornamenti Automatici, Windows Update, Microsoft Update, Windows Server Update Services, Systems Management Server.
:: Riferimenti
Microsoft Security Bulletin http://www.microsoft.com/technet/security/Bulletin/MS10-013.mspx
Microsoft Knowledge Base
http://support.microsoft.com/kb/977935
Microsoft Update e Aggiornamenti Automatici
http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkID=40747
https://www.update.microsoft.com/microsoftupdate/v6/ http://support.microsoft.com/kb/306525/
TippingPoint Zero Day Initiative
http://www.zerodayinitiative.com/advisories/ZDI-10-015/
Mitre’s CVE ID http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvename.cgi?name=CVE-2010-0250 Vupen Security http://www.vupen.com/english/advisories/2010/0346
ISC SANS http://isc.sans.org/diary.html?storyid=8197
hai l’Alzheimer, prega che ti passa…
Si ringrazia Stefano per la segnalazione di questa curiosa storiella:
Verso la fine di gennaio è stata diffusa la notizia di uno studio, condotto dall’Università di Padova su 64 pazienti e pubblicato sulla rivista Current Alzheimer Research, secondo il quale la religiosità rallenterebbe la progressione dell’Alzheimer. In particolare, il gruppo di pazienti con “basso livello di religiosità” avrebbe avuto una perdita delle capacità cognitive del 10% in più rispetto agli altri con un livello di religiosità più alto. Uno degli studiosi che ha condotto i testi, il professor Enzo Manzato, ha affermato non solo che – prevedibilmente – “gli stimoli sensoriali provenienti da una normale vita sociale rallentano il decadimento cognitivo”, ma ha aggiunto che “sembra essere proprio la religiosità interiore quella in grado di rallentare la perdita cognitiva”. Intervistato in merito, Manzato aveva persino affermato che: “Non si tratta quindi di una ritualità cui si associano determinati comportamenti sociali, bensì di una vera e propria tendenza a ‘credere’ in una entità spirituale”.
Guido Romeo, giornalista del “Il Sole 24″, scrive sul suo blog che in realtà, leggendo il paper originale della ricerca in questione, le conclusioni sono un po’ diverse da come sono state presentate dai media, che hanno parlato di scoperta sensazionale. Per prima cosa, i ricercatori “hanno trovato un’associazione e non una correlazione” tra l’essere religiosi e la progressione più lenta dell’Alzheimer e non “un legame causale netto come invece titolato nel comunicato”. Gli autori, inoltre, “sono molto chiari e onesti nel dire che, purtroppo, non hanno gli strumenti per isolare l’importanza delle interazioni sociali nel rallentamento della malattia”, quindi ad esempio quanto incida la credenza in sè. Inoltre, lo stesso professor Manzato, che ha fatto certe dichiarazioni sui media, “non è nè ‘primo autore’, nè ‘ultimo nome’ (le posizioni solitamente riservate a chi ha effettivamente svolto la ricerca e chi l’ha supervisionata, tipicamente il capo del laboratorio), quindi forse non è il più titolato per spiegare il significato di questi studi”.
Romeo parla esplicitamente di “balla”, dato che ricercatori, al contrario di ciò che ormai è stato diffuso a livello mediatico, non hanno trovato correlazione tra livello di religiosità e progressione dell’Alzheimer.
fonte : http://www.uaar.it/news/2010/02/06/religiosita-rallenta-alzheimer-bufala-corre-sul-web/






























